‘Ti parlo di noi’: storia vera di una lotta contro la droga

ROMA – ‘Ti parlo di noi’ è il racconto di una storia vera, di una vicenda dolorosa che ha attraversato una famiglia ma che, in un periodo drammatico per una intera generazione, ha cambiato il corso degli eventi e tolto serenità a tante famiglie italiane. È la storia di una famiglia per bene e che, in particolare, coinvolge due fratelli. Il più piccolo vittima della droga e della dipendenza, il maggiore impegnato a proteggerlo da quel “dolore evitabile”, come viene definita dal neurologo e psichiatra Vittorino Andreoli nella prefazione. ‘Ti parlo di noi’ è il nuovo libro di Sergio Barducci, caporedattore centrale della tv di Stato della Repubblica di San Marino. Oggi il volume, edito da Minerva edizioni, è stato presentato all’hotel Nazionale di Roma, dove era presente anche il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone. “È una storia personale ma è anche la storia di centinaia di migliaia di famiglie italiane– dice Barducci in un’intervista all’agenzia Dire- perché purtroppo in quel periodo che va dalla fine degli anni 70 alla fine degli anni 80 abbiamo perso una generazione, una generazione scomparsa”.

Il passato, però, è anche presente

“È un tema purtroppo ancora attuale di cui si parla molto poco. Nel 2016 per l’uso di eroina sono morti 266 ragazzi, il problema è ancora vivo e forse bisognerebbe parlarne di più“. E’ d’accordo con lui lo psicologo Federico Bianchi di Castelbianco: “Di droga nelle scuole non se ne parla più, i ragazzi non hanno un modello adulto a cui adeguarsi”, anche perché “la droga non è una cosa dei giovani, è una cosa di tutte le età e di tutti i ceti sociali. Purtroppo è un tema che a scuola non si ha voglia di affrontare, facciamo come gli struzzi”. Il fratello dell’autore vinse la sua battaglia con la droga, aiutato dalla comunità di San Patrignano: “Le comunità di recupero svolgono una funzione sociale molto importante- racconta oggi Barducci- in quel periodo sono nate per sopperire a una carenza di risposte che non c’erano per questi ragazzi. Io nel libro parlo della comunità di San Patrignano dove mio fratello è stato, si è recuperato, ha trovato un riscatto, una rinascita, un ritorno alla vita. Lì ci sono ancora oggi 1200-1300 ragazzi che vivono sul colle sopra Rimini”.

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La difficoltà si può affrontare per poi vivere in modo più sereno

Per Castelbianco “c’è stato un prima e dopo la droga: il fratello di Sergio ha lasciato dietro di sè l’immagine di chi ha saputo reagire”. Per lo psicologo dovrebbe essere proprio questo il messaggio da portare nelle scuole: “Questo fratello è passato dai guai alla vita: è questo che vogliono i giovani, una possibilità di speranza. La difficoltà si può affrontare per poi vivere in modo più sereno. Non hanno subito il lutto ma hanno lottato per modificare la situazione”. Ma le comunità non bastano, osserva Barducci: “È vero, sono importanti, ma sono importanti anche le famiglie. In quel periodo le famiglie erano destinate a una sorta di condanna sociale, nel senso che venivano ulteriormente isolate, colpevolizzate. Qualcuno diceva ‘se loro figlio si droga è sicuramente colpa dei genitori e della famiglia’. In realtà così non era, era colpa di un sistema, di una situazione, di una condizione di disagio che io racconto un po’ in questo libro”. Poi, aggiunge: “Vorrei anche che si facesse mente locale su quello che è il disagio oggi. Nella sua introduzione il professor Andreoli dice che questo libro esce in un periodo in cui ci sono altre e nuove dipendenze, per esempio le dipendenze da internet, le ludopatie, le dipendenze dai social, che sono uno strumento straordinario e non va demonizzato, ma possono anche diventare uno strumento di dipendenza”.

LA SCHEDA DEL LIBRO

Una vita normale, una famiglia ‘perbene’ immersa nella realtà della Romagna dei primi anni Ottanta. Poi, uno squarcio. Una lama affilatissima che perfora e attraversa legami, rapporti, dinamiche e affetti. È quella della droga e della dipendenza dagli stupefacenti, che in quegli anni miete le sue vittime in tutta Italia e stringe nella morsa del dolore e dell’impotenza famiglie intere. Come quella di Sergio Barducci, caporedattore centrale della San Marino Rtv, che decide di raccontare in un libro la sua esperienza e quella di suo fratello minore, Marco, precipitato e poi riuscito a uscire da quel tunnel. Pubblicato a maggio da Minerva edizioni, ‘Ti parlo di noi’ può essere considerato una lettera aperta che Barducci scrive a suo fratello Marco, che oggi non c’è più, e ripercorre con lui quella storia fatta di dolore e di tentativi di proteggere quel fratello minore che sembra non riuscire a risalire. “A dare valore a questo libro sono la delicatezza, la partecipazione, i vissuti dell’autore che con una scrittura efficace dà l’immagine triste di che cosa sia la droga nella vita din un ragazzo e della sua famiglia. Non vi è rabbia, ma sgomento, timore, partecipazione”, scrive lo psichiatra Vittorino Andreoli che firma la prefazione del volume. Autore di ‘Visti da lontano’ (2011), ‘Niente è come prima’ (2013) e ‘Tra Levante e Ponente’, il suo primo romanzo, Barducci negli ultimi capitoli di ‘Ti parlo di noi’ si sofferma anche sulla vita di Marco libera dalla droga, le sue figlie, sua moglie e anche la malattia improvvisa che lo ha portato alla morte. “Una storia che andava raccontata- scrive ancora Andreoli- perché il dolore non si deve nascondere mai, qualsiasi sia la fonte da cui esce”.

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20 Giugno 2018
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