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Del Grande, Manconi: “Per la famiglia Alfano sta facendo bene”

ROMA – Luigi Manconi, senatore e Presidente della Commissioni Diritti Umani, oggi è intervenuto  a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, per parlare della situazione del nostro connazionale Gabriele Del Grande, detenuto da giorni in Turchia. “Ieri, per oltre dieci ore – ha spiegato a Geppi Cucciari e Giorgio Lauro – il vice console italiano e l’avvocato turca di fiducia di Del Grande sono stati tenuti alla porta. E la richiesta di accedere, come previsto dagli accordi di Vienna, è stata violata ancora una volta: non è stato consentito un incontro tra Gabriele e la nostra delegazione”.

Del Grande è in stato di arresto? “No, è in stato di fermo. Dopo dieci giorni non è stata formalizzata un’accusa nei suoi confronti”. Si dice che fosse in una zona territoriale dove non doveva essere e che stesse parlando con dei terroristi. “Ciò non corrisponde a verità. Lui avrebbe parlato con sospetti terroristi mentre si trovava nel primo centro di identificazione. Al che, io ho replicato che è singolare che lo stato turco tenga dei supposti terroristi non in carcere ma in un centro simile”.

Cosa ne pensa dell’operato di Angelino Alfano, Ministro degli Esteri? “I famigliari e la compagna di Del Grande- ha detto Manconi a Rai Radio1- sostengono che gli Esteri stiano facendo con grande assiduità e straordinario impegno tutto ciò che devono”. Si dovrebbe convocare l’ambasciatore turco? “L’ho incontrato tre giorni fa. Ho avuto un colloquio di un’ora e venticinque e, singolarmente, mentre mi trovavo con lui, è stata pubblicata la prima trascrizione della telefonata che Del Grande aveva fatto ai famigliari. Quindi solo in quel momento, le autorità turche, attraverso l’ambasciatore, hanno comunicato quello che andava comunicato sei giorni prima. E’ un elemento grave”, ha concluso il senatore a Un Giorno da Pecora.

20 aprile 2017

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