Pd, Zingaretti: “Ecco i punti per rigenerare il partito”

ROMA – “E’ del tutto evidente che il nostro posto e’ all’opposizione; anche se non dobbiamo smettere neppure un momento di fare politica. Occorre per questo battagliare senza cedimenti sui contenuti e sui valori con le forze politiche che hanno vinto e che hanno il dovere di proporre una soluzione per il governo dell’Italia; e allo stesso tempo, avere coscienza che l’elettorato che si e’ spostato sui vincitori e’ in grande parte un nostro elettorato che progressivamente dobbiamo saper riconquistare e con il quale dobbiamo instaurare un dialogo”. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in un lungo articolo sul Foglio di oggi.
“La lettura dei flussi, positivi per noi, sulla vittoria nel Lazio e’ in questo emblematica. C’e’ certamente- continua Zingaretti- una specifica responsabilita’ nostra; della sinistra italiana. Il Pd e’ stato un grande tentativo di innovazione. La sua ambizione iniziale fu quella di adeguare non solo i programmi, ma le forme politiche, i rapporti dei cittadini con le istituzioni e la democrazia. Oggi, possiamo dire che nel corso degli anni questa ambizione si e’ affievolita fino quasi a spegnersi. E’ prevalso l’assillo, pure comprensibile, per il governo. A tutti i livelli. Se dovessi dire dunque, non i programmi, ma i punti di riferimento sui quali muoversi, per aprire una fase nuova e partecipata di rigenerazione profonda del campo di forze politiche, sociali, culturali associative del centrosinistra, in modo sintetico li indicherei cosi’: 

A) Rimmergere il partito nella vita reale. Non serve un generico appello a stare tra la gente. Cosi’ come siamo servirebbe a poco. Serve il preciso obiettivo politico di una forma partito nuova, in grado di superare apparati burocratici, pratiche autoreferenziali e correntismo di potere.
B) Il lavoro di questo nuovo partito deve recuperare un punto di vista critico. Noi esistiamo per cambiare le cose nel senso di una maggiore giustizia e di una liberazione delle energie migliori della societa’; l’apertura massima ad un confronto continuo e di massa sulle scelte programmatiche, tattiche o di governo che via via dobbiamo compiere, deve, dunque, intrecciarsi con la riaffermazione di un nostro sistema di valori”.

C) Al centro di tutto si deve collocare la questione europea.

D) Occorre rifondare un campo perche’ la crisi riguarda tutti. Non confondere il giusto orgoglio di partito con l’errore dell’arroganza e la presunzione. Non tutto cio’ che non e’ Pd e’ nostro avversario. Nei territori e nella societa’, questo e’ sempre piu’ evidente, vivono le forme piu’ diverse di aggregazione sociale, politica, liste civiche e associazioni, sindaci indipendenti che rappresentano una immensa ricchezza della democrazia e possono rappresentare un valore aggiunto importante se coinvolte, nel modo giusto, piu’ direttamente in un campo politico. Un Pd isolato ci condanna (come purtroppo sta avvenendo) solo alle sconfitte.
E) Aiutare la crescita di una generazione piu’ colta, consapevole, libera, non solo dentro il partito, e’ una scelta prioritaria sull’idea di Paese. Per risollevare le sorti dell’Italia noi abbiamo bisogno dei giovani. Di imparare da loro. Di mettere al centro di un nuovo modello di sviluppo la loro creativita’, forza intelligenza e fantasia. Per risollevare il Paese serve un netto nuovo investimento sul capitale umano, a cominciare dai giovani, o l’Italia non ce la fara’ mai. Un investimento generale non solo sulle elites ma sul ‘popolo’ dei giovani: perche’ serve in ugual misura lo scienziato che dovra’ inventare e il nuovo meccanico che dovra’ riparare”. “Occorre, dunque, coraggio e capacita’ di rigenerare un intero campo della democrazia. C’e’ tanto cammino da fare; mi sento impegnato, nelle forme che la politica decidera’, a dare una mano: perche’ il momento non permette a nessuno di ritrarsi in posizioni protette e rassicuranti”, conclude il presidente della Regione Lazio.

20 marzo 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»