Fisco. Equitalia ammette: servono più chiarimenti per chi riceve la cartella

Ernesto Maria RuffiniROMA – Equitalia deve fornire ai cittadini che ricevono una cartella di pagamento “tutti i chiarimenti possibili” sulle violazioni contestate. Alcuni strumenti vanno “affinati e integrati”. Lo ammette Ernesto Maria Ruffini, amministratore delegato di Equitalia Spa, nel corso di una audizione davanti alla commissione Finanze della Camera.

“Come operatori dell’ultimo stadio della filiera impositiva- spiega l’ad- avvertiamo con sempre maggiore urgenza l’esigenza di disporre di dati ed elementi che ci consentano di fornire ai cittadini raggiunti dalla notifica di atti della riscossione tutti i chiarimenti possibili, anche sull’attività posta in essere dall’ente impositore a monte dell’affidamento del carico”. Il punto di “maggiore difficoltà” è costituito dalla “mancata disponibilità di elementi che consentano di rendere sufficientemente chiara al debitore la motivazione della pretesa creditoria, difficoltà avvertita in particolare per gli enti impositori diversi dalle agenzie fiscali e dagli enti previdenziali”. Informazioni di maggior dettaglio in ordine “agli importi iscritti a ruolo da tali enti, alla violazione/omissione contestata, alla data e alle modalità con le quali l’ente aveva precedentemente richiesto le somme non pagate, potrebbero facilitare l’adempimento del debitore, innalzando il suo livello di consapevolezza, e migliorare complessivamente il rapporto di fiducia dei cittadini nel sistema fiscale”. E occorre, conclude, anche “velocizzare e rendere più efficaci le attività di recupero, a partire dalla delicatissima fase di notifica”. Allo stesso modo Ruffini ricorda “l’importanza della massima interoperabilità delle banche dati esistenti e l’esigenza di piena fruibilità delle medesime, ivi inclusol’Archivio dei rapporti finanziari, da parte dell’agente della riscossione, per ottenere informazioni di dettaglio relative alla consistenza effettiva dei rapporti che i debitori intrattengono con gli operatori finanziari”.

20 aprile 2016
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