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Femminicidio, ecco il decalogo ‘Salvadonna’. L’esperto: “Per i responsabili prima i farmaci, poi psicoterapia”

ROMA – I dati Istat ci raccontano di un 2016 che ha visto salire a 117 i casi di femminicidio e registrare 3,5 milioni di vittime di stalking. La maggior parte degli autori ha tra i 35 e i 54 anni, sono in prevalenza italiani (84,5%), per la maggior parte coniugati e/o conviventi (50,9%). “Gli uomini dai 35 ai 54 anni hanno una minore capacità di compensazione affettiva– ha dichirato all’agenzia Dire il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra, criminologo clinico e psicopatologo forense- Nell’uomo più adulto l’investimento affettivo fatto in precedenza diventa difficile poi da digerire nel suo fallimento”.

Fra i motivi si trovano al primo posto le liti frequenti (40%), mentre al secondo posto la volontà della vittima di lasciare l’autore (16,1%). “Dietro a dei litigi continuativi ci sono sempre delle incomprensioni più profonde- ha spiegato ancora Mastronardi- Lì dove sussiste una miscela esplosiva come una bassa tolleranza allo stress abbinata a una tendenza alla depressione e ad un narcisismo particolarmente accentuato, emerge un uomo sempre più debole, fragile. Il sentirsi abbandonato, l’essere lasciato dalla propria moglie è il secondo motivo scatenante per un femminicida”.

Alla luce di questi dati assume sempre maggiore importanza il lavoro di prevenzione che possono fare i medici, come ha sottolineato il professor Mastronardi: “I medici di base sono preziosissimi per tutto quanto quello che può esser colto e interpretato di tutti quei comportamenti spia. Non ci dimentichiamo che una volta incoraggiate le donne a denunciare dobbiamo curare l’uomo autore di femminicidio, perchè oscilliamo dal disturbo di personalità al disturbo grave di personalità fino ad arrivare alla psicosi vera e propria. Dobbiamo utilizzare i farmaci per poi arrivare alla psicoterapia, questo è ciò che fisiologicamente andrebbe fatto. Non dimentichiamo che se noi vogliamo curare uno psicotico solo con la psicoterapia non funziona, dobbiamo prima utilizzare determinati farmaci per poi curare lo psichismo individuale”.

Nel 2007 su input dell’allora vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, il professor Vincenzo Mastronardi, criminologo e psicopatologico forense dell’università La Sapienza di Roma, e la sua equipe, insieme allo ‘Sportello Salvamamme’ stilarono il Decalogo ‘Salvadonna’. “La finalità del Decalogo è quella di mostrare alle donne cosa fare ancor prima che si scateni qualunque furia omicida. Sono quattro le tipologie di violenza: quella fisica, quella sessuale, ma anche quelle psicologica ed economica”.

Da tutte le esperienze cliniche, dalle centinaia di casi di violenza contro le donne raccontate dai fatti di cronaca sempre più cruenti, ne esce fuori appunto un quadro di un uomo sempre più debole: “Il quadro personologico di un uomo realmente molto fragile, con scarse o nulle capacità di compenso, privo di sicurezze, bassa soglia di tolleranza alle frustrazioni. Un uomo che non riesce più a gestire in modo chiaro e sereno, magari anche con un certo autoritarismo, ma comunque con un bel dialogo e una buona interazione. Mi sembra però corretto, infine, per un nostro oggettivo comportamento scientifico, ricordare che il 15% delle violenze domestiche sono subite invece da uomini“.
  Ecco il decalogo ‘Salvadonna’ stilato dal professor Mastronardi con ‘Salvamamme’:

1) Non permettere che ti isoli forzatamente dalla famiglia e dagli amici, denigrandoli e sradicandoti da un terreno affettivo amicale di riferimento;

2) Evita un controllo ossessivo delle spese, per finalità diverse dal reale risparmio, ovvero come controllo della persona (oppressione economica);

3) Osserva nel tuo partner se vi sono eccessivi e frequenti cambi di umore anche minacciosi con un ossessivo continuo denigrare la tua attività, il tuo aspetto, il tuo abbigliamento, deridendoti in pubblico o in privato;

4) Presta attenzione se vi è eccessivo controllo dei tuoi percorsi, delle tue telefonate e delle tue amicizie;

5) Guardati dalla insana e tormentosa gelosia anche verso le amiche;

6) Sappi dire di ‘no’ in modo chiaro e sereno se serve a creare confini sani. I troppi ‘sì’ creano autorizzazione a monopolizzarti;

7) Sta attenta alle colpevolizzazioni verso la tua persona in relazione a tutto ciò che accade in casa, per ragione di suo stress e per le proprie frustrazioni;

8) Presta attenzione se vi sono ripetute intimidazioni verbali (minacce, parolacce), o non verbali come buttare a terra oggetti, per poi evolvere verso strattoni e spinte, che però ben presto possono evolvere in schiaffi, pugni e calci;

9) Attenta ai comportamenti persecutori (stalking o sindrome delle molestie assillanti: telefonate anonime, sms, e-mail, vandalizzazioni, violazioni di domicilio, spiare, sorveglianza ossessiva della propria abitazione o sul lavoro);

10) Attenzione alle provocazioni continue per poi giungere alle liti, nonché alle strumentalizzazioni del figlio allo scopo di penalizzare il partner.

20 gennaio 2017

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