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Palio di Siena, niente “trasferta” in Inghilterra per i 90 anni della Regina

FIRENZE – Le storiche Contrade del palio di Siena non parteciperanno alle celebrazioni indette per il novantesimo compleanno della regina Elisabetta d’Inghilterra. Lo fa sapere il Magistrato delle Contrade che riporta, in un comunicato, la scelta della società “H Power group“, incaricata della realizzazione dell’evento, in programma al Castello di Windsor il prossimo mese di maggio: “La durata complessiva del programma della parata dovrà essere contenuta nell’arco di novanta minuti; pertanto, non è possibile allestire uno spazio temporale minimo sufficiente per rappresentare compiutamente l’idea del Palio storico di Siena”, scrive il direttore del programma dei festeggiamenti, Simon Brooks-Ward.

La vicenda, però, non si può esaurire qui. Sì, perché c’è anche un prima, ovvero il ‘come’ si è arrivati alla mancata esibizione in terra inglese, quando nello scorso novembre è arrivato al Magistrato l’invito di sua Maestà. Nell’occasione lo stesso Magistrato delle Contrade incontrò la project manager della società H Power group, Rebecca Lewis Lalatta. In quell’incontro, spiega il comunicato dei senesi, “furono messe in relazione le necessità e le richieste degli organizzatori” con le indicazioni dei ‘contradaioli’, ma soprattutto le loro “condizioni” comunque tese, si precisa, “al prestigio e al decoro della manifestazione nel rispetto della reciproca soddisfazione”.

regina_elisabettaCondizioni a quanto pare non negoziabili, visto il risultato finale. Ringraziamenti da parte degli inglesi ma anche “rammarico“, è scritto sempre nella nota, per l’occasione sfumata. “Si chiude così- sottolinea il Magistrato delle Contrade- un argomento che ha tenuto alta l’attenzione del mondo contradaiolo e ha fatto parlare molti senesi nello scorso autunno fino ad oggi”. Resta, sottolinea quel mondo fatto di tradizioni antiche, quello stesso Palio che ha “avuto l’onore di suscitare interesse anche da parte della Corte Reale del Regno Unito per un evento di carattere planetario”. Tuttavia, per motivi organizzativi “ma anche etici, non ci sono state le condizioni per poter nemmeno affrontare la questione, e la conseguente decisione, nelle sedi deputate: le assemblee di Contrada”.

di Diego Giorgi, giornalista

20 gennaio 2016

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