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Chimica. Veneto, Ass. Donazzan: “Eni dia garanzie su futuro e investimenti”

donazzanVENEZIA – “Con le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna e Lombardia, il Veneto chiede ai vertici Eni e all’amministratore delegato di Eni-Versalis un incontro a Porto Marghera, nello stabilimento capofila della filiera chimica per i  poli produttivi di Mantova, Ferrara e Ravenna, per avere certezza sul piano industriale e sugli investimenti nel  ramo chimico dell’Ente nazionale idrocarburi”. E’ quanto annuncia l’assessore regionale al lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan, anticipando i contenuti di una lettera che le tre regioni del ‘quadrilatero’ della chimica italiana stanno per inviare ai vertici di Eni-Versalis. Nel giorno dello sciopero generale dei dipendenti della chimica di tutti gli stabilimenti, preoccupati per l’intenzione della controllata nazionale di cedere quote del ramo chimico a investitori statunitensi e quindi per il futuro del settore in Italia, la rappresentante dell’esecutivo veneto esprime solidarietà ai lavoratori e conferma la massima attenzione della Regione Veneto alla continuità produttiva del polo di Porto Marghera e l’impegno, in stretta alleanza con le altre regioni del Nord, a difendere il ruolo strategico della chimica italiana.

   “Ribadiamo la richiesta al governo italiano, espressa in via ufficiale anche nell’ultimo incontro della settimana scorsa – puntualizza Elena Donazzan –  d’intesa con i colleghi di Lombardia ed Emilia, di avere certezza sugli investimenti sulla chimica italiana, sia quella tradizionale sia a quella ‘green’, settore strategico il sistema produttivo italiano”.

   “E oggi sollecitiamo in prima persona Eni – prosegue l’assessore veneto – a confrontarsi con le Regioni del Nord, nella sede-simbolo del Petrolchimico veneziano, sull’impegno preso di mantenere il ciclo del cracking a Marghera e di effettuare gli investimenti di efficientamento necessari per adeguare gli impianti in modo da poter rinnovare l’autorizzazione in scadenza tra due anni. Le tre regioni del Nord chiedono  a Eni-Versalis di investire nei tempi concordati i 1,2 miliardi già programmati negli impianti del quadrilatero padano, che sono assolutamente necessari per la conservazione delle capacità produttive e lo sviluppo delle potenzialità del mercato”.

   “Infine, sollecitiamo Eni a cercare, qualora intendesse mantenere la scelta di cedere quote di Eni-Versalis– conclude Donazzan – un partner già inserito nel mercato, con impianti in funzione distribuiti nei paesi del mondo, che sia in grado di proiettare la chimica italiana, sia tradizionale sia ‘verde’, nella competizione dei grandi produttori globali, disposto ad investire e sviluppare forti investimenti a sostegno della ricerca, dell’innovazione e dell’occupazione. E’ un gioco il futuro di un settore che conta in Italia 2800 imprese, per un valore di 52 miliardi di euro e una capacità occupazionale di 450 mila posti, tra dipendenti diretti e indiretti”.

20 gennaio 2016

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