Sport. Da Roma 2024 a impianti, per Raggi è ora delle scelte - DIRE.it

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Sport. Da Roma 2024 a impianti, per Raggi è ora delle scelte

raggi virginiaROMA – Ora è il momento delle scelte. Non si può più rimandare: su Roma 2024 il Campidoglio dovrà prendere una posizione una volta per tutte. In campagna elettorale non è passato giorno senza che Virginia Raggi si esprimesse sull’opportunità di ospitare le Olimpiadi nella Capitale, ma con diverse sfumature: prima un ‘no’ secco, poi ‘sì’ con riserva, quindi la carta referendum. Ma il tempo stringe e l’iter olimpico non aspetta il nuovo sindaco.

SCADENZE IN VISTA – La prima scadenza ufficiale prevista dal processo di candidatura è fissata per il 7 ottobre. Entro questa data bisogna consegnare a Losanna la seconda parte del dossier, quella che riguarda le procedure legali e finanziarie per sostenere il progetto, oltre che il supporto politico, privato e pubblico. Ma da che parte andrà il vento bisognerà capirlo molto prima, già tra circa un mese. Ai primi di agosto, infatti, lo sport mondiale si riunirà a Rio de Janeiro per il via ai Giochi Olimpici (il 5 la cerimonia di apertura al Maracanà): due giorni prima il Coni inaugurerà Casa Italia alla presenza del premier Matteo Renzi. Per questa occasione sono stati invitati i membri del Cio, gli stessi che il 13 settembre 2017 dovranno eleggere la città delle Olimpiadi 2024.

UN BIGLIETTO PER RIO – Una sorta di vetrina, insomma, l’ultima ufficiale per mettersi in mostra e convincere ‘i grandi elettori’ a votare per la Città Eterna. Ecco, in questo quadro sarebbe devastante presentarsi senza il sindaco: per dirla con le parole del presidente del Comitato olimpico nazionale, Giovanni Malagò, “non si possono non avere contemporaneamente i tre rappresentanti indispensabili per sostenere la candidatura di Roma, ovvero Comune, Coni e Governo”. Raggi dunque dovrebbe salire su un aereo per Rio e mettere la sua faccia per Roma, come faranno i sindaci (agguerritissimi) delle rivali a cinque cerchi Parigi, Los Angeles e Budapest, in verità da tempo impegnati in prima persona. L’assenza del nuovo sindaco non solo sarebbe notata, ma metterebbe in discussione tutta la lunga opera di lobby messa in campo da Malagò e dal numero uno del Comitato promotore, Luca di Montezemolo.

Se Raggi confermasse di non avere pregiudizi sul tema Olimpiadi, dovrebbe sedersi alla scrivania ed esaminare punto per punto il dossier, valutandone pro e contro: più volte Malagò si è detto pronto a ridiscuterne i cardini e a dare garanzie, “purché in una logica di buon senso”. Il tempo di espletare le pratiche relative a insediamento e burocrazia, dunque, e la prima cittadina, al lavoro presumibilmente prima che si chiuda questa settimana, si ritroverà sul tavolo l’intero fascicolo. “Il prima possibile avremo un incontro con chi diventera’ sindaco per puntualizzare e chiarire in modo assoluto il desiderio, e il dovere secondo me, di appoggiare la candidatura olimpica”, aveva fatto sapere il numero uno del Coni non più tardi di una settimana fa.

Ma non ci sono solo le Olimpiadi a occupare l’agenda ‘sportiva’ di Raggi e di quello che sarà il nuovo assessore, l’ex rugbista Andrea Lo Cicero. Nell’incontro del 9 maggio scorso a Palazzo H, infatti, le questioni affrontate con Malagò sono state molteplici.

ROMA E FLAMINIO, DUE STADI DA (RI)COSTRUIRE – Per esempio, il binomio costruzione-recupero. Raggi dovrà mettere un punto fermo anche sullo stadio della Roma a Tor di Valle, che in passato era stato messo in dubbio dalla grillina (“potremmo ritirare la delibera”) ma dopo le ultime polemiche che hanno coinvolto addirittura la società giallorossa, la posizione si è ammorbidita fino a un sostanziale via libera, “pur rispettando le norme e il piano regolatore”. La documentazione attende il via libera dagli uffici tecnici del Campidoglio, che magari potrebbe arrivare prima dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale. Ma il sindaco dovrà provare a risolvere alcune questioni a metà tra sport e urbanistica: una su tutte, la riqualificazione dello stadio Flaminio, distrutto da anni di incuria e degrado.

SPORT A MISURA DI CITTA’ – Per quanto riguarda la presenza e i ruoli dello sport nella Capitale, la parola chiave è sociale: per questo la nuova amministrazione mette in cima alla lista la verifica degli impianti comunali, spesso in condizioni di degrado o abbandono, e la rimodulazione dei canoni. Le strutture dunque andranno riassegnate e sviluppate grazie a un nuovo regolamento che metta mano anche al sistema tariffario: l’idea dei Cinque stelle è quella di differenziarle in base alle singole attività e l’intera operazione dovrà avvalersi della collaborazione delle società sportive territoriali. Tra gli obiettivi futuri c’è anche la realizzazione di impianti ‘leggeri’ nei grandi spazi verdi della città, dai punti jogging (come quello di Villa Pamphili, ad esempio) ai percorsi ciclabili, dagli skatepark alle palestre all’aperto.

20 giugno 2016
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