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DIRE COSTUME

Il caso Marò diventa un videogioco. L’intervista della DIRE agli ideatori: “Nessuna strumentalizzazione”

videogioco maròI resti di sommergibili e aerei, con scritto ‘Ridateceli’ sulla parte alta della homepage. In sottofondo l’inno di Mameli. Un click e si arriva in India, per affrontare avventure e cercare di salvare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Marò al centro della contesa che va avanti da anni tra Italia e India. E sì, perché online è appena sbarcato ‘Marò Slug – The Game’, il videogioco ispirato alla vicenda e che dalla sua uscita, da circa un giorno, sta scatenando polemiche, anche e soprattutto tra i politici.

L’idea è nata a due giovani internauti, Antonio Del Maestro di Cassino, che ha inventato il gioco, e Emiliano Negri, di Siena, che si è occupato della grafica. Nel gioco, i due Marò “sono appena evasi. Riuscirai a farli tornare in Italia?”. Nella realtà uno è ancora in India, Salvatore Girone, e l’altro è in Italia, Massimiliano Latorre, che sta riprendendosi da una ischemia che lo ha colpito.

Polemiche a non finire quindi, dal mondo politico e non solo. Tra i tanti, anche l’Aiart, l’associazione dei telespettatori cattolici, che in una nota scrive: “Un videogioco su una vicenda dolorosa, complicata e ancora non risolta come quella dei due marò è davvero inopportuno. Un’iniziativa che ha il solo scopo commerciale di guadagnare su un fatto di attualità”.

Emiliano Negri, contattato dall’agenzia DIRE, prova a spiegarsi, in assoluta serenità: “Il gioco è nato per caso, un ragazzo che conosco mi aveva mandato un video satirico sulla vicenda e parlando è venuta fuori l’idea del gioco. Ma sia da quando è nato a quando è stato caricato e fatto uscire, avevamo la consapevolezza che fosse semplicemente un gioco, quasi un tentativo di esorcizzare il caso”. Negri risponde quindi all’accusa: “Non è un tentativo di sminuire la vicenda, siamo consapevoli che è un problema di politica internazionale. Non volevamo fare del male moralmente a qualcuno. L’intento era di strappare una risata e qualcuno e anche la voglia di riflettere”.

Poi altre critiche, soprattutto attraverso i social media Molte, ma non troppe a dir la verità: “Dietro il gioco non ci sono cattive intenzioni e non è neanche una trovata commerciale: il gioco non è scaricabile ed è utilizzabile solo online. Per fortuna sembra che sia stato accolto come volevamo”, continua Negri.

Dal mondo politico, parole dure sono arrivate da Elio Vito, e anche da Ignazio La Russa “che forse lo è stato anche meno. Capisco le critiche, ma parliamone. Io sono consapevole che possa sembrare irriverente, personalmente sostengo la satira, penso che se fatta in modo giusto sia funzionale e serva di più che il pensiero politico astratto”. Con il gioco online “cerchiamo di criticare invece quelli che strumentalizzano il caso. Come quelli che in modo viscido dicono frasi ad effetto nei talk show per strappare l’applauso”.

Personalmente, Emiliano Negri non vuole esprimersi più di tanto sulla vicenda: “Non ho il quadro completo, preferisco non farlo. La vicenda è razionale, ci sono dei fatti, ci sono paesi che stanno cercando di capire la situazione. Non essendo a conoscenza di tutto, cerco però di non dire troppo la mia”. Sicuramente, ribadisce, “è una vicenda molto complicata, c’è una gestione forse non perfetta da parte dell’Italia, ma i commenti dei politici hanno alimentato il fuoco che ha portato alla mancanza di serietà della vicenda. Ormai i Marò sono quasi un mostro mediatico da tirare in ballo quando il politico di turno non sa che dire”.

Comunque, rispondendo anche all’Aiart, Negri ripete: “Non c’è intento commerciale, dentro non ci sono pubblicità. E non è proprio un videogioco visto che si può giocare solo su internet. Guadagnarci? Assolutamente no. Semmai, abbiamo perso del tempo per farlo e se come si dice il tempo è denaro…”.

Adriano Gasperetti – Giornalista Professionista

20 agosto 2015

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