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Migranti, Minniti: “Fruttuoso gruppo di contatto Europa-Nord Africa”

ROMA – “Particolarmente fruttuoso” secondo il ministro dell’Interno Marco Minniti  il primo appuntamento del Central Mediterranean Contact Group dell’Ocse, presieduto quest’anno dall’Italia.

A Roma oggi si sono incontrati i ministri degli interni di Francia, Germania, Malta, Svizzera Slovenia – per l’Europa – e Algeria, Tunisia e Libia per il Nord Africa. Per la Libia presenti anche il premier Fayez Al-Serraj. Un gruppo “che è stabile- ha detto il ministro Minniti durante il punto a stampa a conclusione della due giorni di lavori- e ha deciso di lavorare con tempestività”, e libero “da particolari ostacoli burocratici. Ci rivedremo ogni qualvolta servirà, e abbiamo già deciso che il prossimo incontro formale si terrà a breve, a Tunisi”. Più in generale è apprezzabile “la volontà a lavorare a un obiettivo comune nel Mediterraneo centrale” da parte di un gruppo di paesi europei, che “dialogano in maniera complementare rispetto alle politiche dell’Unione europea”.

Il capo del Viminale ha spiegato i punti chiave della dichiarazione di intenti che ha coronato questo confronto: “E’ emerso forte l’impegno comune nel governare i flussi migratori nel Mediterraneo centrale“, a partire dal “contrasto ai trafficanti di uomini che comporta l’adozione di politiche di sicurezza, ma anche di sviluppo sociale nei paesi sull’altra sponda del Mediterraneo”. Se si “stronca questo commercio- ha sottolineato- bisogna fornire un’alternativa”.

Da questo punto di vista il ministro Minniti ricorda l’impegno finanziario dell’Italia, i 200 milioni del Fondo Africa per rafforzare la sicurezza delle frontiere esterne, e poi gli altri 200 annunciato oggi dalla Commissione europea. Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, aggiunge che la Commissione sta valutando se allocare 90 milioni di questi fondi alla Libia. Che risulta il paese chiave sul tema: “La lotta trafficanti e la stabilità della Libia- ha chiarito il capo del Viminale- sono due facce della stessa medaglia”. Minniti ha espresso apprezzamento per la presenza del premier Serraj, venuto nella capitale per poche ore, “nonostante le difficoltà che Tripoli sta affrontando in questi giorni, a testimoniare il forte impegno del suo governo”.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito il nodo “cruciale del rafforzamento del controllo delle acque libiche“. Quindi il ministro Minniti ha ricordato che l’Ue a maggio terminerà la formazione di 90 marinai della Guardia costiera libica. Una volta completato questo step, “l’Italia restituirà le motovedette libiche prese in custodia nel 2011, per creare una moderna Guardia costiera della Libia“, un corpo che secondo il ministro “dai primi di febbraio ha dato già un segno di particolare attività, e credo che non appena possibile, si potranno coordinare le operazioni di soccorso in mare con quelle della missione Sofia”.

Secondo nodo essenziale, il rafforzamento delle frontiere a sud della Libia: “i paesi partners si sono offerti di condividere strumenti tecnologici avanzati e programmi di formazione e addestramento” per le forze di frontiera, ha aggiunto Minniti.

Non è mancato il tema del rispetto dei diritti umani, “elemento imprescindibile sia per l’Italia che per gli altri paesi partner del Gruppo”. Minniti ha annunciato la volontà di coinvolgere le agenzie Onu come Oim e Unhcr nei campi di accoglienza per migranti nel nord della Libia. Ha tuttavia sottolineato che l’analisi delle richieste di protezione e la questione dei rimpatri “è un compito che spetta alle autorità libiche e non europee“, pur sottolineando che avverrà nel quadro “di analoghi principi e regole europee”.

Tale impegno alla “solidarietà comune” espresso dai ministri degli Interni deve guardare prima di tutto alla tutela delle fasce più deboli: donne e bambini. “Abbiamo un numero senza precedenti di minori non accompagnati che arrivano nel nostro paese, che colpisce al cuore. Il non respingimento dei minori- ha aggiunto il capo del Viminale- è un principio di civiltà”. Sulle relocation Minniti ha assicurato: “ne abbiamo parlato, ricordando che non andavano e non vanno avanti, tuttavia ho trovato tra i partners la volontà di rispettare questo impegno assunto ormai due anni fa”. Si è poi deciso di rafforzare la  partnership con gli altri due paesi del Nord Africa. In particolare, con i rappresentanti tunisini “è stato affrontato il tema dell’accelerazione delle procedure di identificazione”.

Nessuna novità invece per quanto riguarda un possibile contributo di Tunisi per quanto riguarda l’accoglienza direttamente in quel paese.

di Alessandra Fabbretti

20 marzo 2017

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