Politica

Comunali, Epifani: “Risultato impone al Pd di cambiare”

Pd

ROMA – “Il risultato amministrativo impone al Pd di cambiare. I segnali erano tutti in campo già prima: partito inesistente in quasi tutti i territori, assenza di veri luoghi di confronto e un profilo indistinto di riferimenti sociali incapace di comprendere e rappresentare sia le domande del bisogno sia quelle della solitudine sociale. La logica poi del cercare sempre un nemico da combattere ha finito per isolare socialmente e politicamente il Pd e favorire una coalizione di fatto senza alcuna omogeneità, capace solo di premiare gli altri. Il Pd non tiene gli insediamenti storici, non intercetta il voto dei giovani e questo gli si ritorce esplicitamente contro; non a caso, sia pure a fatica, il Pd va meglio quando presenta alleanze sociali, civiche e politiche più ampie, quando cerca di includere, quando ha l’umiltà dell’ ascolto e del confronto” dice Guglielmo Epifani (Pd).

Foto Antonio Fraioli

Foto Antonio Fraioli

E prosegue: “Pesano poi anche alcune politiche sbagliate: paghiamo molto la questione scuola, le incertezze e imprudenze in tema di pensioni, il fatto che malgrado gli sforzi gli investimenti pubblici siano al palo e che, anche per questo, la ripresa è troppo modesta anche nel raffronto con gli altri paesi europei lasciando la crescita dell’occupazione a ritmi troppo modesti per dare risposta ai giovani. Naturalmente poi ci sono gli avversari, il quadro europeo incerto a pochi giorni dal referendum inglese, le caratteristiche di un voto amministrativo spesso dipendente da troppi fattori locali. Ma quando vieni doppiato a Roma, perdi a Torino dopo 20 anni di buon governo, non vai al ballottaggio a Napoli, perdi Trieste, Novara, Pordenone, Grosseto, Brindisi, Olbia, Carbonia, Crotone, Villacidro, Savona, certo non possono bastare i risultati positivi di Varese, Caserta e Latina per riequilibrare. La Direzione di venerdì dovrà discutere di questo: per il bene del paese e del Pd sarà il caso di non trovare scorciatoie o semplificazioni: di fronte a problemi seri occorre essere capaci di risposte serie e queste si costruiscono provando a rispondere a quello che il Paese ci dice e ridando la parola ai nostri iscritti. Ripartire dal basso innanzitutto, perché quello che c’è da cambiare va fatto insieme a chi si impegna ogni giorno nei territori, ai tanti che abbiamo perso e che dobbiamo convincere con i fatti che il Pd è anche la loro comunità”.

20 giugno 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»