Family Day in piazza San Giovanni. I gay ribattono: salto nella preistoria

family dayA Roma, in piazza San Giovanni, si è svolta la manifestazione Family day. A sfilare nelle strade per dire No ai matrimoni gay e a difesa della famiglia tradizionale sono stati diverse migliaia di persone, “più di un milione” secondo uno degli organizzatori. Tra loro circa cento parlamentari.

Tante le sigle in piazza. L’Associazione di persone amici di persone omosessuali ha bocciato la proposta di legge Cirinna’: “non fa il bene delle persone omosessuali”, ha spiegato in un messaggio letto dal palco di San Giovanni. “Il matrimonio gay è un non senso sul piano antropologico oltre che un’ingiustizia”, aggiunge. Più o meno la stessa posizione della parlamentare di Area Popolare Paola Binetti, interpellata a Montecitorio: “Al di la’ dell’etichetta che lo nega, nella sostanza e nei contenuti il testo Cirinna’ sulle unioni civili e’ una totale equiparazione con i matrimoni. E per questo no diciamo ‘no’. E lo dicono tutte le famiglie”.

C’è stato anche un imam sul palco di San Giovanni, per dire che si tratta di un “progetto pericoloso che vuole inquinare i progetti dei nostri figli. Un percorso cattivo per l’umanità.  Con la vostra forza possiamo sconfiggerlo”.

“Per noi ogni giorno è #FamilyGay ha risposto invece su Twitter Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. “La manifestazione di oggi – ha chiarito – è un salto nella preistoria dei diritti civili. In più c’è da chiedersi se Alfano ed Ncd sono al Governo o già in campagna elettorale per intercettare un voto d’opinione anti gay che comunque nel Paese è largamente minoritario e che lo vede alleato più di movimenti estremisti come Militia Christi – cosa che non si addice molto a un Ministro dell’Interno – che del Pd di Renzi. Le famiglie gay sono una realtà a prescindere da chi vuole cancellarle. Come sono una realtà i giovani che dalle scuole ai social network cercano risposte alla cultura della discriminazione e dell’omofobia. #FamilyGay è la nostra risposta”.

 

20 Giu 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»