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Buona scuola, Berlinguer-Puglisi: la riforma va se ci stanno gli insegnanti

“Il primo obiettivo che abbiamo è cambiare la scuola, profondamente, e farlo in fretta”. Così l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, che ieri sera è intervenuto alla Festa della scuola organizzata dal Pd a Ferrara, in Emilia-Romagna, promuovendo a pieni voti una riforma, quella della ‘buona scuola’, che finalmente può consentire di “superare il limite della scuola italiana, che è tuttora una scuola di classe, mentre deve diventare una scuola per tutti”.

Berlinguer, 83 anni, dopo aver ricordato di essere stato il primo a introdurre l’autonomia scolastica, ha esortato i docenti a rimboccarsi le maniche e a fare la loro parte per l’implementazione della legge 107 e ha bacchettato i detrattori: “Qui si fanno le pulci, non ci si dà da fare per suggerire tutte le potenzialità”. Senza risparmiare l’ironia (“Se arriva lo sceriffo diventiamo tutti pistoleri”), l’ex ministro invitato ad “abbandonare i luoghi comuni” e ha criticato i contestatori che portano avanti “slogan che dentro non hanno niente”, in particolare quelli contrari all’alternanza scuola-lavoro.

“Gridano all’aziendalizzazione, spargono terrore, ma forse non sanno che non c’è un cane di imprenditore che si comprerebbe questa scuola”, scherza Berlinguer. Che poi torna serio: “Nei paesi evoluti l’alternanza scuola-lavoro è praticata, la Germania e i paesi nordici l’hanno realizzata con grande successo, e loro hanno un tasso di disoccupazione giovanile del 4%. Noi abbiamo un tasso stratosferico, oltre il 40%. Hanno ragione loro, non noi, lo dimostrano i fatti”.

Allo stesso dibattito era presente anche Francesca Puglisi, senatrice e responsabile nazionale Scuola del Pd. “L’obiettivo che noi dobbiamo raggiungere- ha detto- é aiutare i nostri ragazzi ad avere migliori possibilità di occupabilità e ad abbattere quel tasso drammatico di disoccupazione giovanile che ora supera il 40%: l’alternanza scuola-lavoro introdotta dalle legge 107 è utile esattamente a questo”.

“Dobbiamo aiutare tutti i ragazzi, non uno di meno, a trovare a scuola la strada per la propria vita- ha aggiunto- il curriculum dello studente che viene introdotto nella legge dà la possibilità ai ragazzi delle scuole secondarie di seguire a scuola le proprie inclinazioni e i propri talenti”, ha aggiunto Puglisi, che invita i docenti a essere parte attiva in questa ‘rivoluzione’. “Gli insegnanti hanno un grande compito e una grande sfida, battere quella povertà educativa dilagante che c’è nel nostro paese. Dovrebbero sentirsi, e credo che molti già si sentano, le Maria Montessori e i don Milani di anni addietro: noi speriamo che abbiano la forza buttare per aria cattedre e banchi per occuparsi con gioia dell’apprendimento dei propri studenti”.

“Purtroppo la sera di inaugurazione della festa sono andati in scena i professionisti della contestazione, è una categoria del nostro Paese di persone che non vogliono che alcunchè cambi. Invece la scuola, poiché cambiano i ragazzi, ha bisogno di cambiamento” ha detto ancora Puglisi- L’autonomia non si invoca, l’autonomia si attua, e oggi quelle risorse e quegli strumenti sono nella mani di quegli insegnanti e di tutta la comunità educante per accompagnare tutti i ragazzi, non uno di meno, al proprio successo formativo”.

In chiusura ecco ancora Berlinguer. “Se i docenti reagiscono contro, non succede nulla, si è sprecato uno sforzo e resta tutto lì- ha detto- la riforma è la premessa per il superamento della caratteristica principale della scuola italiana, che è una scuola di classe”.

Adesso, afferma l’ex ministro dell’Istruzione, “a scuola ci vanno tutti e questo pone la necessità di un cambiamento. La moltitudine non può tollerare una scuola che ha un’unica direzione culturale, vanno rispettate le diversità del corpo studentesco, soprattutto le inclinazioni e gli interessi umani”. E ancora: “La scuola non può ruotare solo intorno alla lezione, a casa gli studenti studiano in condizioni molto diverse gli uni dagli altri, è ingiusto. La scuola può recuperare l’equità offrendo servizi anche a chi studia e non solo a chi ascolta le lezioni”.

L’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer spezza una lancia anche a favore del maggior spazio dedicato all’arte (“che fino a oggi è stata bandita, una cosa orribile”) e alla creatività. “La scuola deve piacere, deve dare spazio alla creatività, altrimenti i ragazzi vengono solo a scaldare il banco, e c’è la dispersione. Dobbiamo creare l’attrattività della scuola, la scuola deve piacere e deve educare al bello”, sottolinea l’ex ministro dell’Istruzione. E ancora: “Una volta il sapere arrivava per lo più da dentro la scuola, adesso per il 70% arriva da fuori. La scuola ha il compito di dare delle chiavi di lettura in questo enorme rumore di fondo”.

Insomma, l’ex ministro non ha dubbi sulle potenzialità di questa riforma. A patto che gli insegnanti sappiano coglierla e ci lavorino: “Se i docenti reagiscono contro, non succede nulla, si è sprecato uno sforzo e resta tutto lì- spiega- andare contro o abrogare con referendum significa non mettere niente di alternativo a quello ha c’è, è il vuoto. Invece, se si lavora per tirare fuori tutto il succo positivo che può venir fuori, allora si può fare veramente qualche passo avanti”.

 

20 settembre 2015

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