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Avitabile: “Migliorano cure per retinopatia diabetica”/ Video

ROMA –  Lo stile di vita sedentario, l’urbanizzazione, l’aumento della durata media della vita e dell’obesità. Questi fattori, decisivi nello sviluppo del diabete, stanno rendendo questa malattia sempre più diffusa. Tanto che gli esperti hanno lanciato un allarme sociale.

“Da quando mi sono laureato, nel 1982, a oggi, i numeri dei malati di diabete sono quadruplicati, e quando andrò in pensione, nel 2027, saranno 7 volte di più, una vera e propria pandemia” ha dichiarato, all’agenzia di stampa Dire, Teresio Avitabile, segretario della Società Oftalmologica Italiana, a margine del XIII congresso Sigla, ospitato dal 15 al 17 giugno presso l‘Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

“Sono milioni i pazienti affetti da questa patologia- ha continuato- pazienti con un’aspettativa di vita molto più lunga rispetto al passato perché le terapie sistemiche sono migliorate, e dal momento che i malati vivono più a lungo aumentano percentualmente anche le complicanze. Quella che più ci interessa come oculisti è la retinopatia diabetica”.


La retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica (Rd), infatti, nei paesi industrializzati è la prima causa di cecità in soggetti in età lavorativa al di sotto dei 65 anni. I sintomi più comuni consistono in una visione offuscata e distorta, chiamata metamorfopsia, macchie nere nel campo visivo centrale, chiamate scotomi, oltre a una riduzione progressiva dell’acuità visiva. La prevalenza della retinopatia è maggiore nei diabetici di tipo 1 rispetto al tipo 2 e varia in relazione alla durata del diabete, al controllo glicometabolico, alla pressione arteriosa e al livello ematico di colesterolo e lipidi. La retinopatia diabetica origina da un’alterazione del microcircolo secondaria al danno cronico derivante dall’iperglicemia. Si divide principalmente in due forme: una meno grave chiamata non proliferante e una più invalidante chiamata proliferante.

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Nella retinopatia diabetica non proliferante sono identificabili diversi tipi di lesioni, fra cui i microaneurismi, dilatazioni terminali di piccoli vasi sanguigni, le emorragie retiniche, gli essudati duri, materiale lipidico che trasuda dai vasi retinici con alterata permeabilità e si accumula nello spessore della retina e i noduli cotonosi, aree di infarto delle fibre nervose retiniche.

Nella retinopatia diabetica proliferante, a seguito di uno stimolo ischemico, con conseguente mancata ossigenazione della retina, si apprezza la crescita di nuovi vasi sanguigni patologici, i neovasi. Tali neovasi sono caratterizzati da una struttura anomala, più fragile, che ne predispone la rottura, determinando un versamento emorragico in cavità vitrea, l’emovitreo, e portando così ad una invalidante perdita della vista. Nella forma proliferante di Rd si possono sviluppare aderenze patologiche tra la retina e il vitreo con trazioni sulla retina stessa e rischio di distacco di retina di tipo trazionale.

I farmaci endovetriali

“In passato avevamo una sola arma sul piano terapeutico che era la laserterapia– ha detto ancora Avitabile- da un decennio è cambiata la storia, perchè sono arrivati i farmaci endovetriali, cioè iniezioni all’interno del bulbo oculare. Prima gli anti Vegf (Vascular endothelial growth factor) poi sono arrivati i cortisonici, soprattutto quelli a lento rilascio, tra i quali un farmaco disponibile da poco in Italia caratterizzato da un cilindro precaricato, che ha una durata di 3 anni”.

I pazienti prima dell’arrivo di questo farmaco erano costretti a fare una puntura al mese, una condizione che favoriva l’abbandono del percorso terapeutico, come ha sottolineato alla Dire il dottor Avitabile. Ora grazie a farmaci a lunga durata si alleviano le sofferenze dei pazienti e diventa più semplice il lavoro dei medici.

Una temuta complicanza della retinopatia diabetica è la formazione dell’edema maculare diabetico, Emd, una malattia oculare invalidante, che determina una progressiva riduzione della vista e che può anche condurre alla cecità. Può insorgere sia nella forma proliferante che in quella non proliferante.

L’Emd è determinato dall’accumulo di liquido nella regione centrale della retina, la macula, sede della visione distinta, ed è causato dalla permeabilità aumentata dei piccoli vasi. Circa il 40% dei pazienti con l’edema maculare diabetico che non rispondono in misura sufficiente ai trattamenti di prima linea, come il laser e la terapia con anti Vegf, possono essere trattati  con cortisonici intravitreali e adesso anche con un nuovo farmaco a lento rilascio che consente un’iniezione ogni tre anni.

20 giugno 2017

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