La crisi russa picchia sull’export, la moda dell’Emilia Romagna soffre

BOLOGNA  – La crisi russa complica il quadro delle esportazioni dei distretti emiliano-romagnoli. Il crollo delle vendite verso Mosca (passate da 129 milioni di euro nel primo trimestre 2014 a 88,5 milioni attuali) penalizza soprattutto il sistema moda.

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Così, nei primi tre mesi dell’anno le esportazioni dei distretti regionali segna un aumento dello 0,8% con un ritmo inferiore sia ai distretti italiani (+3%) che al manifatturiero regionale (+4,2%). A condizionare negativamente la performance regionale è stata la battuta d’arresto sui mercati emergenti (-6,2%). Prosegue, al contrario il trend positivo sui mercati maturi che vedono un’accelerazione delle esportazioni (+4,8%), trainata dalle buone performance osservate sul mercato statunitense (+24,8%). E’ quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna curato dalla direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma. “Dall’analisi per singolo distretto emerge un quadro eterogeneo, nel quale si confermano i segnali positivi dei principali distretti della regione- commenta Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo- nel primo trimestre 10 distretti su 20 hanno chiuso in territorio positivo”. Prosegue il trend di crescita del distretto delle piastrelle di Sassuolo (+3,2%), che ha beneficiato del brillante andamento sul mercato statunitense, sia quello delle macchine per l’imballaggio di Bologna (+3,4%), trainato dalle vendite in Germania, Stati Uniti e Cina.

Nel settore della meccanica si contrappongono ai risultati positivi dei distretti dei ciclomotori di Bologna (+1,5%), delle macchine per il legno di Rimini (+9,9%) e delle macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+43,9%, secondo i dati Acimac), i dati negativi delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-9,5%), della food machinery di Parma (-3,4%) e delle macchine utensili di Piacenza (-5%). Nel settore alimentare prevalgono i segnali positivi, ma non mancano alcune criticità. Bene i salumi del modenese (+8,7%), i salumi di Reggio Emilia (3,7%) e i 3 distretti di Parma: l’alimentare (+9,8%), i salumi (+8,7%), e il lattiero-caseario (+0,7%).

In calo invece l’ortofrutta romagnola (-8,3%) e il lattiero caseario di Reggio Emilia (-5,1%).

Segnali negativi in tutti i distretti del sistema moda, che scontano in particolare le difficoltà sul mercato russo: la maglieria e abbigliamento di Carpi (-3%), l’abbigliamento di Rimini (-9,8%) e le calzature di San Mauro Pascoli (-4,3%). Prosegue anche il trend negativo delle calzature di Fusignano-Bagnacavallo (-13,3%), con un calo su tutti i mercati di riferimento. Dopo l’incremento del 2014, frena l’export dei mobili imbottiti di Forlì (-3,5%).

Resta complesso lo scenario del mercato del lavoro. Nei primi 5 mesi del 2015 il ricorso alle ore di cassa integrazione da parte delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un ridimensionamento del 7,8%, portando il monte ore a 4,7 milioni, su livelli che rimangono storicamente elevati. Al calo contenuto della cassa ordinaria e di quella in deroga si è contrapposto l’incremento di quella straordinaria, che rimanda a fenomeni di crisi strutturali, in particolare per i distretti delle piastrelle di Sassuolo, dell’abbigliamento di Rimini e delle macchine per l’imballaggio di Bologna.

di Vania Vorcelli

Giornalista professionista

20 Lug 2015
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