Randagismo, Apas: "Nel 2015 più cani abbandonati" - DIRE.it

San Marino

Randagismo, Apas: “Nel 2015 più cani abbandonati”

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SAN MARINO – Se oggi il randagismo dei cani sul Titano non rappresenta più un’emergenza, gran parte del merito va Apas che quest’anno festeggia i 30 anni di attività e i 25 anni dalla creazione del canile di Ca’ Chiavello. Ciò non significa però che il fenomeno degli abbandoni sia cessato del tutto: crisi economica e delle relazioni familiari, trasferimenti per lavoro sono le causa principali dell’aumento delle rinunce di proprietà. Tanto che nel 2015 si sono registrati a San Marino 79 abbandoni, 14 in più rispetto l’anno prima. L’Associazione sammarinese protezioni animali per fare il punto della sua attività organizza la conferenza “Vita da cani e da gatti a San Marino”, venerdì 22 aprile alle 17, alla sala Montelupo di Domagnano.

stolfi_mussoni_smA presentare l’iniziativa, oggi dal canile di Ca Chiavello, sono la stessa presidente dell’associazione, Emanuela Stolfi, insieme al segretario di Stato per la Sanità, Francesco Mussoni, a Renaldo Ciro Renzi, Dirigente del Dipartimento prevenzione e sicurezza sociale dell’Iss e Maurizio Battistini dell’Uos Servizio veterinario e igiene alimentare, infine con Stefano Giulianelli, rappresentante della Giunta di Faetano. La nascita di Apas è strettamente collegata al problema del randagismo a San Marino, spiega Stolfi, quando negli anni ’80 il fenomeno si risolveva con la soppressione dei cani randagi. Allora Apas si è costituita per sottrarli da morte certa per collocarli in stalli di fortuna, poi per costruire il rifugio di Faetano e portare a iniziative legislative che istituzionalizzasse la sua attività. Ciò avvenne nel ’91: da allora, quando il rifugio Apas più volte rischiò il collasso per sovrannumero di ospiti, passi avanti ne sono stati compiuti, tanto che oggi “il randagismo è sostanzialmente sotto controllo”, puntualizza Stolfi.

canile_smA ciò ha contribuito una maggiore coscienza civile, l’obbligatorietà del microchip, introdotta a San Marino molto prima che in Italia, la nascita di canili nel circondario non da ultimo campagne di sensibilizzazione e informazione sulla sterilizzazione. Ma se il randagismo per i cani non rappresenta più un problema, segnala Stolfi, diversa è la situazione per i felini: ogni anno in primavera si ripropone l’emergenza e solo l’anno scorso sono arrivati 153 gatti al rifugio. Per contrastarla nel 2013 è stato avviato il progetto “colonie felici” che ha portato alla creazione di 194 colonie di gatti sul territorio con ben 1.500 ospiti di cui 2/3 femmine, tutte sterilizzate. Plaude all’impegno e alla costanza di Apas il segretario Mussoni: “Oggi come Iss e con il bilancio dello Stato riconosciamo l’importante funzione sociale di Apas- sottolinea- nonostante la contrazione economica abbiamo garantito il contributo pubblico e proseguiremo garantendo continuità a questo fiore all’occhiello del nostro Paese”.

20 aprile 2016
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