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DIRE Emilia-Romagna

Emorragia di imprese in Emilia Romagna: nel 2014 hanno chiuso in 5.585

restarters4Continua l’emorragia di imprese in Emilia-Romagna. Nel 2014 le aziende attive sono ulteriormente diminuite: 5.585 quelle che hanno chiuso i battenti, 1.861 società di persone e 4.080 ditte individuali. Decimate cooperative e consorzi. Le imprese registrate in Emilia-Romagna a fine 2014 erano 463.897, quindi 2.103 in meno rispetto a fine settembre, il peggior dato riferito al quarto trimestre insieme con quello del 2011, mentre ne mancano 4.421 dalla fine del 2013 (-0,9%), un dato appena meno grave di quello dello scorso anno che è risultato il peggiore da sempre. E’ quanto emerge da una elaborazione dell’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna sui dati del registro delle imprese delle Camere di commercio.

Le iscrizioni nel quarto trimestre (6.009) calano lievemente rispetto alle 6.079 degli ultimi tre mesi del 2013. La riduzione è più sensibile su base annuale: si passa a 26.886 dalle 29.228 del 2013, stabilendo un record negativo. Le cessazioni salgono leggermente, sono 8.147 nel trimestre, un dato inferiore solo allo stesso trimestre del 2007 e del 2009. Nel complesso del 2014, però, le chiusure diminuiscono, dalle 33.770 del 2013 a 30.536. A fine anno, le imprese attive sono risultate 412.801, 2.490 in meno (-0,6%) rispetto a fine settembre e 5.585 in meno rispetto a fine 2013, una caduta di ampiezza solo lievemente inferiore al record negativo fissato lo scorso anno. I settori di attività economica che hanno maggiormente concorso a determinare la riduzione nel 2014 sono agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.655 unità, -2,7%), le costruzioni (-1.663 unità, -2,3%) e l’insieme del commercio (-1.311 unità, -1,4%). La manifattura ha comunque perso l’1,8% delle imprese.

Andamenti nettamente divergenti per le tipologie di impresa. Nel 2014 sono aumentate solo le società di capitale (+1.221 unità, +1,5%). Sono, invece, diminuite le imprese attive costituite in ognuna delle altre categorie di forma giuridica. Le società di persone perdono 1.861 unità (-2,2%), un colpo senza precedenti, le ditte individuali lasciano sul terreno 4.080 imprese (-1,7%), molto meno che lo scorso anno, ma come nel 2009 e nel 2012, e le cooperative e i consorzi vengono quasi decimate (-865 unità, -8,4%).

Le cause di questo andamento sono ascrivibili, secondo Unioncamere, a diversi fattori: perdurante crisi, blocco dell’accesso al credito e disoccupazione determinano una crescente polarizzazione della struttura imprenditoriale tra imprese medio grandi strutturate e piccole imprese con poche possibilità di crescere. Muta la composizione imprenditoriale: meno agricoltura, industria e costruzioni e più servizi tradizionali.

20 marzo 2015

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