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Eccellenza e sostenibilità, alla Casa del Jazz di Roma i prodotti del Lazio

orto ciboROMA – Prodotti d’eccellenza a chilometro zero sulle tavole laziali. E’ questo il tema dell’incontro di oggi organizzato alla Casa del jazz da Arsial, l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, e Omnia2004, associazione senza scopo di lucro che fa parte di Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafie. L’evento è stato organizzato in occasione del Giubileo straordinario convocato da Papa Francesco con l’obiettivo di promuovere il ricco patrimonio enogastronomico rappresentato dalle produzioni agricole e alimentari tipiche della regione Lazio. A partire proprio dalle ultime iniziative messe in campo da Arsial, come il progetto Call Protagonisti del cibo e il corso di laurea triennale in ‘Scienze e culture enogastronomiche’ presso l’università Roma Tre in collaborazione con l’ateneo della Tuscia e l’Istituto di studi alberghieri Tor Carbone.

E sono proprio i ragazzi dell’alberghiero a riempire la sala della Casa del jazz, dove sul palco si alterneranno, per tutta la giornata di oggi, esperti, docenti, sommelier e imprenditori. Con loro, anche Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, secondo il quale la giornata segna “un’altra tappa per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici del Lazio, che sono oltre 400. Si tratta di una strategia che vuole far conoscere queste straordinarie eccellenze, in particolare sul mercato romano. In questo senso, i ragazzi che sono qui oggi sono i nuovi ambasciatori di questi prodotti inseriti in quella che io chiamo l’economia della bellezza”.

Nel corso della mattinata, gli studenti hanno anche risposto a piccoli test di conoscenza dell’agroalimentare. I vincitori si sono aggiudicati un pacchetto di prodotti coltivati nelle terre di Libera confiscate alle mafie. “Questo è un luogo simbolico- ha aggiunto Rosati- perché la Casa del jazz è un bene confiscato alla mafia e siamo qui anche per dare testimonianza di chi lotta tutti i giorni questa battaglia per difendere la legalità e la democrazia”. I prodotti di prossimità, ha specificato Rosati, servono anche a far passare il messaggio della sostenibilità ambientale perché “viaggiano meno e danno anche un contributo alla lotta contro l’effetto serra. L’economia della bellezza, che è fatta da cibo sano e italiano, tradizione e innovazione e cultura e turismo- ha detto- è un grande volano per un Paese come l’Italia e un territorio come quello del Lazio per creare lavoro e nuove opportunità”.

Durante il suo intervento, l’amministratore unico di Arsial ha raccontato ai ragazzi alcune delle azioni dell’Arsial e della Regione Lazio sul campo agroalimentare. Tra tutti, “il corner dei prodotti regionali all’aeroporto di Fiumicino, il bando per le terre, il risanamento dell’enoteca di via Frattina e il nostro viaggio a Eataly. E poi- ha detto- faremo un grande bando per aprire un corner a Londra. E naturalmente vorremmo aggredire meglio anche la grande distribuzione e i mercati romani, perché quando si entra in un mercato bisogna sapere che cosa si sta comprando, anche per difendere la nostra produzione e, con lei, un sistema ambientale complesso”. Rosati ne è “convinto: questo è un possibile nuovo modello di sviluppo che l’amministrazione Zingaretti cerca di inverare. Creare lavoro con bassi tassi di crescita”. E allora, “per vincere anche quell’idea della paura che pervade l’Europa, questi sono settori che possono concretamente aiutare”. Da qui, ha detto ancora, nasce la “nuova idea di umanesimo: uomini e donne che lavorano e producono cibo, che è la risposta migliore per uno sviluppo sostenibile che forma quel paesaggio italiano famoso nel mondo”. Con questo obiettivo, l’appuntamento di oggi ha messo insieme scuola, università, ricerca scientifica, Agenzia regionale e agricoltori: “Nel mondo di oggi bisogna cooperare per competere- ha concluso- perché da solo nessuno può farcela”.

Accanto alle realtà del Lazio, alla Casa del jazz anche le reti più impegnate sul fronte della qualità alimentare e della sostenibilità, come Slow food Lazio e rete Gas Lazio, Amira, l’associazione dei Maitre e Sommelier italiana, oltre a docenti universitari, produttori e specialisti.

20 gennaio 2016

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