Giorgio Bassani, chi è l’autore de “Il giardino dei Finzi Contini”

ROMA – Dopo Giorgio Caproni anche quest’anno, fuori da ogni pronostico, e’ un outsider di nome Giorgio il protagonista della maturita’ 2018: Giorgio Bassani, con un brano tratto dal suo famoso libro ‘Il giardino dei Finzi Contini’. Bolognese di nascita, classe 1916, cresce a Ferrara in una famiglia appartenente all’alta borghesia ebraica, con i fratelli Paolo e Jenny. Frequenta il liceo classico ‘Ludovico Ariosto’ dove si appassiona a Dante e alla letteratura per poi rompere la tradizione familiare (padre, nonno e zio materno medici) e iscriversi alla facolta’ di Lettere dell’universita’ di Bologna, che raggiunge tutti i giorni in treno. È nell’ambiente bolognese che incontra Roberto Longhi, con cui instaura un’amicizia profonda e condivide la passione per il tennis, e che diventera’ suo punto di riferimento assieme a Bendetto Croce. 

Ispirato dai suoi pendolarismi, pubblica il suo primo racconto ‘III classe’ sul ‘Corriere padano’ di Ferrara diretto da Nello Quilici. Si laurea con una tesi su Niccolo’ Tommaseo nel 1939 e, escluso da biblioteca comunale e scuola pubblica per via delle sue origini ebraiche, comincia ad insegnare alla scuola israelitica di via Vignatagliata, nel ghetto di Ferrara. Nel 1940 esce ‘Una citta’ di pianura’, pubblicata con lo pseudonimo di Giacomo Marchi.
Tra il 1937 e il 1943 intraprende l’attivita’ antifascista clandestina, viene arrestato nel maggio 1943 e scarcerato il 26 luglio dello stesso anno. Si sposa con Valeria Sinigallia e lascia Bologna per Firenze e Roma, che diventa sua citta’ d’adozione. Nel 1944 pubblica le poesie ‘Storie dei poveri amanti e altri versi’, nel 1947 scrive una seconda raccolta di versi intitolata ‘Te lucis ante’ e nel 1948 viene invitato a curare la rivista semestrale ‘Botteghe Oscure’ che dirigera’ fino alla chiusura nel 1960. 

Tra i fondatori dell’associazione Italia Nostra (1955), nel 1956 pubblica le ‘Cinque storie ferraresi’, con cui vince il premio Strega, e nel 1958 il romanzo breve ‘Gli occhiali d’oro’. Consulente editoriale della Feltrinelli e promotore di vari scrittori italiani e stranieri – tra cui Cancogni, Fortini e Borges – e’ fautore, grazie al suo intuito critico, di due grandi successi editoriali, ‘Il dottor Äivago’ di Pasternak e ‘Il Gattopardo’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il successo arriva negli Anni 60 con la pubblicazione per Einaudi de ‘Il giardino dei Finzi Contini’ (1962), premio Viareggio nello stesso anno. Consigliere comunale per il Psi a Ferrrara, diventa per un anno vicepresidente della Rai (1964) e dal ’65 presidente di Italia Nostra.
I componimenti delle raccolte degli Anni 70 (‘Epitaffio’ e ‘In gran segreto’) risentono degli scenari lucani che Bassani esplora a partire dal 1968, quando acquista una casa a Maratea, e sono ispirati ad Anne-Marie Stelhein, un’americana trapiantata a Parigi con cui intrattiene un’intensa relazione d’amore fino a quando non entra nella sua vita Portia Prebys, insegnante americana con cui condivide gli anni fino alla sua morte nel 2000. Dove Bassani ha immaginato la tomba dei Finzi-Contini oggi c’e’ un monumento a lui dedicato dal comune di Ferrara. Sempre a Ferrara gli e’ stata intitolata la biblioteca comunale del Barco e nel 2012 gli e’ stata dedicata una via a Bologna.

20 giugno 2018
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