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DIRE Emilia-Romagna

Al Duse una nuova mostra di Marina Brancaccio, dedicata al teatro

BOLOGNA – Tre anni fa la sua mostra ‘Con l’aiuto dell’Eros’ mirava a coinvolgere nella fruizione delle sue opere d’arte anche i non vedenti. Ora la pittrice Marina Brancaccio torna ad esporre le sue tele a Bologna con ‘Primo Atto’, una nuova esposizione ospitata e promossa dal Teatro Duse di Bologna, nell’ambito di DUSEoff, in collaborazione con SetUp Contemporary Art Fair 2017, per il circuito SetUp Plus.

Duse, Duse mon amour

La mostra è uno spassionato omaggio al mondo del teatro, al quale l’artista è legata a doppio filo da oltre vent’anni. ‘Primo Atto’ è una selezione di quasi 20 tele, tra cui alcuni inediti mai esposti al pubblico, come Duse, Duse mon amour’, ispirato proprio allo storico palco di via Cartoleria. La vernice, in forma di reading per due voci e pianoforte, si terrà il 26 gennaio alle 18 al Caffè Duse, interno al teatro (via Cartoleria 42, Bologna).

Il primo atto a teatro è quello in cui si palesano i personaggi con i loro caratteri, l’ambientazione e i fatti da cui scaturisce la trama che si svilupperà durante lo spettacolo. Secondo questo parallelismo, come in drammaturgia, a compimento del primo atto avviene il colpo di scena che innesca il secondo atto, così i quadri di Marina Brancaccio vogliono suggerire l’incipit di una narrazione che può continuare seguendo infiniti plot.

Marina Brancaccio

Le opere in mostra, tutti oli su tela, sono quindi da intendersi come il primo capitolo di un romanzo, il principio dell’avventura. Spetterà all’osservatore partecipare al gioco, immaginando come prosegue la storia. In questo senso, le opere sono un invito a scrivere il futuro, a decidere le conseguenze di quello che è solo un ‘Primo atto’, ciascuno secondo la propria sensibilità, la propria estetica, il proprio sogno. “Sono anni che desidero allestire una mostra esplicitamente dedicata al teatro– spiega Marina Brancaccio– e ringrazio il prestigioso Teatro Duse, dalla Direzione artistica allo staff, per avermi dato l’occasione di rompere finalmente gli indugi ed esprimere quella che considero, a tutti gli effetti, una dichiarazione d’amore verso la forma d’arte che, a mio avviso, più si avvicina alla vita e alla sua imprevedibile e avvincente bellezza”.

La mostra, accompagnata dal testo critico di Emilia Vitulano (giornalista dell’Agenzia Dire), resterà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 12 aprile, da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

20 gennaio 2017

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