David di Donatello, la storia degli Oscar italiani

Costume e Società

David di Donatello, la storia degli Oscar italiani

ROMA – Il 21 marzo si celebrerà la 62esima edizione dei David di Donatello, il premio più prestigioso della cinematografia italia. La storia di questa prestigiosa statuetta inizia nel 1950, quando a Roma viene fondato l‘Open Gate Club. Dato il rilievo sempre maggiore assunto dal cinema in quegli anni, tra il 1953 e il 1955 nasce il Comitato per l’Arte e la Cultura e il Circolo Internazionale del Cinema, che dà origine ai Premi David di Donatello destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera. Il 5 luglio del 1956 ha luogo la prima cerimonia di premiazione dei David di Donatello: la pellicola ‘Racconti Romani’ è considerata la migliore, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida sono i migliori attori protagonisti rispettivamente per le loro interpretazioni in ‘Pane, amore e…‘ e ‘La donna più bella del mondo’ e Walt Disney il miglior produttore straniero per ‘Lilli e il vagabondo’.

Nel corso degli anni si alternano le sedi delle premiazioni: Roma, Taormina, Firenze, poi dal 1981 ancora Roma.

Gassman e Sordi gli attori più premiati

Vittorio Gassman e Alberto Sordi sono gli attori che per il maggior numero di volte, sette per la precisione, hanno ricevuto il Premio David di Donatello nella categoria Miglior Attore Protagonista; lo stesso riconoscimento è stato assegnato cinque volte a Marcello Mastroianni, quattro a Toni Servillo, Nino Manfredi e Giancarlo Giannini, tre a Elio Germano e Ugo Tognazzi. Due premi a Sergio Castellitto, Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Adriano Celentano, Francesco Nuti e Gian Maria Volonté. Due premi anche a Carlo Verdone e Roberto Benigni: entrambi si sono aggiudicati inoltre il David per la Miglior Regia e il David Speciale. Anche Nanni Moretti ha ricevuto riconoscimenti come Miglior Regista e Miglior Attore Protagonista; quest’ultimo David è stato assegnato anche a Massimo Troisi, premiato inoltre con la statuetta per il Miglior Film (nel suo esordio alla regia con ‘Ricomincio da tre’).

Sofia Loren è la primatista nella categoria Miglior Attrice Protagonista con sei statuette; seguono Monica Vitti e Margherita Buy, cinque volte insignite del riconoscimento. Quattro Premi David sono andati a Mariangela Melato e Valeria Bruni Tedeschi, tre a Gina Lollobrigida e Silvana Mangano, due ad Anna Magnani, Claudia Cardinale, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Florinda Bolkan e Asia Argento.

Tra i registi è Francesco Rosi ad aver ottenuto il maggior numero di statuette per la Miglior Regia: a lui, infatti, andarono ben sei David. Quattro a Mario Monicelli e Giuseppe Tornatore, tre a Ettore Scola, Ermanno Olmi, Federico Fellini. Due David a Paolo Sorrentino, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli, Matteo Garrone, Marco Bellocchio, Gillo Pontecorvo, Pietro Germi e ai fratelli Taviani.

Ennio Morricone ha ricevuto nove David come Miglior Musicista, lo scenografo e costumista Danilo Donati si è aggiudicato otto premi, mentre sette sono stati assegnati al direttore della fotografia Luca Bigazzi. Tra gli sceneggiatori, cinque riconoscimenti sono andati a Sandro Petraglia e quattro a Stefano Rulli. Cinque statuette sono state assegnate a Ruggero Mastroianni come Miglior Montatore, quattro a Dante Ferretti come Miglior Scenografo e quattro anche a Tonino Delli Colli come Miglior Autore della Fotografia.

‘La ragazza del lago’ di Andrea Molaioli ha ottenuto dieci David di Donatello, nove per ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, ‘Anime nere’ di Francesco Munzi, ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni, ‘L’ultimo imperatore’ di Bernardo Bertolucci, ‘Pane e tulipani’ di Silvio Soldini e Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. Otto riconoscimenti per Romanzo Criminale di Michele Placido e Vincere di Marco Bellocchio. Sette premi per ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’ di Gabriele Mainetti, ‘Il racconto dei racconti’ di Matteo Garrone, Il capitale umano di Paolo Virzì, ‘Noi credevamo’ di Mario Martone, ‘Il divo’ di Paolo Sorrentino, ‘Gomorra’ di Matteo Garrone e ‘Speriamo che sia femmina’ di Mario Monicelli.

20 marzo 2018
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