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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura (anche su www.dire.it).

SARDEGNA: POSTE, SOSPESO PIANO DI RIORGANIZZAZIONE

“La decisione della Società Poste Italiane di sospendere anche in Sardegna il piano di riorganizzazione in attesa di un confronto con la Regione e con l’associazione dei Comuni, va nella giusta direzione”, sottolinea la Slc Cgil che con il Coordinatore regionale Poste Area Servizi Antonello Zedda annuncia: “Proseguirà la mobilitazione della categoria, con l’obiettivo di scongiurare un ulteriore ridimensionamento nei quattordici piccoli Comuni individuati e la chiusura degli uffici di Cortoghiana e della Città mercato di Cagliari-Pirri”.

Secondo il sindacato è necessaria una verifica dei criteri con i quali Poste Italiane definisce la distribuzione degli uffici postali per garantire una omogenea fruizione del servizio, in particolare nelle piccole comunità: “Occorre superare- ha detto Antonello Zedda- i criteri basati su rigidi calcoli di distanze chilometriche che non tengono in alcun conto lo stato dei collegamenti assicurato dal trasporto pubblico tra Comuni, anche in relazione all’anzianità dei residenti”.

LIGURIA: RINNOVATO CONTRATTO DIPENDENTI AZIENDE AGRICOLE

E’ stato firmato nella giornata di ieri l’accordo per il rinnovo del contratto regionale di lavoro per i quadri e gli impiegati dipendenti delle aziende agricole della Liguria. La validità del rinnovo è prevista dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, per la parte normativa, e dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 per la parte retributiva. “Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto. Dopo ampia discussione le parti hanno stabilito che la retribuzione contrattuale tabellare attuale è aumentata del 5 % a decorrere dal 1° marzo 2015- spiegano Fai, Flai,Uila- Per il periodo di vacanza contrattuale viene riconosciuta un’indennità una tantum ripartita sui singoli livelli contrattuali erogata in due parti di uguale importo, una nella mensilità di marzo 2015 ed una nella mensilità di giugno 2015”.

MERCATONE UNO, 21/3 PRESIDIO A BOLOGNA CONTRO CHIUSURA

L’azienda ha annunciato, a partire da domani e fino al 27 aprile, svendite sino ad esaurimento della merce in 34 punti-vendita sul territorio nazionale, di cui 6 in Emilia-Romagna. L’operazione terminerà con la chiusura dei negozi coinvolti. Domani, sabato 21 marzo, dalle 10,30, la Filcams Cgil di Modena organizza un presidio di lavoratori e lavoratrici davanti alla sede del Mercatone di Sorbara, (in via Ravarino/Carpi, 117). Lavoratori e sindacato protestano contro l’ipotesi di chiusura dei punti vendita, dove saranno avviate da domani le svendite.

Per il territorio modenese, la svendita è prevista nel negozio di Sorbara. L’azienda ha comunicato anche ai direttori di struttura che l’operazione terminerà con la chiusura dei negozi coinvolti. “Il tribunale di Bologna ha autorizzato le svendita di tutta la merce in 34 punti vendita, ma non ci risultano né richieste né autorizzazioni di chiusura dei punti vendita da parte del tribunale”, afferma Rosa Dammicco della Filcams Cgil di Modena.

FOGGIA, PERSI 30MILA POSTI DALL’INIZIO DELLA CRISI

Per il lavoro, lo sviluppo e la qualità della vita in Puglia, Cgil, Cisl e Uil di Capitanata saranno a Bari, il 21 marzo, per la manifestazione indetta dalle segreterie regionali. In provincia di Foggia gli effetti della crisi sono devastanti sul piano economico e sociale: 30.000 posti di lavoro persi in sette anni; una disoccupazione raddoppiata, che si attesta oltre quota 20%, colpendo soprattutto giovani e donne; 60.000 persone che percepiscono una forma di sostegno al reddito, fra indennità di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità. “Tutto questo- spiegano Cgil, Cisl e Uil di Capitanata- ha significato aumento delle povertà, crisi dei consumi, con ricadute disastrose sul sistema produttivo e commerciale. Numerose le vertenze aperte, per aziende anche di grandi dimensioni, dalla Sangalli Vetro, alla Solage, dalla Inside, alla Mucafer, che hanno cessato la propria attività. Altro aspetto di della crescente povertà, l’aumento dei fenomeni di illegalità: furti, rapine, estorsioni; in crescita, anche la violazione delle norme che regolano il mondo del lavoro”.

Secondo i confederali, “così, non è più possibile andare avanti: c’è un grave allarme sociale, a cui Governo e istituzioni locali devono guardare con attenzione e dare risposte, a cominciare dal miglior utilizzo delle risorse già disponibili. Pensiamo ai cantieri delle opere pubbliche, alle opere infrastrutturali, agli interventi per l’assetto idrogeologico, già finanziati dal Cipe: sbloccare questi cantieri darebbe risposte in termini occupazionali, per la messa in sicurezza del territorio, per una dotazione di infrastrutture, utili a rendere più competitive le imprese che qui operano, e per attrarre nuovi investimenti”.

CORPO FORESTALE: SINDACATI, LETTERA AL MINISTRO MARTINA

In una lettera unitaria, inviata al ministro Martina, le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, ribadiscono, come già espresso in occasione delle riunione del 10 febbraio, forte preoccupazione sulla possibilità dell’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nelle altre Forze di Polizia, come prospettato dall’art. 7 del ddl 1577 all’esame del Senato. “Il timore- spiegano Fai, Flai e Uila- è che si provveda ad una riorganizzazione senza salvaguardare l’occupazione; in particolare, vorremmo avere rassicurazioni sulla sorte degli operai forestali degli uffici territoriali per la Biodiversità, altamente specializzati e con competenze che difficilmente si integrerebbero in altre Forze di Polizia perché vocate alla tutela dell’ambiente. Il Corpo Forestale, inoltre, ha funzioni e prerogative che necessitano di una piena autonomia operativa che andrebbe consolidata e rafforzata, invece che dissipata, anche per le potenzialità che si possono cogliere attraverso una possibile riforma del Corpo stesso”. A tal proposito i sindacati ricordano il ruolo fondamentale svolto dal Corpo forestale dello Stato per due importanti emergenze che hanno interessato il Paese: l’azione sulla ‘Terra dei fuochi’ e il contrasto all’epidemia di ‘Xylella Fastidiosa’ che ha colpito gli ulivi. Eventi come questi si affrontano anche grazie alle professionalità presenti nel Corpo Forestale”.

PALERMO: FILT, LA UGES CONDANNATA DEVE ASSUMERE LAVORATRICE

Il Tribunale di Palermo ha condannato l’associazione di volontariato sociale Uges Sos, che prestava fino a qualche anno fa assistenza ai passeggeri non autonomi nella deambulazione presso la “sala amica” dell’aeroporto di Palermo, a riconoscere a una lavoratrice il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. “Il Tribunale ha accertato l’illegittimità dei contratti di tipo volontario del personale che si occupava dell’assistenza e del trasporto disabili all’aeroporto- commenta l’avvocato Pietro Vizzini- Questa è la prima causa vinta, ce ne sono diverse altre in corso. La Filt- continua- aveva più volte denunciato le condizioni di lavoro del personale, impegnato fino a 12 ore al giorno, per meno di 500 euro al mese. Alla perdita dell’appalto, i lavoratori sono stati licenziati e si sono rivolti alla Filt, che ha proceduto all’azione legale. Tra gli impiegati, lavoratori e lavoratrici con diverse tipologie di contratto (anche Lap e collaborazioni autonome) ma nessun contratto di lavoro dipendente. Quando il servizio è passato alla Croce Rossa, i lavoratori licenziati si sono ritrovati senza alcuna tutela e non hanno avuto accesso agli assegni di disoccupazione. Lavoravano come dipendenti, ma nella realtà erano fantasmi: non si è potuta nemmeno invocare la norma che di tutela dell’occupazione nel cambio di appalti- dichiarano il segretario della Filt Cgil di Palermo Gaetano Bonavia e Pino Panettino, responsabile Filt Cgil all’aeroporto- La Gesap pagava lautamente questo servizio alla ditta, che ha utilizzato per anni il personale chiedendo di effettuare un normale orario di lavoro quando invece erano pagati alla stregua di un part time. Questa vittoria è un primo passo: abbiamo avuto ragione e andremo avanti nell’accertamento della verità dei fatti”.

20 marzo 2015

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