Emilia Romagna

In Emilia-Romagna calano prescrizioni e consumo antibiotici

BOLOGNA – In Emilia-Romagna si usano meno antibiotici: nel 2015, ne sono state consumate 18,2 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, un dato migliore rispetto a quello degli anni precedenti, dove comunque la tendenza alla riduzione si era già registrata. Merito anche della campagna informativa “Antibiotici: è un peccato usarli male”, proposta a partire dal 2014 e rilanciata anche in questi giorni per promuovere un uso responsabile di questi farmaci. “Gli antibiotici sono farmaci preziosi, che hanno permesso di sconfiggere malattie devastanti”, sottolinea l’assessore alla Sanità, Sergio Venturi. “E’ un bene che i consumi diminuiscano e che diminuiscano le prescrizioni, stiamo lavorando nella direzione giusta- dice-. Ma bisogna insistere perché dobbiamo ridurre le antibioticoresistenze. La resistenza dei batteri agli antibiotici è un tema attuale, un problema che riguarda tutti, come testimoniano i dati epidemiologici a livello nazionale e internazionale. Facciamo un uso corretto degli antibiotici, usiamoli solo quando è necessario e, per qualsiasi dubbio, consultiamo sempre il medico di famiglia o il pediatra di fiducia”. Le 18,2 dosi medie giornaliere per ogni mille abitanti registrate lo scorso anno proseguono una tendenza in corso: furono 19,2 nel 2014 e 19,9 nel 2013. Il trend si registra in tutte le fasce di età, in particolare in quella pediatrica: fino ai sei anni il consumo nel 2015 è stato di 24,2 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti (27,4 nel 2014); nella fascia di età 7-19 anni il consumo è stato invece di 15,5 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti (18 l’anno precedente).

E’ inoltre diminuito il numero totale delle prescrizioni di antibiotici nella fascia pediatrica: 506.503 nel 2015 (593.744 nel 2014, 628.806 nel 2013). Rispetto alle antibioticoresistenze, come spiega la Regione i dati del sistema di sorveglianza dell’Emilia-Romagna hanno mostrato nel 2015 una stabilità o lieve riduzione delle resistenze batteriche rispetto all’anno precedente; fa eccezione il batterio Klebsiella pneumoniae (può provocare infezioni come la polmonite) che ha presentato un incremento della resistenza agli antibiotici. Nei bambini e adolescenti le resistenze agli antibiotici risultano stabili nel 2015 rispetto all’anno precedente. In particolare, le resistenze dei microrganismi che causano le più frequenti infezioni respiratorie (otite e faringotonsillite) sono “sotto controllo, entro livelli contenuti”: la resistenza di Streptococcus pneumoniae a penicillina si è verificata nel 3,7% dei casi pediatrici, quella di Streptococcus pyogenes all’antibiotico eritromicina nell’8,1% (un dato che oggi è quasi un terzo rispetto al passato: era il 22,6% nel 2007).

di  Mirko Billi, giornalista professionista

19 dicembre 2016
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