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DIRE Emilia-Romagna

Arriva il software che studia il terreno e fa consumare meno acqua (e meno fertilizzanti)

BOLOGNA – Consumare meno acqua per irrigare, usare meno fertilizzanti, ottenendo contemporaneamente mais, piselli e fagioli di ottima qualità. Come? Con sofisticati software che tengono sotto controllo lo stato e l’umidità dei terreni, la temperatura e la piovosità, in modo da decidere quando piantare, utilizzare i fitofarmaci, irrigare, raccogliere. Il progetto, che dunque mette l’informatica a servizio dell’agricoltura, viene avviato da Conserve Italia per un triennio, è finanziato con le risorse del Piano di sviluppo rurale regionale, e vede la partecipazione dell’Università di Milano come partner scientifico e di tre aziende situate nelle province di Piacenza e di Ferrara, che coltivano in particolare mais dolce, piselli e fagioli.

Pier Paolo Rosetti

Con questa sperimentazione, spiega il direttore generale di Conserve Italia Pier Paolo Rosetti, l’azienda “ha deciso di intensificare le buone pratiche in vista di un’agricoltura più sostenibile, che risponda ai requisiti di una migliore gestione agronomica del terreno e del mantenimento di una redditività soddisfacente per i nostri produttori agricoli”. Per farlo, Conserve Italia ha messo a punto “un progetto ambizioso con il quale riusciremo a monitorare tutte le fasi della coltivazione per essere in grado di agire sulla gestione dei sistemi colturali, anticipando o posticipando ad esempio una semina, o riducendone quantità e dosi, o diminuendo l’irrigazione e i trattamenti fitosanitari”. Sui terreni delle tre aziende emiliane verrà realizzato un monitoraggio dell’utilizzo dell’acqua, dei fertilizzanti e dei prodotti di difesa impiegati.

I software utilizzati permetteranno di creare una mappatura completa delle variabili del clima e dei suoli e l’analisi di tali parametri darà informazioni sull’andamento fisiologico della coltivazione, consentendo di individuare eventuali situazioni di stress delle piante e quindi di effettuare gli opportuni interventi. Ma anche di monitorare la fase della maturazione e quindi di scegliere, per la raccolta, il periodo migliore dal punto di vista quantitativo e qualitativo. “Con la conoscenza in tempo reale degli andamenti biotici e abiotici, avremo un patrimonio informativo fondamentale– spiega ancora Rosetti- che ci metterà in grado di gestire in maniera più efficiente la scelta della tecnica agronomica più sostenibile per ogni tipo di coltivazione, con una capacità di adattamento immediata al mutare delle condizioni climatiche e delle esigenze di crescita della pianta”.

20 aprile 2017

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