Emilia Romagna

Inventò (e intascò) sussidi per disabili, pm Corte conti: “Risarcisca l’Ausl”

parcheggio_disabiliBOLOGNA – Per 10 anni aveva inserito, nelle liste dei sussidi da erogare agli assistiti dal Servizio disabili dell’Ausl di Bologna, i nomi di persone che non ne avevano fatto richiesta, attribuendosi la delega a incassare i soldi al loro posto. E con questo sistema, tra il 2001 e il 2010, ha intascato 619.723,24 euro. Per questi fatti, l’assistente amministrativa del Servizio disabili Patrizia Ballandi ha patteggiato davanti al Gup- che per lei ha ordinato “la confisca di beni e denaro per 362.842,80 euro (dato che i reati commessi fino all’agosto 2006 erano caduti in prescrizione, ndr)”- un anno e otto mesi. Ora, però, la Procura della Corte dei conti chiede che risarcisca all’Azienda sanitaria anche il resto, vale a dire 256.880,44 euro.

bambini_disabili_parcoA mettere in moto la vicenda è stata, nell’ottobre del 2010, una segnalazione fatta all’ufficio del Servizio bilancio dell’Ausl da parte del fratello di una persona disabile, che aveva ricevuto la comunicazione di un mandato di pagamento in favore del fratello, di cui però non sapeva nulla, anche perché non gli risultava che il famigliare fosse beneficiario di contributi a carico della stessa Ausl. Dal mandato risultava poi che un’assistente sociale, che la banca ha confermato essere Ballandi, aveva la delega per la riscossione. Da lì sono partite delle verifiche interne, da cui sono emersi “la totale assenza di attività istruttorie, e il mancato rilascio di autorizzazioni dirigenziali delle erogazioni o degli atti di delega“, oltre al fatto che “gli utenti indicati da Ballandi risultavano tutti inseriti in strutture residenziali”, e quindi non avevano bisogno di ulteriori aiuti finanziari pubblici.

A quel punto sono partite le indagini, che tramite gli accertamenti bancari effettuati dai Carabinieri dei Nas hanno dimostrato che la donna aveva intascato, nel corso degli anni, somme per oltre 600.000 euro. Da qui il rinvio a giudizio per truffa ai danni di un ente pubblico e falso materiale ed ideologico deciso nel 2012, e il successivo patteggiamento. Proprio sulla base di quanto stabilito nel processo penale, la Procura della Corte dei conti ora chiede ai giudici contabili di riconoscere la responsabilità per danno erariale di Ballandi”, e di condannarla a risarcire un danno erariale di 256.880,44 euro. Una richiesta su cui i giudici della Corte, che oggi in udienza hanno ascoltato solo le richieste della Procura, vista l’assenza del legale dell’ex dipendente Ausl, si pronunceranno entro un mese.

di Andrea Mari, giornalista professionista

20 aprile 2016
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