Pst, Banca agricola mette 2 mln per le start up

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SAN MARINO – Da oggi il Parco scientifico e tecnologico può contare su due nuovi partner: l’Università della Repubblica di San Marino e Bac, Banca agricola commerciale, quale rappresentante della realtà finanziaria sammarinese. Non solo, proprio grazie all’istituto di credito, il Parco scientifico e tecnologico potrà contare, per le start up presenti nel suo “incubatore”, su un fondo da 2 mln di euro erogati come credito agevolato. Questi in sintesi i passaggi chiave dell’accordo siglato oggi tra Alessandro Giari, presidente del Techno Science Park San Marino – Italia, il Rettore Corrado Petrocelli e Pier Paolo Fabbri, amministratore delegato di Bac, alla presenza dei segretari di Stato per la Cultura e per l’Industria, Giuseppe Maria Morganti e Marco Arzilli.

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“Obiettivo della convenzione, spiega Giari, è incrementare la nascita di nuove imprese innovative e il passaggio di conoscenze e competenze”. La firma di oggi inoltre dimostra che “il progetto ora ha le gambe- prosegue- date anche dal supporto del settore privato che permette alle imprese tecnologiche di svilupparsi e crescere”. Per il Rettore Petrocelli questo accordo è “una base fondamentale per operare in maniera sinergica“. Oggi infatti “la competitività é impossibile senza investimenti in innovazione e tecnologia- sottolinea- e chi accompagna le imprese in questa strada sono l’Università, con le sue competenze, e la finanza”.

Fabbri sottolinea la motivazione principale che ha portato Bac a credere nell’accordo perché “rende concreta la visione futura del nostro paese”. Con la convenzione di oggi, Banca agricola commerciale non solo metterà a disposizione due milioni di euro per sostenere le startup con finanziamenti a condizioni agevolate, ma i nuovi imprenditori avranno a disposizione, gratuitamente, la consulenza finanziaria di un esperto dell’istituto.

E ancora: Bac mette a disposizione due specifiche borse di studio finalizzate allo sviluppo di nuove tecnologie. Per il segretario Arzilli l’accordo è un passo avanti fondamentale per il Pst con cui “si realizza un’imprescindibile sinergia pubblico privato”. Per il segretario Morganti si tratta di un momento storico per l’intero Paese perché “Da qui parte la nuova economia della Repubblica“. I contenuti del documento, in conclusione, secondo i protagonisti dell’accordo, “permetteranno di dare una nuova spinta alla cultura d’impresa legata all’innovazione che sempre più sta caratterizzando il territorio sammarinese, anche grazie all’avvio dell’incubatore d’impresa”, che ad oggi è capace di raccogliere 24 startup tecnologiche in solo due anni di attività con ben 49 dipendenti. Numeri che, assicura Arzilli, sono in crescita.

20 aprile 2016
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