Sanità e lotta a luoghi comuni sulla salute: convegno a Palermo

In sede ordine medici. Garofalo: "Non sono portatori di malattie"
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ROMA – Smentire i luoghi comuni sullo stato di salute degli immigrati e avvicinare il mondo dell’assistenza sanitaria a chi non è nato in Italia ma vive nel nostro Paese. Questi alcuni degli obiettivi del convegno ‘Migranti e salute: tra prevenzione, cura e fake news’, in programma a Palermo per domani, giovedì 21 marzo. L’incontro si terrà nella sede dell’Ordine dei medici, che organizza l’evento, nella villa storica di via Rosario da Partanna 22, a partire dalle 14,30. Partendo dalla considerazione che il numero dei migranti residenti a vario titolo sul territorio nazionale è pari a circa il 10% della popolazione generale, il convegno vuole porre l’accento su alcuni aspetti cruciali dell’intero processo assistenziale verso questa fascia di popolazione.

La riflessione si snoderà su tre aspetti: la mappatura delle specificità dei bisogni di salute per questa parte di popolazione, le riposte ai bisogni testimoniate da varie iniziative assistenziali e la gestione dell’informazione relativa alle malattie degli immigrati.

“Su quest’ultimo aspetto in Italia esiste un grosso problema dato dai luoghi comuni sugli immigrati e sulle malattie – afferma alla Dire Piernicola Garofalo, medico e responsabile scientifico del convegno -. Quello dell’informazione in questo campo è un problema mai affrontato seriamente. Ogni giorno sentiamo tanti luoghi comuni e credenze sullo stato di salute di queste persone: tanti sono convinti che in Italia arrivino persone malate e che l’immigrazione sia un rischio per via della presunta diffusione di queste malattie nel nostro Paese ma non è così – aggiunge -. Chi arriva in Europa affronta un viaggio durissimo che non potrebbe superare se non in buone condizioni di salute. Gli immigrati – aggiunge Garofalo – non sono portatori di malattie, sono per lo più persone giovani e in piena forza”.

IL DECALOGO DELLE CREDENZE PIU’ DIFFUSE

Per smentire questi luoghi comuni, o ‘fake news’, Garofalo ha stilato un decalogo delle credenze più diffuse “smontandole – dice – una dopo l’altra”: dalla presunta “invasione” che starebbe subendo l’Italia (“nulla di più falso”) all’idea che la maggior parte dei migranti provenga dall’Africa (“non è così e daremo le cifre”).

IMMIGRATI E ASSISTENZA SANITARIA

La giornata di studio palermitana punterà dunque a “depotenziare le strumentalizzazioni che anche in ambito sanitario – aggiunge – si verificano”. Sul tavolo, inoltre, anche la necessità di avvicinare gli immigrati che vivono regolarmente in Italia all’assistenza sanitaria: “Questo 10% di popolazione non si avvicina al servizio sanitario se non in casi di emergenza rivolgendosi al pronto soccorso – spiega Garofalo -. I motivi? C’è diffidenza ma è anche vero che alcuni errori sono stati commessi da noi medici, che abbiamo un po’ dimenticato i nostri obblighi deontologici nei confronti di tutti i malati. Nessuna intenzione censoria da parte del nostro convegno – precisa -, vogliamo soltanto fare un piccolo richiamo alla nostra classe professionale. Se questa fetta di popolazione si allontana dal servizio sanitario è un problema per tutto il Paese: la sciatteria del pubblico e il sostanziale abbandono dell’assistenza ad alcune categorie di utenti, come ad esempio gli anziani che difficilmente riescono da soli a usufruire della sanità, è un fenomeno che riscontriamo anche tra gli immigrati. Ma noi medici – ricorda Garofalo – dobbiamo essere votati al soccorso di tutti”.

CHI PARTECIPERA’ AL CONVEGNO

Per questi motivi il convegno metterà allo stesso tavolo realtà sanitarie che operano a più livelli accanto agli immigrati, come l’associazione Naga Onlus di Milano che assiste giornalmente circa duemila immigrati regolari. C’è poi il capitolo dell’immigrazione irregolare comunque presente nelle città italiane: “In questo caso le diffidenze da parte di queste persone aumentano ma è bene far sapere loro che la legislazione italiana impone la tutela sanitaria anche per loro. Anche gli irregolari – prosegue – hanno diritto ad ambulatori e pronto soccorso. Nel corso del convegno guarderemo anche all’esperienza della Regione Lombardia, che ha disposto per tutti i pediatri di famiglia l’obbligo di visita nei propri ambulatori dei minori irregolari. I minori non accompagnati rappresentano il 20% della categoria degli irregolari: sta a noi medici incoraggiare queste persone a chiedere aiuto e il convegno sarà da stimolo ai camici bianchi in questa direzione”.

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20 Marzo 2019
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