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Report del Consiglio grande e generale del 20 giugno – Seduta mattutina

SAN MARINO – I lavori odierni si aprono con l’avvio del comma 1 bis e il riferimento del segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli “sulla situazione e sulle prospettive del sistema bancario”. Ma l’intervento è anche l’occasione per dare due aggiornamenti all’Aula: il primo è relativo alla decisione presa ieri dal congresso di Stato di richiedere, in occasione dell’assemblea dei soci di Cassa di Risparmio prevista per domani, “il rinvio di ogni deliberazione”. Ovvero: “Non verranno prese decisioni definitive sul comma relativo al trasferimento di rapporti giuridici da Asset in Cassa di Risparmio”, chiarisce Celli, non senza però precisare che questa scelta “non rappresenta assolutamente una marcia indietro del governo che crede in questa operazione di sistema”. Il segretario di Stato si interroga poi sul dibattito “intenso” in corso nel Paese e non solo nella politica. Celli motiva quindi la “reazione così violenta e dura nei confronti di governo e Bcsm” con la paura del cambiamento. “L’ancient regime sta ‘scodando’- manda a dire- sta cercando di mettere in atto le contromosse per rimanere a galla, ma non ci facciamo intimidire dai molteplici messaggi che ci stanno arrivando in queste ultime settimane”.

Il secondo aggiornamento riguarda invece l’incarico affidato dal governo al segretario di Stato per gli Affari interni “di adottare tutte le iniziative opportune per ricorrere in appello contro il provvedimento di mercoledì scorso dell’autorità giudiziaria”, ovvero l’accoglimento del ricorso contro Banca centrale sul commissariamento di Asset. A motivare l’iniziativa sono i contenuti letti poco prima in Aula delle relazioni di sintesi di Asset banca a la proposta di liquidazione coatta amministrativa consegnate al Comitato per il credito e il risparmio nei giorni scorsi dal direttore di Banca centrale. Con la lettura dei documenti, fino ad oggi riservati, il segretario di Stato illustra così all’Aula le attese motivazioni dei provvedimenti presi da Bcsm nei confronti dell’istituto di credito.

Nelle relazioni quindi risultano tutte le contestazioni gravi mosse ad Asset all’esito delle verifiche e dei monitoraggi compiuti in questi mesi prima dagli ispettori, poi dai commissari di via del Voltone. In particolare in Asset risulta “l’emersione di una perdita patrimoniale complessiva- occultata dai singoli organi dell’ente creditizio- al 30 aprile 2017, pari a 79,8 mln di euro”. Per Bcsm “è una perdita patrimoniale di eccezionale gravità e rende doveroso l’immediato avvio del provvedimento di Lca”. La perdita segnalata infatti “ha eroso l’intero netto patrimoniale di Asset banca”, denuncia la relazione, determinando al 30 aprile 2017 un saldo negativo di bilancio pari a 35,5 mln di euro di deficit patrimoniale”. E poiché i documenti portati in Aula dal segretario testimoniano perdite d’esercizio anche precedenti al 2016, Celli manda a dire che “è completamente fuori strada chi sostiene il teorema che è stato il commissariamento a produrre tutti questi danni alla banca”.

Conclusa la lettura dei documenti su Asset, il Segretario passa a quella della “Relazione sulla situazione attuale e sulle prospettive del sistema bancario sammarinese”, frutto del lavoro di studio condotto da Bcsm. Rimanendo nello stesso comma 1 bis, viene presentato il progetto di legge in prima lettura del Pdcs, “Istituzione di una commissione consiliare di inchiesta su presunte responsabilità legate alle vicende del sistema bancario”, segue la presentazione di due istanze d’Arengo. Si apre infine il dibattito consiliare per interrompersi dopo pochi primi interventi e che riprenderà nella seduta pomeridiana. Gli iscritti ad intervenire sono 56, tra consiglieri e segretari di Stato.

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 1 bis. Comunicazioni

a) Riferimento del Segretario per le Finanze ed il Bilancio sulla situazione e sulle prospettive del sistema bancario e successivo dibattito

Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze

Prima di dare lettura alla relazione sulle prospettive del sistema bancario, desidero condividere delle valutazioni preliminari e informative. Una di queste riguarda l’assemblea di Carisp prevista per domani, nell’ambito della quale c’erano all’ordine del giorno delle decisioni relative all’operazione di cessione in blocco dei rapporti giuridici di Asset in Cassa di risparmio. Nel corso della seduta del congresso di Stato di ieri il governo ha deciso di richiedere, in sede di assemblea, il rinvio di ogni deliberazione. In particolare, non verranno prese decisioni definitive sul comma relativo al trasferimento di rapporti giuridici da Asset in Cassa. E’ una comunicazione che il governo ritiene molto importante condividere con l’Aula, ma deve essere accompagnata da valutazioni politiche. Tale decisione non rappresenta assolutamente una marcia indietro del governo che crede in questa operazione di sistema che è l’unica opzione possibile per tutelare i risparmi e depositi e per garantire la necessaria stabilità al sistema bancario sammarinese. Per tanto domani il governo chiederà al Cda di proseguire, tuttavia bisognerà perimetrare l’entità dell’operazione prima di giungere a decisioni definitive, alla luce del fatto che sarà lo Stato a farsi carico dell’operazione. La vicenda Cassa è poi strettamente collegata a quella di Asset Banca. Alla luce dell’intensità del dibattito, non solo politico, raggiunto in queste settimane, l’allestimento di una campagna di informazioni, da parte di alcuni organi di stampa ben identificati e da organizzazioni non solo politiche, rappresentano un fattore inusuale per la realtà sammarinese rispetto a simili situazioni del passato- Credito sammarinese, Eurocommercial, Banca sammarinese. E’ legittimo voler mettere in difficoltà il governo, ma la durezza della reazione deve far porre domande dentro quest’Aula e, soprattutto, fuori nel Paese. Perché c’è stata una reazione così violenta e dura nei confronti di governo e Bcsm? Offro la mia chiave di lettura, convinto che sia condivisa dai colleghi di governo e di maggioranza. Ovvero, il cambiamento spaventa. Un’azione orientata ad una profonda trasformazione del settore bancario e finanziario, di quello che è stato ad oggi, una trasformazione ai limiti della rivoluzione del settore spaventa perché in gioco ci sono pesantissimi interessi di gruppi di potere, visibili o meno, e tutto ciò giustifica reazioni politiche e sociali, alcune consapevoli, altre meno. Oggi siamo di fronte alla messa in discussione della piazza finanziaria dell’ancient regime. Si è fatta passare un’istituzione come sana, che ha supportato il paese, dimenticandosi della sua storia più o meno recente e dimenticandosi che era il prototipo di quella piazza finanziaria ‘anni ’90 style’, una piazza già maciullata da inchieste giudiziarie in loco ed esterne. Di fronte a questo processo di trasformazione profondo che il governo ha cercato di portare avanti, il governo non intende mollare di un centimetro perché consentirà un fattivo accreditamento internazionale del sistema finanziario e in questo modo saranno garantiti risparmi e depositi e saremo in grado di attrarre investimenti di alto profilo internazionale. L’ancient regime sta ‘scodando’, sta cercando di mettere in atto le contromosse per rimanere a galla, ma non ci facciamo intimidire dai molteplici messaggi che ci stanno arrivando in queste ultime settimane. Non ci faremo intimidire. Andiamo avanti nella consapevolezza di un percorso difficile ma che metterà il Paese in condizioni di competitività internazionale. Governo e Bcms potevano fare meglio, il commissariamento poteva essere gestito in modo più adeguato? Discutiamone, ma non è possibile accettare in toto il teorema del disegno premeditato per distruggere il Paese. Soprattutto quando di fronte a noi c’è un istituto bancario che rappresenta, ancora oggi, gravi patologie del sistema bancario sammarinese, e che poteva mettere a repentaglio da un momento all’altro la sicurezza dei risparmi e dei depositi dell’intero sistema. Condivido quindi su Asset con voi alcune informazioni date nel corso de Comitato per il Credito e risparmio, condivise dal direttore generale di Bcsm. Ha consegnato infatti al Ccr notizie su irregolarità di eccezionali gravità di Asset. La documentazione è messa a disposizione dell’Aula consiliare ai fini della consultazione. Leggerò quindi le relazioni di sintesi di Asset banca a la proposta di liquidazione coatta amministrativa. Di seguito la Relazione di sintesi del coordinamento di vigilanza sull’amministrazione straordinaria di Asset Banca: ‘ La situazione aziendale di Asset è da tempo all’attenzione di Bcsm che ha evidenziato in più occasioni inefficienze organizzative e violazioni normative nella gestione aziendale nonché esistenza persistente squilibrio economico e patrimoniale in grado di minare gravemente stabilità istituto..ciò nonostante, Asset ha continuato a operare senza assumere iniziative concrete sul piano della strategia industriale al rafforzamento patrimoniale, né azione per sanare le irregolarità di gestione. L’ente vigilato nel settore del credito operava violando gravemente principio di sana e prudente gestione, tale modus operandi ha contribuito a determinare le perdite patrimoniali di eccezionali gravità. (…) A decorrere da ultimo trimestre 2016, Bcsm ha condotto un’approfondito monitoraggio e un’attenta analisi di Asset in occasione dell’ispezione generale, della valutazione Aqr, dei commissariamenti. Suddette attività di monitoraggio e analisi hanno condotto all’accertamento di tre gravi rilievi: a) perdite patrimoniali di eccezionali gravità che hanno completamente azzerato i fondi propri di Asset, il cui patrimonio netto presenta addirittura un saldo negativo per oltre 35 mln di euro. Tale perdite non soltanto hanno fatto venire meno i fondamentali presidi patrimoniali richiesti per esercizio dell’intermediazione creditizia, ma pregiudicano allo Stato le possibilità di integrare il rimborso delle passività b) Disfunzioni organizzative e irregolarità gestionali, in particolare nell’erogazione del credito, comportanti violazioni della disciplina di settore di eccezionali gravità, sia per la qualità delle violazioni, sia per la loro frequenza, incluso il sistematico deposito e approvazioni di comunicazioni sociali non veritiere c) una situazione di perdurante crisi di liquidità di eccezionali gravità.

Le perdite di eccezionale gravità, l’azzerramento fondi propri, deficit patrimoniale e lesione diritti creditori:

Gli accertamenti svolti da autorità di vigilanza, prima del commissariamento provvisorio e durante la procedura di amministrazione straordinaria, hanno fatto emergere gravissime criticità su valore degli attivi, crediti immobili e partecipazioni. In particolare è stata accertata una significativa sovrastima dei valori di determinati immobiliarizzazioni e di determinati crediti della banca. Detta sovra-valutazione degli attivi inficia la veridicità e la correttezza delle rappresentazione dei bilanci depositati degli ultimi esercizi. L’accertamento dela sopra-valutazione ha reso necessaria una radicale rettifica dei valori attività asset.

Ciò ha determinato l‘emersione di una perdita patrimoniale complessiva- occultata dai singoli organi dell’ente creditizio- al 30 aprile 2017, pari a 79,8 mln di euro. E’ una perdita patrimoniale di eccezionale gravità e rende doveroso l’immediato avvio del provvedimento di Lca, in quanto 1) non soltanto ha comportato la riduzione del capitale sociale al di sotto dei livelli minimi, ovvero 13 mln di euro, richiesti dalla Lisf e dal regolamento di Bcsm sulla concessione di licenze bancarie, 2) non soltanto ha determinato un gravissimo disalinneamento rispetto ai coefficienti patrimoniali minimi obbligatori, in particolare del coefficiente di solvibilità, situazioni queste che già di per se sarebbero idonee a giustificare l’avvio procedura di Lca. 3) ha eroso l’intero netto patrimoniale di Asset banca, determinando al 30 aprile 2017 un saldo negativo di bilancio pari a 35 mln 571 mila euro di deficit patrimoniale. Ciò comporta allo stato attuale una gravissima lesione, dei diritti dei creditori di Asset banca. Tra l’altro, il perdurante trend negativo degli ultimi 4 mesi del 2017, con la maturazione di un’ulteriore perdita di esercizio al 30 aprile di oltre 1 mln e mezzo di euro, impone di scongiurare l’aggravamento del rischio di dissesto e quindi l’avvio della procedura di liquidazione coatta.(…)

Conclusioni

La situazione patrimoniale a seguito delle rettifiche del commissario registra una perdita complessiva degli esercizi precedenti, all’esercizio del 2016 e all’esercizio del 2017- questo punto è importante perché si fa riferimento anche ad anni precedenti al 2016 e al 2016 stesso, quindi chi sostiene il teorema che è stato il commissariamento a produrre tutti questi danni alla banca è completamente fuori strada- al 30 aprile 2017, pari a 79 mln di euro, tale perdita detratta dal patrimonio comporta un deficit patrimoniale pari a 36 mln di euro. Per tanto, per coprire tale deficit, per consentire l’operatività ordinaria, è necessario un apporto di capitale pari a 120 ml di euro, per un complessivo ammontare di capitale pari a 156 mln di euro, per conseguire a parità di volumi operativi un equilibrio economico.’

Mi pare il quadro delineato dall’autorità di vigilanza e dal commissario straordinario sia eloquente e difficilmente contestabile o discutibile. Per queste ragioni il congresso di Stato ha dato mandato di farsi promotore del ricorso del provvedimento emanato dal tribunale mercoledì scorso. Ricorreremo in appello. (Consigliere Cardelli ci ha dato dei pazzi, ma è quello che ha fatto il suo Pdcs con il caso Finproject, chiediamo rispetto). Riteniamo il quadro sia eloquente ed è stato dato mandato al segretario per gli Affari Interni di adottare tutte le iniziative opportune per ricorrere in appello contro il provvedimento di mercoledì scorso dell’autorità giudiziaria. Mi pare che l’attività portato avanti da Bcsm ma sia orientata alla tutela dei risparmi e depositi e alla tutela della stabilità del sistema finanziario.

Quindi il Sds Celli dà lettura della relazione sulle prospettive del sistema bancario, reperibile integralmente al link: http://www.consigliograndeegenerale.sm/on-line/home/lavori-consiliari/dettagli-delle-convocazioni/scheda17153988.html

b) Progetto di legge “Istituzione di una Commissione Consiliare d’Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative legate alle recenti vicende che hanno coinvolto il sistema bancario della Repubblica di San Marino, presentato dal gruppo PDCS.

Alessandro Cardelli, Pdcs, da lettura della relazione.

…Riteniamo che l’istituzione di una commissione d’inchiesta rappresenti la soluzione in grado di offrire ai cittadini quelle garanzie necessarie affinché un problema di natura economica non diventi causa di conflitto sociale ed elemento di sfiducia nella politica e nelle istituzioni. Il mandato che il provvedimento conferisce alla Commissione è quello di ‘individuare eventuali responsabilità politiche o amministrative in relazioni alle recenti vicende che hanno interessato tutto il sistema bancario con particolare riferimento alla Cassa di Risparmio e Asset Banca e all’eventuale conflitto di interesse dei soggetti deputati a garantire stabilità del sistema bancario e finanziario, considerando ruoli e compiti definiti dai propri statuti per Bcsm e dalla legge per il Ccr. (..)Ci appelliamo al senso dello Stato di ogni singolo consigliere e al dovere di fedeltà alle parole pronunciate in sede di giuramento, per chiedere una condivisione su questa proposta che superi i confini degli schieramenti e dei partiti, e che assicuri ai cittadini una condizione di trasparenza e di conoscenza dei fatti”.

Noi da mesi temiamo che sul sistema bancario si giochi partita più grande. Abbiamo visto una serie di elementi che ci hanno fortemente preoccupati. Se leggete la relazione consegnate alla Reggenza, in essa sono evidenziati strani legami dei vertici di Bcsm, presidente e direttore. Abbiamo chiesto una commissione di inchiesta perché la mancanza di fiducia nel sistema bancario ha creato gorssi danni. I sammarinesi non si fidano più del sistema e stanno portando i loro risparmi fuori territorio. Data l’enorme preoccupazione abbiamo chiesto, visto il rincorrersi di chiacchiere, se ci sono eventuali irregolarità, si crei una commissione ad hoc per accertarle. E abbiamo detto che non vogliamo circoscrivere la commissione ad un’unica banca o agli ultimi mesi relativi all’operato del nuovo governo. Non c’è niente da voler nascondere, chiediamo trasparenza fin dal primo momento. Se la proposta fosse stata accettata subito, i sammarinesi avrebbero ora meno preoccupazioni, avremmo mandato loro il messaggio che vogliamo fare chiarezza perché è un atto dovuto alla luce di quello che sta avvenendo.

c) Istanze d’Arengo

N.5 per l’istituzione di un fondo a garanzia e tutela dei piccoli risparmiatori vittime di truffe o frodi finanziarie da parte di istituti bancari o finanziari sammarinesi;

N.4 d per l’abolizione del segreto e della riservatezza bancaria, anche interne alla Repubblica di San Marino, al fine di consentire alle autorità preposte di acquisire dati utili alla stima delle singole capacità reddituali.

Simone Celli, segretario di Stato sulle istanze

Sulla prima istanza, l’attuale sistema consente già rilevazioni e verifiche alla magistratura e all’ufficio tributario su eventuali casi di evasione fiscale. Il discorso dovrebbe aprirsi sulla struttura organizzativa e sulle competenze presenti dell’ufficio tributario, probabilmente inadeguato all’attività di accertamento, ma il discorso è complesso se legato alle difficoltà economiche attuali. Comunque l’istanza presenta un principio già consolidato. L’orientamento del governo è di dare libertà all’Aula sul voto, ma nulla in contrario alla sua approvazione. L’altra istanza invece impone un approfondimento dal punto di vista politico. Il governo non intende avere un orientamento tassativo sul fondo proposto, l’orientamento di massima è favorevole . In un’opera complessiva di revisione del sistema finanziario ci sta introdurre sistemi di tutela. Ma farlo attraverso un’istanza che prevede, entro 6 mesi, la sua attuazione appare piuttosto complicato per il governo. Nessun obiezione di sorta quindi sulla finalità, al momento il governo si orienta per il suo respingimento, ma con l’impegno di prevedere strumenti analoghi.

Dibattito:

Lorenzo Lonfernini Rf

La relazione sulla prospettiva del sistema bancario del segretario Celli è molto articolata e va approfondita. Questo dibattito cade nel mezzo di una disputa legale giocata in un’aula del tribunale, cui si aggiunge oggi un altro importante tassello, visto che si trovano risposte sul commissariamento. Tutto si può dire, tranne che maggioranza e governo in questi mesi si siano resi indisponibili al confronto o abbiamo omesso informazioni. Non ci illudevamo certo che il problema fosse di facile soluzione e che non ci fossero anche reazioni veementi, ma certe affermazioni e ragionamenti distorti e attacchi personali non possono passare in cavalleria, vanno stigmatizzati e smascherati. Ci siamo prefissi di garantire correntisti e depositanti che non perderanno un centesimo. In queste settimane i ‘pasionari’ si sono invece più preoccupati di Cda, soci e presidenti e meno dei risparmiatori. Per le banche abbiamo visto in questi anni una gestione molto privata degli utili e un’allegra gestione sociale delle perdite e anche Anis farebbe bene a ricordarlo.

In Aula ci sono i Robespierre che chiedono la testa del segretario di Stato, da qualche mese il vecchio regime batte su due linee, una che il governo dei fanciulli è inadeguato e a dirlo è chi ha creato i danni o comunque non è stato capace di risolverli, la seconda linea fa invece di tutta l’erba un fascio, al di fuori di loro, tutti gli altri sono solo corrotti.

Pasquale Valentini, Pdcs

Vorrei riprendere l’ordinanza da cui questo dibattito scaturisce: mi piacerebbe capire ancora una volta qual è il rapporto che abbiamo con il tribunale. Ci sono momenti in cui quello che dice è Vangelo e momenti in cui non conta. L’ordinanza pone attenzione alla tempistica, per il tribunale ci sono elementi che fanno pensare ci sia stata una fretta non determinata dai fatti, ma da qualcosa di esterno, e il giudice usa proprio queste parole. La seconda questione sono le valutazioni che il giudice le fa sul perché ritiene accoglibile il ricorso almeno rispetto la parte iniziale cautelare. Non capisco come il governo possa ricorrere a difesa di un atto che non ha fatto il governo. La questione Finproject è stata diversa perché allora la norma faceva autorizzare i commissariamenti di Bcsm dal govenro, ora la norma non è così. La relazione di questa mattina non conteneva nessun riferimento all’ordinanza, c’è già stata quindi una scelta di campo, per voi quello che dice l’ordinanza non è rilevante.

Sulla base di che cosa si giustifica il passaggio che stiamo vivendo? Fmi in tutti i rapporti dà giudizio positivo degli interventi fatti su Cassa di risparmio. Non nascondo due elementi di criticità, ovvero la necessità di rivedere i rapporti di forza del Cda e innestare nel Cda di Cassa e nel suo management figure esperte in ristrutturazioni bancarie. Ma da nessuna parte il Fmi dice di mandare via Cda, è un’esigenza politica. Il Fondo dice poi che l’intervento statale non deve essere permanente e mai ha chiesto l’intervento di statalizzazione di Cassa di risparmio. Invece la relazione Celli si evince un approccio diverso di Bcsm rispetto quello di Fmi. Si parla di ricapitalizzazioni fallite nella principale banca di sistema, si parla di discutibile consolidamento di banche fallite con banche sane e si critica il carico di credito d’imposta concess. D’obbligo quindi una domanda che giustifica la commissione di inchiesta: Qual è la valutazione da cui nasce il ripensamento del nostro sistema bancario? Bcsm dice che nasce dal rapporto con due società di consulenza, per la prima volta dovremmo metterci a ragionare su quanto quella proposta è attinente alla nostra realtà. Anche Morganti nella sua ultima intervista dice che già nella precedete legislatura, insieme a Capicchioni, si stava lavorando a questa relazione. Allora ci siamo presi in giro in quei mesi, se avevate già cognizione di questa rivoluzione, mentre io ero seduto allo stesso tavolo dell’esecutivo senza cognizione. Di fronte a questa situazione non è legittimo domandarsi dove stiamo andando? Su cosa poggia la statalizzazione di Cassa e quali le risorse su cui pensiamo di fare quella statalizzazione? Vi sembra un problema di pura strumentalizzazione politica il domandarsi quello che stiamo facendo? Dove, dopo sei mesi, è tutto a posto?

Matteo Ciacci, C10

E’ chiaro che bisogna recuperare il deficit di feeling con la collettività, come? Mettersi al tavolo sulla riforma dello statuto di Bcsm, riprendendo il ragionamento- che era stato aperto ma poi interrotto nella precedente legislautra – sulla proposta presentata da Upr. Altro punto importante per riacquisire credibilità è quella di investire in formazione, finanziare borse di studio per giovani sammarinesi, avviare un programma di educazione finanziaria a lungo termine, non è vero che i sammarinesi non sono all’altezza, insieme a Bcsm dobbiamo lavorare per accrescere le competenze.

Va poi riaffermata la funzione delle istituzioni, il rispetto della loro autonomia. Cruciale è dare fiducia alla governance in carica, evitando strumentalizzazioni inutili o alzate di scudi eccessive. Asset: il percorso di legalità di presidente e direttore di Bcsm è da difendere con i denti, gli elementi dati dal segretario Celli sono la prova provata. Si ha un progetto nell’interesse dei cittadini e lo abbiamo esposto in tutta chiarezza. Obiettivo n. 1 deve essere la tutela dei risparmiatori e della nostra economia, rispetto al passato in cui i problemi si tenevano nascosti e non si affrontavano oggi ci sono più garanzie. Chi ha mal gestito gli istituti bancari è chiamato alle sue responsabilità. Non possiamo essere noi sempre a reggere il moccolo. Certo Bcsm non è infallibile, ma nel merito del progetto di prospettiva dovrebbe esserci condivisione da parte di tutto il Paesi. Ha un principio fondante che è la legalità, interconnessa con la credibilità internazionale. Quindi Cassa di risparmio, quale perno del sistema, e la trasformazione del sistema bancario riconvertendo professionalità che ci sono. Trasparenza e gestione accurata per ridare credibilità al sistema, riconversione industriale delle banche saranno il punto cardine. La piazza finanziaria con il suo segreto bancario è finita.

Oggi le motivazioni del commissariamento e del provvedimento di Lca sono di dominio pubblico, a partire dalla gestione del credito folle in Asset, si doveva assolutamente intervenire per non perdere i risparmi delle persone. Ora spero che chi in questi giorni ha inneggiato al complotto e chi ha minacciato i consiglieri di maggioranza ammetta di averla sparata troppo grossa. Le motivazioni ci sono e sono rilevanti, il progetto sul sistema bancario c’è, ora torniamo a lavorare per far ripartire il Paese.

20 giugno 2017

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