Catizone (Pd): “Nuovo congedo di maternità dà un messaggio sbagliato”

Intervista all'avvocato e responsabile delle Pari opportunità del PD, sulla manovra finanziaria e su nuovi provvedimenti legati a welfare e famiglia
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ROMA – “Penso che sia un provvedimento sbagliato. E’ vero che una donna puo’ lavorare fino al parto, ma si dà un messaggio sbagliato”. Non ha dubbi Andrea Catizone, avvocato e responsabile delle Pari opportunità del PD, intervistata dalla Dire sulla manovra finanziaria e su nuovi provvedimenti legati a welfare e famiglia.

“Proprio ora che siamo in un momento di crisi generale- spiega- dobbiamo ripensare alcuni modelli che abbiamo sposato. E’ l’occasione di fermarci a pensare. Noi donne saremmo in grado di lavorare anche il giorno dopo il parto, per senso del dovere e per non voler esser messe da parte, ma esser considerate solo soggetti produttivi fino a poco prima di partorire non va bene”.

Quanto all’estensione del congedo di paternità e ai fondi, che pare ci saranno, “sarebbe il caso però che non ci fossero solo misure spot- continua Catizone- a tempo determinato. Un paese attento al tema della natalità deve avere ‘pensieri lunghi’, non solo dettati dal consenso estemporaneo. Serve una riforma generale su natalità e genitorialità”.

“C’è preoccupazione” sul ddl 840/2018, anche per l’associazione nominale tra immigrazione e sicurezza. Parla di “riduzione dell’ombrello di tutela” Andrea Catizone, avvocato e responsabile delle Pari opportunità del Pd intervistata dalla Dire sull’agenda di governo. 

“Molte persone già inserite in un percorso di integrazione finiranno in un circuito di illegalità. Tutto è fuorché generatore di sicurezza” spiega. E’ un tema “difficile” più che in passato, quando le condizioni economiche erano diverse. “Oggi c’è paura, isolamento, la percezione dell’invasione supera e disconosce i dati reali sul fenomeno. Per questo serve un patto tra italiani e stranieri se vogliamo creare una società migliore e integrata e le società che nascono sull’incontro di varie popolazioni sono le piu’ forti” conclude.

Pochi ministri donna: uno dei tratti del governo attuale e un problema che questo esecutivo, “ma la classe politica in generale ha con il genere femminile. C’è un problema tra questo governo e le donne e lo dico aldilà del fatto che sono all’opposizione di questo governo”. Lo dice con forza Andrea Catizone, avvocato e responsabile delle Pari opportunità del Pd, intervistata dalla Dire sull’agenda di governo. 

“In Italia- continua- in modo particolare siamo arretrati, sui ruoli apicali e non solo. Anche in tv sulle questioni cruciali compaiono solo figure maschili. E’ ingiusto perchè il punto di vista delle donne è diverso da quello degli uomini e solo insieme creiamo una visione completa. La democrazia paritaria è tale solo quando consente a uomini e donne di accedere negli stessi luoghi e negli stessi modi. Altrimenti rimane incompiuta. Anche noi donne però dobbiamo fare uno scatto in avanti, non attendere che qualcuno ci investa di ruoli. Il potere non si concede, si conquista sempre”.

Bene ‘Codice rosso’, ma non è novità

“Lodevole” ogni provvedimento che vada a contrastare la violenza sulle donne, ma “Codice rosso non è una novità”. Lo sottolinea Andrea Catizone, responsabile delle Pari opportunità del Pd, nel corso della sua intervista alla Dire sull’agenda di governo.

“Il precedente esecutivo ha lavorato molto sul fenomeno. Si chiamava Codice rosa. Importante poi, aldilà di questi provvedimenti lodevoli, è avere gli strumenti per liberarsi dalle violenze nelle relazioni affettive. Spesso l’uomo violento è anche colui che ha una forza reddituale maggiore e dal quale è difficile rendersi autonome”.

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19 Dicembre 2018
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