Una sedicenne palestinese schiaffeggia un soldato, il ministro israeliano: meriterebbe l’ergastolo

ROMA – “Dovrebbe finire i suoi giorni dentro a una cella“: questo il commento del ministro dell’Istruzione israeliano Naftali Bennett riportato dal quotidiano locale ‘Haaretz’, alla notizia dell’arresto all’alba di oggi di una 16enne palestinese. Ahed Tamim, già nota ai media internazionali per il suo attivismo in difesa dei diritti del suo popolo, è stata prelevata dall’esercito israeliano mentre ancora era nel suo letto, nella città di Nabi Saleh. Lo ha spiegato il padre sui social network, pubblicando anche un filmato dell’accaduto. L’accusa è di aggressione a due militari: un video circolato in internet nei giorni scorsi la ritrae mentre dà uno schiaffo a un soldato durante una manifestazione indetta per protestare contro la decisione americana di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele. La ragazza viene poco dopo raggiunta da una coetanea, una donna più grande e un bambino. Tutti e quattro cercano di mandare via i soldati.

Le tensioni nei Territori palestinesi occupati resta quindi alta

Le tensioni nei Territori palestinesi occupati resta quindi alta, riaccesa dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump. Intervistato sulla questione dalla trasmissione ‘Hard Talk’ della ‘Bbc’ sempre stamani, Bennett ha spiegato che “la questione palestinese è un fake, così come il concetto di Stato di Palestina”. “Da nessuna parte si parla più di Palestina, a eccezioni delle sale di registrazioni di Londra” ha aggiunto, provocando così la considerazione dell’intervistatore: “Questa radio locale è seguita dagli arabi di tutto il Medioriente e dalle comunità musulmane. Voglio citare la dichiarazione dei sauditi: ‘La dichiarazione di Trump è una flagrante provocazione nei confronti dei musulmani di tutto il mondo’. A questo lei si sente di rispondere che la questione palestinese è solo una bufala?”. “Se fosse stato davvero così importante, perché Gerusalemme non è stata data ai palestinesi all’epoca in cui era occupata dalla Giordania?”. Il dibattito tra i due prosegue tra vari botta e risposta che terminano con li ministro che si concentra sull’importanza di Israele in quanto “il più forte player regionale in chiave anti-iraniana”, l’unico in grado di fermare l’arrivo dei terroristi dall’Iran all’Europa: “Se prende una mappa – suggerisce Bennett al giornalista – e traccia una linea tra l’Iran e l’Europa si renderà conto che Israele è nel mezzo. Se non ci fossimo stati noi, voi vi ritrovereste invasi dai terroristi, fino a Londra. Per questo ci aspettiamo maggior sostegno da parte dell’Europa nella guerra al terrore”.

19 Dic 2017
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