Nemech, ossia ‘Dimmi che turista sei e ti dirò cosa visitare’

museoUn turismo smart e personalizzato, che ritaglia la proposta ad hoc sul cliente e sulla tipologia di ‘mete’ di suo interesse. Si occuperà anche di questo il nuovo centro Nemech (New Media for Cultural Heritage) di competenza della Regione Toscana istituito presso l’Università di Firenze nell’ambito del piano per il potenziamento del sistema di trasferimento tecnologico.

“Il centro sarà specializzato nello studio e nell’applicazione delle più avanzate tecnologie per valorizzare i beni culturali e paesaggistici, sperimentare nuove forme di fruizione, promuovere e qualificare l’offerta culturale e le attività collegate”, spiega il coordinatore di Nemech, Del Bimbo. I servizi messi a punto mirano quindi a rendere più ricca e soddisfacente l’esperienza di un turista durante una visita. Il primo progetto di Nemech è tuttora in fase di sperimentazione al Bargello, dove sono state installate alcune telecamere che ‘spiano’ il comportamento dei visitatori (senza soffermarsi sulle fattezze) in una sala del museo, proprio per studiare da cosa sono stati incuriositi. All’uscita poi, attraverso un touch screen, potranno ricevere informazioni aggiuntive e suggerimenti su itinerari personalizzati costruiti sulla base degli interessi ‘espressi’ durante la visita.

Grazie alla collaborazione di ricercatori dei dipartimenti di area umanistica e tecnologica dell’Ateneo, è prevista anche la produzione di contenuti multimediali e di librerie digitali, nonché la documentazione e stampa tridimensionale di opere d’arte, l’impiego di sensori per il monitoraggio del bene culturale, l’uso di droni, fino alla presentazione dei contenuti attraverso la realtà aumentata e i dispositivi mobili, le superfici interattive e i display olografici.

A partire da settembre, Nemech attiverà anche un programma di formazione sull’impiego delle tecnologie informatiche nell’ambito dei beni culturali. Il programma coprirà un ampio spettro di tematiche quali le nuove tecnologie della visione artificiale e del cosiddetto “internet of things”, la riproduzione tridimensionale, e i nuovi terminali, la produzione dei contenuti e la comunicazione dei beni culturali.

Di Marcella Piretti – Giornalista Professionista

20 Lug 2015
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