Puglia

Economia, Capone: “Export pugliese +21% in 10 anni”

capone-BARI – “In dieci anni il valore delle esportazioni pugliesi è cresciuto del 21% passando da 6,7 miliardi di euro del 2005 agli 8,2 di oggi. Di mezzo c’è stata una gravissima crisi: nel 2009 infatti le esportazioni si ridussero a 5,7 miliardi. Rispetto a quell’anno la crescita dell’export è stata addirittura del 43%”. L’ha detto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, partecipando al Roadshow per l’internazionalizzazione organizzato oggi a Lecce da Ice Agenzia con Simest e Sace.
“Un balzo in avanti – ha spiegato l’assessore – al quale la Regione Puglia ha contribuito scegliendo di sostenere le imprese in due modi: promuovendone l’internazionalizzazione e aiutandole a strutturarsi meglio e a mettersi in rete. Due elementi indispensabili per chi intende affacciarsi su un mercato estero. Oggi è fondamentale puntare sui mercati internazionali perché la domanda italiana non è sufficiente a soddisfare le esigenze di crescita delle nostre imprese e perché, se anche lo fosse, sarebbe comunque necessario confrontarsi oltre il perimetro del proprio Paese. Il confronto è utile per se stessi e la competitività, aiuta a crescere e a far strutturare meglio le imprese. Ma non è affatto semplice farlo specie per le piccole imprese, perché non tutti i mercati rispondono alla dimensione di un’azienda e perché ci sono regole diverse sull’accesso dei prodotti. È per questo che la Regione Puglia in questi anni ha scelto di sostenerle. Il ruolo delle istituzioni è fondamentale, perché è necessario l’accompagnamento. Tanta strada è stata fatta in sinergia con ICE, con le Camere di Commercio, con le imprese coraggiose che non si sono mai arrese. I dati citati lo dimostrano. Sono cresciuti i settori innovativi ma hanno tenuto bene alla crisi anche quelli tradizionali, come moda, lapideo, agroalimentare”.
“Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto Loredana Capone – è stata una sfida di cui la Regione Puglia si è fatta carico. Non abbiamo voluto cedere all’idea che solo con l’innovazione nei settori innovativi avremmo potuto avere più chance di ripresa, al contrario, abbiamo combattuto affinché l’innovazione fosse applicata anche nei settori tradizionali. Oggi possiamo dire di aver lavorato bene ma c’è ancora molto da fare, abbiamo bisogno di rimboccarci le maniche, dobbiamo dare un’accelerata. Insieme con tutti gli attori coinvolti, sono certa che ce la faremo”.
20 aprile 2016
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