San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 19 settembre – Seduta mattutina

SAN MARINO – In mattinata, i lavori consiliari sono sospesi in anticipo, per permettere il confronto sull’Assestamento di Bilancio fra i capigruppo dell’ufficio di Presidenza e il segretario di Stato per le Finanze.

Al comma 4, incentrato sulla Variazione di Bilancio, si apre infatti una discussione sull’opportunità di accogliere la procedura d’urgenza sul provvedimento presentato dal segretario di Stato Gian Carlo Capicchioni. I capigruppo di C10, Upr, Ap, Su, ma anche di Ns e il consigliere indipendente Denise Bronzetti, rilevano come l’Assestamento portato in Aula non abbia prettamente un carattere tecnico, ma includa articoli di natura più politica che in una fase di ordinaria amministrazione avrebbero richiesto- per l’approvazione alla procedura d’urgenza- almeno un confronto preliminare tra le parti consiliari. “Ci piacerebbe- propone per primo Andrea Zafferani, C10- sospendere i lavori per capire dal Segretario quali sono le cose essenziali, come per esempio gli stanziamenti elettorali. Altrimenti per noi è difficile votare la procedura d’urgenza”. Inoltre, Elena Tonnini di Rete, si fa portavoce di un’altra richiesta all’Aula: “Noi chiediamo un impegno affinché si vada a eliminare il raddoppio del contributo ai partiti, che è oltre un milione di euro, solo in questo caso voteremo la procedura d’urgenza”. Mentre Mario Venturini, Ap, anticipa che “se non arriveranno chiarimenti convincenti sui contenuti dell’Assestamento”, il suo gruppo non voterà l’iter accelerato. Maria Luisa Berti, Ns, riconosce la necessità di approvare la procedura d’urgenza, ma annuncia che il proprio gruppo valuterà quali articoli votare con favore. Intervengono quindi i capogruppi del Pdcs e del Psd, Luigi Mazza e Gerardo Giovagnoli, per accogliere la richiesta di sospendere i lavori in favore di un incontro tra capigruppo che porti a valutare quali parti del progetto di legge sottoporre all’Aula in procedura d’urgenza. Con l’invito della Reggenza a ricercare un equilibrio fra le varie esigenze, la seduta viene sospesa per riprendere nel pomeriggio alle 15.

Intanto, in avvio di seduta, al comma Comunicazioni, interviene Ivan Foschi, Su, per annunciare la scelta di non candidarsi alle prossime elezioni. Mentre Tony Margiotta, capogruppo Su-LabDem, comunica di avere informato la Reggenza che in questo Consiglio il gruppo di Su – Labdem, insieme ai consiglieri democratici del Psd -Selva, Zanotti, Carattoni e Muratori- prenderanno posizione all’unisono. Il capogruppo di Rete, Elena Tonnini, anticipa poi la presentazione di un Odg volto a richiedere il monitoraggio delle elezioni sammarinesi da parte dell’Osce, alla luce delle preoccupazioni emerse sul voto estero. A riguardo, la Reggenza interviene per dichiarare non ammissibile l’Odg di Rete. Dura poi la reazione di Francesca Michelotti, Su, alla proposta di Tonnini: “Proprio voi che avete sostenuto il ‘sì’ al referendum sulla preferenza unica anche ai non residenti- manda a dire- ora venite a chiedere che il Paese si sottoponga a un umiliante controllo da parte di un organismo internazionale. E’ vergognoso”.
Infine al Comma 3, relativo alle dimissioni  in Commissione di Vigilanza, da parte del presidente Nicoletta Canini e di Roberto Tamagnini, sono designati in sostituzione Marino Serra e Simonetta Fanelli, nomine entrambe approvata dall’Aula a maggioranza.  

Di seguito un estratto degli interventi della seduta della mattina.

Comma 1 – COMUNICAZIONI

Ivan Foschi, Su
E’ la mia ultima volta in quest’Aula. Termina il mio impegno in Consiglio Grande e Generale. Ho dato alla politica la priorità rispetto alla famiglia e al lavoro. Questa non era per me una professione da portare avanti per sempre. Ho ora interessanti opportunità professionali e non mi ricandiderò. Non nascondo che è stata un’esperienza di alto valore formativo. Ho ricoperto un incarico di governo per due anni. Il sistema che si è instaurato negli anni 90 è stato duramente colpito dalle inchieste della magistratura. Negli anni passati non è stato facile ricevere attenzione su questi argomenti, si preferiva la storia dell’isola felice. Nel 2006 con la Segreteria di Stato per la Giustizia venivamo guardati come visionari per aver parlato di infiltrazioni della malavita organizzata. C’è ancora chi pensa di fare prevalere le dinamiche politico – affaristiche. C’è un tentativo di restaurazione all’orizzonte. Una parte della politica vuole dare un colpo di spugna alle responsabilità. Esiste una strada per disinnescare questa bomba a orologeria. E’ quella tracciata dagli organismi internazionali. Perché sono stati concessi certi crediti? Queste forze vogliono salvaguardare le situazioni più imbarazzanti, anche a costo di fare fallire il sistema. E’ un esempio di ciò che sarebbe un ritorno al passato. Come forza politica abbiamo sempre creduto nell’unità della Sinistra. Spero che questo spirito possa crescere. Il Paese è stanco del fango, degli interessi dei poteri forti. Vuole cambiare, riprendere a crescere, trovare lavoro, armonia e rispetto.

Mimma Zavoli, C10
Il 15 settembre si è celebrata la giornata internazionale della democrazia. Ho apprezzato il comunicato della Reggenza. Questa forma dovrebbe assumere un contesto democratico e sociale aperto. Le lotte dovrebbero essere dismesse, l’unico obiettivo deve essere il bene dei cittadini. Ci sono dei rischi, non tutti riconducibili all’ambito politico. Lo scenario che coinvolge ogni ambito democratico è complesso. Il contesto sociale pubblico e l’apparato politico si sono scollati. La divisione è profonda. C’è incomunicabilità. E’ una sconfitta clamorosa delle conquiste democratiche, dovuta all’incapacità di poter avere l’attenzione delle persone. Sono sempre stata una sostenitrice della democrazia rappresentativa, ma ci sono dei vuoti, un distacco dalla realtà. I danni non sono generati dallo strumento ma dagli attori. Il cittadino ha il diritto di sapere, il dovere di chiedere e conoscere. Alcuni segretari di Stato hanno trasformato in privilegi ciò che per i cittadini devono essere diritti.

Tony Margiotta, Su
Ringrazio Foschi. Anche Francesca Michelotti ha deciso di non ricandidarsi. Hanno dato un bellissimo esempio a noi giovani che ci siamo affacciati in questo percorso. Informo l’Aula che questa mattina, insieme a Simone Celli e Michele Muratori, abbiamo informato le loro Eccellenze che in questo Consiglio, pur sapendo che è sciolto e non si può istituire un gruppo, il gruppo di Su – Labdem, insieme ai consiglieri democratici del Psd Selva, Zanotti, Carattoni e Muratori, prenderanno posizione all’unisono, voteranno all’unisono.

Elena Tonnini, Rete
Presentiamo un ordine del giorno per affrontare la campagna elettorale in modo trasparente. E’ collegato alle preoccupazioni, non esternate da noi, rispetto alla preferenza unica. Verrà sottoscritto da noi, lo metteremo a disposizione dell’Aula. Con esso il Consiglio invierà una richiesta formale per il monitoraggio delle elezioni da parte dell’Osce. Si vuole cercare di unire l’Aula in un passaggio a nostro avviso necessario.

(La Reggenza interviene per dichiarare non ammissibile l’Odg in questa fase)

Francesca Michelotti, Su
L’intervento di Mimma Zavoli è stato molto bello. Rispetto all’Odg di Rete, mi pare di capire che richiamiamo il controllo dell’Osce. Sotto il profilo pratico l’iniziativa non fa una piega. Si ritiene di essere in uno stadio di democrazia involuta. Proprio voi che avete sostenuto il ‘sì’ al referendum sulla preferenza unica anche ai non residenti, ora venite a chiedere che il Paese si sottoponga a un umiliante controllo da parte di un organismo internazionale. E’ vergognoso. Sono felice di andare via dall’Aula. Mi sento umiliata come cittadina. Quando voi non c’eravate, c’era una politica buona che queste cose le aveva eliminate. E voi le avete riportate. Questo clima è intollerabile per chi crede nella civiltà e si batte per la civiltà. La disonestà intellettuale è grave. E prima o poi si farà corrompere.

Roberto Ciavatta, Rete
L’Ordine del giorno non è stato accolto, stiamo discutendo del nulla. Ciò che è umiliante non sono le verifiche del voto, sono già state fatte nel 2012. Sono i governi che chiedono le verifiche. Noi non abbiamo timori sulle verifiche. Sono stati espressi timori da questa stessa Aula. Ci siamo detti: andiamo incontro a chi teme le storture.

Comma 4. Progetto di legge “Modifiche alla Legge 22 dicembre 2015 n.189 e Variazione al Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti del Settore Pubblico Allargato per l’esercizio finanziario 2016” (I lettura) richiesta la procedura d’urgenza;

Andrea Zafferani, C10
Mi aspettavo un provvedimento tecnico con le cose essenziali per il mantenimento del buon andamento dello Stato. Trovo invece elementi di carattere politico. Per esempio modifiche strane a degli stanziamenti, che hanno ragioni che vanno spiegate. Il bilancio assume i caratteri di un assestamento politico. Questo ci lascia parecchia perplessità, vista la fase politica. Ci piacerebbe, e questa è una proposta, sospendere i lavori per capire dal Segretario quali sono le cose essenziali, come per esempio gli stanziamenti elettorali. Altrimenti per noi è difficile votare la procedura d’urgenza.

Elena Tonnini, Rete
Mi associo a quanto espresso da Zafferani. In particolare sulla necessità di eseguire un assestamento assolutamente tecnico, senza aspetti politici. Deve essere minimale, eliminando ogni altro tipo di intervento. Mi faccio portavoce di un altro impegno che chiediamo all’Aula: noi chiediamo un impegno affinché si vada a eliminare il raddoppio del contributo ai partiti. E’ oltre un milione di euro. Solo in questo caso voteremo la procedura d’urgenza. Chiediamo un provvedimento tecnico e l’eliminazione del contributo.

Marco Podeschi, Upr
Ci sono alcune parti non relative al bilancio dello Stato, mi riferisco per esempio all’editoria. Ci sono atti di quasi tutto il Congresso di Stato. Potevate convocare i capigruppo e spiegare le esigenze. Ciò non è accaduto. Mi stupisce l’assenza di una parte su Cassa di Risparmio. Chiedo: avrete emendamenti, magari aggiuntivi, da proporre? Ci sono cose sorprendenti, per esempio sull’edilizia ospedaliera. A quanto ammonta la liquidità dello Stato? E’ un’informazione necessaria, ma non c’è. L’assestamento per quanto mi riguarda si dovrebbe fermare all’articolo 10 o 11. Sui crediti d’imposta l’articolo 26 parla di un comitato di sorveglianza. Dite poi che l’abbonamento al teatro è deducibile fiscalmente. Vi sembra opportuno in questo momento? Non ci sono, inoltre, grafici. Solo cifre. Parliamo spesso di innovazione e internazionalizzazione, ma qui non ci sono nemmeno i grafici. Non capisco cosa c’entra, infine, la legge sull’editoria.

Tony Margiotta, Su

Volevamo esprimere la necessità di avere un confronto per discutere della procedura d’urgenza per il bilancio. Visto che il Consiglio è sciolto e inizierà tra qualche settimana la campagna elettorale, sarebbe necessario avere un confronto e che l’assestamento abbia articoli prettamente tecnici e ordinari. La vedo complicata ora discutere della procedura d’urgenza con certi articoli. Bene fino agli articoli 10 e 11, quelli tecnici e necessari per fare in modo la macchina dello Stato vada avanti, però al di fuori di quelli ci troviamo articoli prettamente politici e in questo momento un incontro preliminare doveva essere fatto.  La procedura d’urgenza è un atto dovuto per quel che riguarda la macchina dello Stato, per il resto occorrono valutazioni di tutta l’Aula. Mi associo al coro di chi è intervenuto di poter fermarci e ragionare insieme.

Mario Venturini, Ap
Concordo con le valutazioni fatte dai colleghi che mi hanno preceduto. Se non riceveremo chiarimenti convincenti sui contenuti dell’Assestamento che non riguardano la competizione elettorale, il mio gruppo non voterà la procedura d’urgenza.

Maria Luisa Berti, Ns
A me pare si stia perdendo il senso del limite su tutti i fronti. C’è necessità di approvare la variazione di bilancio e la procedura d’urgenza è una necessità. Il senso delle istituzioni e il buon senso impongono, anche al governo, di approvare la procedura d’urgenza e il progetto di legge con stretta attinenza alla variazione di bilancio. Invito il governo a valutare con attenzione gli interventi precedenti perché ci sono articoli che non riguardano strettamente la variazione di bilancio. Il nostro ruolo impone- parlo come gruppo Ns- di approvare la procedura d’urgenza con l’impegno di valutare nell’articolato quali sono gli articoli da approvare.

Denise Bronzetti, Indipendente
Anche io ritengo che l’Assestamento di bilancio sia un adempimento istituzionale che l’Aula è chiamata a fare, quanto sollevato da più parti lascia perplessa anche me, il fatto che non vi siano solo aspetti tecnici, come la crisi di governo imporrebbe. Richiamo anche io ad uno sforzo corale affinché l’adempimento istituzionale sia fatto nei tempi dovuti, perché serve al Paese. Se concordiamo tutti che in questo Assestamento non ci debbano essere interventi di carattere politico, allora chiariamoci cosa sia politico e cosa non lo sia, all’interno di questo provvedimento. Onestamente, credo che in realtà da più parti e non solo da maggioranza e governo, siano richiesti interventi di natura estremamente politica in un momento delicato come quello pre-elettorale e non vorrei che con la scusa di emendamenti tecnici necessari si facessero poi scelte che di tecnico non hanno niente. Sono anche io per la sospensione dei lavori, se occorre per chiarirci le idee, purché si porti a casa un Assestamento utile al paese.

Luigi Mazza, Pdcs
Ci rendiamo conto della particolare fase in cui esaminiamo l’Assestamento. E se è vero che si tratta di interventi che rispondono al normale assetto di bilancio, non possiamo non tenere conto della fase di ordinaria amministrazione. La mia proposta è di sospendere lavori per riunire l’ufficio di Presidenza e il segretario alle Finanze e in quella sede trovare quindi gli opportuni accordi, valutare quali interventi inserire nell’Assestamento e quindi procedere poi alla procedura d’urgenza.

Gerardo Giovangoli, Psd

La proposta del capogruppo Mazza va nella direzione di accogliere le perplessità evidenziate. Visto che serve un consenso allargato per arrivare alla procedura urgenza, credo sia auspicabile ci si possa confrontare su quali parti considerare tecniche. Obiettiva è anche la difficoltà di chi si è trovato a condurre al governo la preparazione dell’Assestamento, vista la crisi e la confusione politica che impera, credo ci possa essere un’apertura per il confronto anche all’ultimo momento.

Alessandro Mancini, Ps

Il gruppo socialista non può che condividere gli interventi che ci hanno preceduto. Siamo in un comma di assestamento dove può esserci spazio di confronto su temi non prettamente tecnici, ma è anche vero siamo in una fase ordinaria di amministrazione, quindi è utile il confronto , opportuno e indispensabile è fermarci un attimo e arrivare ad una soluzione condivisa per inserire quanto più opportuno.

20 settembre 2016
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