Politica

“Insieme senza muri”, a Milano 80.000 persone in piazza per dire Sì all’accoglienza


ROMA – Giuseppe Sala, Emma Bonino e Pietro Grasso sfilano alla testa della manifestazione. Quando raggiungono Piazza del Cannone, punto di arrivo dove è montato il palco per gli interventi, c’è un imprevisto: “La coda del corteo deve ancora partire. Nemmeno noi che siamo ottimisti ci aspettavamo tanta gente. Siamo decine di migliaia, alla faccia di chi, come Salvini, diceva che la manifestazione non si doveva fare”, dicono gli organizzatori.

Sono almeno 80.000 le persone scese in piazza a Milano per la manifestazione “Insieme senza muri” in favore dell’accoglienza dei migranti, sul modello della marcia antirazzista di Barcellona. Proposta dall’assessore milanese al Welfare Pierfrancesco Majorino e dalle associazioni del terzo settore, l’iniziativa per difendere “una società plurale” contro “la logica dei muri che fomentano la paura” è stata un vero successo.

CENTRI SOCIALI CONTESTANO SALA, MIGRANTI PROTEGGONO IL SINDACO

Una manifestazione pacifica, partita però tra le contestazioni. “PD, siete la peggior destra” grida un gruppo di attivisti dei centri sociali, contrari alle politiche migratorie del governo e alla presenza del sindaco per la “retata” delle forze di polizia alla stazione di Milano lo scorso 2 maggio. Si vivono momenti di tensione, con i centri sociali che provano a guadagnare la testa del corteo.

Dopo grida e spinte con il servizio d’ordine del Pd, la situazione torna tranquilla ed il sindaco Sala prosegue, scortato da un personale servizio d’ordine: è la “Corelli’s Crew”, lo spezzone del corteo dei 200 ospiti del centro di accoglienza milanese di via Corelli che si stringe attorno al “suo” sindaco, proteggendolo.

SALA: SARO’ COSTRUTTORE DI PONTI NON DI MURI

Secondo il sindaco Sala le contestazioni non rovinano la manifestazione perchè “c’è tantissima gente, arrivata con lo spirito giusto. L’anima solidaristica di Milano è venuta fuori”. Una voglia di accoglienza che, dopo l’accoltellamento di tre militari italiani alla stazione di Milano lo scorso giovedì sera, assume un significato ancora più forte: “Il fatto della stazione centrale è doloroso, ma il problema delle migrazioni occuperà la nostra vita nei prossimi decenni, non ci possiamo fermare per un fatto increscioso. Io credo che gli agenti stessi, feriti,  se glielo avessero chiesto, avrebbero detto di fare la marcia e di essere qua tutti insieme. Io mi voglio sentire un costruttore, ma un costruttore di ponti e non di muri. Non mi girero’ mai dall’altra parte rispetto ai problemi e agli ultimi”.

GRASSO: NON CEDEREMO MAI AL RICATTO DELLA PAURA

“Noi non cederemo mai al ricatto della paura”, dice il presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo discorso alla marcia per i migranti a Milano.

“Integrare gli stranieri che hanno diritto a vivere nel nostro Paese- aggiunge Grasso- non è un regalo, non è una manifestazione di generosità, serve a rendere il Paese più forte. Chi è escluso dalla vita comune, chi non esercita i diritti di cittadinanza, chi è rinchiuso nelle periferie esistenziali delle nostre città è più debole, e quindi più vulnerabile al radicalismo ideologico e all’illegalità. Vale per tutti, italiani e stranieri. Integrare, riconoscere a ogni persona eguali diritti e opportunità significa fare sicurezza. Una società basata sul rispetto reciproco, sulla curiosità di andare verso l’altro per conoscerlo e capirlo è una società più sicura. Certo, servono anche leggi giuste, a partire dalle regole sulla cittadinanza: perché chi nasce in Italia, chi studia insieme ai nostri figli, ai nostri nipoti, chi si impegna per il bene di tutti è italiano”.

Grasso aggiunge: “Io so bene quanti problemi concreti sollevino i flussi di migranti che fuggono da guerre, persecuzioni e fame. Due sono le strade da percorrere. Intanto si deve superare la logica dell’emergenza e adottare quel modello dell’accoglienza diffusa che è stato già accolto dai tanti sindaci oggi presenti. Solo così si favorisce l’incontro tra persone, si sconfiggono i ghetti, si costruiscono legami e si superano i pregiudizi. La seconda strada è l’Europa. Noi siamo il cuore dell’Europa e saremo sempre all’avanguardia per costruire legami, cooperazione, integrazione. Ma siamo anche convinti che l’Europa debba cambiare: i complimenti sulla nostra umanità ci riempiono d’orgoglio, ma è il momento che l’Unione diventi più equa e solidale”.

20 maggio 2017
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