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Guerre stellari, Hubble bracca le stelle fuggiasche

ROMA – Una battaglia spaziale combattuta a 1300 anni luce dalla Terra è stata intercettata dal telescopio della Nasa Hubble. Succede tutto nella brillante nebulosa di Orione: è una zona turbolenta, ricca di stelle molto giovani, tanto brillante da essere vista anche a occhio nudo dalla Terra. Si trova a Sud della nota cintura di Orione e le sue giovani stelle sono spesso circondate da ammassi di polvere, forse l’inizio di un sistema planetario nuovo.


Il telescopio spaziale Hubble ha scoperto che intorno al 1400 la nebulosa di Orione è stata teatro di una zuffa galattica, una guerra stellare potremmo dire, in cui un sistema è andato letteralmente in frantumi causando la ‘fuga‘ di almeno tre delle stelle che lo formavano. Ma come ha fatto Hubble a ‘vedere’ tutto questo? Andiamo con ordine.

Qualche decennio fa grazie alle osservazioni all’infrarosso e radio sono state individuate le prime due stelle fuggiasche, restate nell’ombra per centinaia di anni. Sono stelle velocissime, che si muovono in direzioni opposte. La loro origine è stata a lungo avvolta nel mistero. Gli astronomi hanno ipotizzato che quelle due stelle, battezzate Bn (da Beclin-Neugebauer) e sorgente I, facessero parte di un sistema multistellare ormai decaduto, ma attivo 540 anni fa. L’energia delle due stelle, quella che le spingeva sempre più lontano, risultava però inferiore rispetto a quella che doveva essersi sprigionata dopo la ‘guerra’. Il tassello mancante del puzzle lo ha trovato Hubble, acciuffando una terza stella in fuga dall’ammasso.

A questo punto gli astronomi hanno seguito la sua strada all’indietro, collocandola nello stesso luogo da cui le due stelle già note si erano allontanate. Si tratta di una piccola regione di stelle giovani, chiamata nebulosa Kleinmann-Low, vicina al centro della nebulosa di Orione, a 1300 anni luce da noi.

“Hubble ci ha dato le prove che le tre stelle sono state espulse da uno stesso sistema multistellare- ha commentato Kevin Luhman della Penn State University-. Queste tre stelle sono le tre più giovani espulse mai individuate. Probabilmente hanno solo poche centinaia di migliaia di anni”.

E’ stato Luhman a scoprire la terza stella in fuga, ribattezzata sorgente x, mentre era alle prese con lo studio di pianeti vaganti, slegati da una stella, all’interno della nebulosa di Orione.

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La stella Bn venne scoperta nel 1967, ma la sue notevole velocità- si sposta a 96mila Km/h- è stata determinata solo nel 1995. La sua compagna di fuga, seppure in un’altra direzione, si sposta invece a 35mila km/h ed è visibile solo con onde radio: essendo avvolta dalla polvere, all’infrarosso non si vede.

Le tre stelle sono state espulse dal loro sistema quando hanno iniziato una sorta di ‘partita a biliardo’ gravitazionale, così la definisce Luhman. Quello che spesso succede in questi casi è che le due stelle più vicine o si fondono o danno vita a un sistema binario. In altri casi, però, viene rilasciata così tanta energia da spingere le stelle molto lontano, fuori dal sistema. Ed è quello che è successo in questo caso, sembra. Potrebbe non essere il solo della zona. L’aspettativa degli astronomi è ora per gli studi del futuro, quelli che saranno condotti grazie al potente James Webb Telescope, nato dalla collaborazione di Nasa, Esa e Agenzia spaziale canadese, e il cui lancio è atteso per la fine del 2018.

I risultati dello studio della Penn University escono oggi, 20 marzo, sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

di Antonella Salini, giornalista professionista

20 marzo 2017

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