A Parma arriva un ‘cervellone’ per predire i reati

Si tratta di un innovativo sistema ìnformatico in sperimentazione dall'8 gennaio: un algoritmo matematico è capace di predire- in anticipo di due ore- i reati che si ripetono con un certo modello
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PARMA – Nel film “Minority report” c’era la “Pre crimine”, un corpo speciale della Polizia che -con l’aiuto di tre “preveggenti”- arrestava gli autori dei reati prima che li commettessero. Qualcosa di simile esiste oggi a Parma. Dall’8 gennaio infatti il dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, (in particolare la direzione centrale per l’Anticrimine e il controllo del territorio) ha avviato nella Questura ducale la sperimentazione di un innovativo sistema informatico basato su un algortimo matematico che, incrociando i dati sui reati denunciati dai cittadini con quelli delle operazioni effettuate dalla Polizia, elabora delle previsioni su dove e quando potrebbe avvenire un crimine, permettendo di vigilare con precisione le zone e le strade della città esposte a rischio imminente. A svilupparlo è stato l’ispettore superiore Elia Lombardo in forza alla Questura di Napoli, con ventennale esperienza in strategie di controllo del territorio ed autore di uno studio criminologico di valenza internazionale.

L’algoritmo, chiamato “X law” ha la validazione scientifica di due centri universitari (l’Università Federico II e la Parthenope di Napoli) e ha vinto il premio Smau per l’innovazione digitale del 2018. Ad oggi è stato sperimentato a Napoli (dal 2004) e successivamente a Salerno, Prato, Venezia e recentemente anche a Modena, con risultati importanti nella prevenzione dei crimini predatori, che notoriamente incidono maggiormente sulla percezione di sicurezza dei cittadini.

Dai dati raccolti per circa 20 anni sui reati predatori commessi in diverse città, è infatti emerso che questi crimini avvengono con regolarità sequenziale in aree cittadine che, in base a diversi criteri, diventano in alcuni giorni ed alcuni orari più esposte.

L’algoritmo di cui è dotato il sistema informatico quindi, sovrappone i dati storici sui crimini denunciati o scoperti a quelli sulle dinamiche socioeconomiche del territorio in esame (considerando fattori come il numero di cittadini residenti ubicazione delle case, orari di negozi e di banche percorsi di autobus e altri ancora) e rileva con matematica precisione quei crimini che appartengono a precisi modelli che si ripetono con regolarità nel tempo e nello spazio.

Il software produce poi ogni mezz’ora, con un anticipo di due ore rispetto al crimine previsto, una sorta di bollettino che viene acquisito dalla centrale operativa della Questura su uno schermo che riproduce una cartina topografica digitale della città, in cui vengono evidenziati degli “alert” georeferenziati. In questo modo si possono predisporre preventivamente le pattuglie in quelle strade ed in quei luoghi urbani dove il rischio è scientificamente atteso, aumentando le probabilità di arresto e limitando lo stress di uomini e mezzi.

Secondo la questura di Parma “l’impiego del sistema ha già permesso di tracciare uno scenario di rischio con un’alta percentuale di attendibilità delle previsioni che oscilla tra l’87 ed il 97%. Un dato che rende alta l’aspettativa di riuscita della sperimentazione”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

20 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»