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DIRE Emilia-Romagna

Poste, arriva il ritiro ‘comodo’ vicino a casa. Ma i postini avvertono: “Rischio beffa”

BOLOGNA – Da alcuni giorni la raccomandata o il pacco spediti a casa del destinatario ma non ritirati si possono recuperare anche negli uffici postali vicini a dove si abita. Ma, a sentire il parere dei postini, la beffa è in agguato. In teoria, già il giorno dopo la mancata consegna, pacchi e ‘assicurate’ si dovrebbero poter trovare senza dover più andare in uno degli uffici ‘decentrati’ (ad esempio, il Centro di meccanizzazione di via Zanardi a Bologna); in realtà, chi si presentasse per il ritiro può essere invitato a tornare il giorno dopo (o poi). Il motivo? Mancano i mezzi per smistare ai vari uffici postali le raccomandate cosiddette ‘inesitate‘, cioè quelle portate a domicilio ma non consegnate al destinatario, magari perchè assente. E questo non è che uno dei problemi di questa novità che è stata introdotta da Poste dal 10 aprile. Le segreterie di Slp-Cisl, Slc-Cgil e Failp-Cisal dell’Emilia-Romagna hanno contato una decine di ‘falle’ nel nuovo sistema e si apprestano a chiamare i dipendenti di Poste a una nuova fase di iniziative di lotta: è già stato indetto lo stato di mobilitazione, è stata tentata una mediazione con l’azienda ma senza esito e ora si attende la convocazione in Prefettura. Se uscisse una fumata nera, potrebbe essere indetto un altro mese di blocco degli straordinari.

Di fatto in Emilia-Romagna si va avanti così da oltre un anno: prima con lo stop delle prestazioni extra per il problema del recapito della corrispondenza un giorno sì e uno no, poi contro l’ulteriore privatizzazione dell’azienda e ora (forse) per il sistema di consegna delle ‘inesitate’. E’ una novità “introdotta dal giorno alla notte e senza consultarci- racconta alla ‘Dire’ Valerio Grillini, segretario della Slp dell’Emilia-Romagna- in teoria può andare, nella pratica ci sono un sacco di problemi”. Tanto per cominciare, negli uffici postali manca il personale che si occupi, oltre che delle normali mansioni, anche di ricevere, sistemare e consegnare pacchi e raccomandate ai destinatari che vengono a reclamarli.

Ai postini invece mancano i palmari che nell’emettere lo ‘scontrino’ di mancata consegna a domicilio stampino anche l’indicazione dell’ufficio in cui è possibile ritirare la raccomandata, il pacco o la posta ‘assicurata’. Molti uffici postali, elencano poi Slp-Slc-Failp, non hanno nemmeno lo spazio per sistemare i recapiti non giunti a destinazione; così come “non è stata fatta la formazione al personale: ci sono dipendenti che magari sono già impegnati a fare 100 cose e ne arriva una in più dalla sera alla mattina senza istruzioni su come svolgerla, senza un minimo di formazione”. Altri punti critici riguardano modifiche agli orari dei portalettere, fino alla questione della scarsità di mezzi. Per fare un esempio: prima c’erano veicoli sufficienti per portare pacchi e raccomandate non consegnate a Bologna in quattro uffici (piazza Minghetti, Cmp, ‘Bologna levante’ e ‘Bologna ponente’), oggi gli stessi mezzi devono far arrivare in giornata le ‘inesitate’ in 35 uffici sparsi su tutto il territorio.

di Mattia Cecchini, giornalista professionista

20 aprile 2017

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