La solidarietà dei Comboniani all’ong Open Arms: “Mostra senso di umanità”

ROMA – “Solidarietà” agli operatori della nave dell’ong Proactiva Open Arms “per il coraggio e il profondo senso di umanità che hanno manifestato salvando donne, bambini e uomini in fuga da guerra, fame e persecuzione“: a esprimerla sono i missionari comboniani, in una nota diffusa oggi. Il documento prende spunto dall’avvio di un’inchiesta giudiziaria in Italia.

“Siamo amareggiati e delusi – sottolineano i religiosi – per la decisione della Procura di Catania, diretta da Carmelo Zuccaro, che ha posto sotto sequestro la nave Open Arms della organizzazione non governativa spagnola ProActiva Open Arms e notificato l’avviso di garanzia al comandante, al coordinatore di bordo e al responsabile spagnolo dell’ong, accusati di ‘associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina’”.

Secondo la Procura, si legge ancora nella nota, “ci sarebbe stata una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici”. I missionari a questo punto prendono posizione. “Siamo convinti – si legge nella nota – che l’operazione di salvataggio dei 218 migranti è stata compiuta dai volontari della nave spagnola con retta e consapevole intenzione al fine di salvaguardare la vita di persone, provate fisicamente e psicologicamente; disobbedendo agli ordini della Guardia costiera libica che intimava loro, sotto la minaccia di colpire la nave con armi da fuoco, di trasferire i migranti a bordo della loro motovedetta per riportarli in Libia”.

Secondo i comboniani, “nel portare a termine la loro opera di salvataggio gli operatori della Open Arms sono stati motivati dalla certezza che se i migranti fossero stati riportati nei centri di accoglienza in Libia sarebbero stati sottoposti a condizioni di vita disumane ed esposti a violenze continue”.

Nel documento si cita il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, secondo il quale nel Paese nordafricano “i migranti sono sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale”.

“Ci auguriamo – sottolineano i missionari – che il processo nei confronti degli operatori della nave spagnola si concluda con lo scagionamento da ogni reato. Dovessero le indagini accertare che sono state violate leggi e accordi internazionali siamo convinti che i volontari di Open Arms hanno agito seguendo la loro coscienza. Hanno preferito mettere al primo posto il bene delle persone la cui vita era seriamente in pericolo piuttosto di obbedire a leggi che avrebbero quasi sicuramente compromesso la sopravvivenza dei migranti. La legge è per la persona e mai la persona per la legge”.

Secondo i missionari, “i migranti sono nostri fratelli e sorelle che chiedono di essere aiutati e non di essere giudicati “clandestini” prima ancora di essere ascoltati”.

“Come missionari ospiti per tanti anni in vari paesi d’Africa e del Sud del mondo – concludono i religiosi – siamo testimoni dello spirito di solidarietà e di condivisione che la gente sa manifestare, anche in condizioni di ristrettezze materiali, nel venire incontro a chi è in difficoltà. Sono valori che vorremmo diventassero maggiormente patrimonio della nostra società in Italia e in Europa“.

20 marzo 2018
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