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Venezuela allo stremo: “Non c’è più nulla”

ROMA – “Il Venezuela e’ allo stremo, il governo sta agendo contro i cittadini”. E’ l’appello raccolto dall’agenzia DIRE da parte di volontari di una ong straniera che si occupa di inviare cibo e farmaci nel paese latinoamericano.

Alla carenza di beni primari si aggiungono disoccupazione, inflazione al 475% (secondo stime dell’Fmi) e interruzione dei servizi essenziali da parte dello Stato. Che tuttavia, a fronte di una situazione cosi’ grave- e che prosegue ormai da mesi – si ostina a non proclamare l’emergenza umanitaria.

Alla popolazione non resta che comprare al mercato nero a prezzi esorbitanti: un chilo di riso puo’ arrivare a costare circa 8 euro, l’equivalente di 20 giorni di lavoro. E sperare di non ammalarsi, perche’ i medicinali non ci sono piu’, neanche per chi e’ affetto da malattie croniche o tumore.

Negli ultimi giorni scontri sono scoppiati nelle strade, dopo che il Presidente Nicolas Maduro ha decretato il ritiro della banconota da 100 bolivar – il taglio piu’ alto, pari a 15 centesimi di dollaro – senza dare il tempo sufficiente per ottenere il cambio in banca. L’esasperazione e’ esplosa quando, dopo ore di fila fuori degli istituti di credito, si e’ scoperto che le nuove banconote erano terminate.

Maduro ha giustificato l’inconveniente parlando di un “complotto internazionale”. Il paese terzo a cui era stata ordinata al fabbricazione non avrebbe voluto consegnare il carico dovuto. Alcune fonti indicano la Svezia, e riferiscono che e’ stata disposta la spedizione della prima meta’ del carico, riservandosi di trattenere la seconda ad avvenuto pagamento. Ma il denaro stanziato dal governo venezuelano nel frattempo sarebbe scomparso, forse a causa della corruzione.

Alle proteste sono seguiti i saccheggi: secondo le fonti interpellate, solo nella localita’ di Ciudad Bolivar l’80% dei negozi e’ stato completamente svuotato sotto lo sguardo indifferente dei poliziotti.

“E’ stato portato via di tutto, non solo cibo, forse per poter barattare i prodotti con beni essenziali. Oggi nessuno ad esempio acquisterebbe un paio di scarpe“, ci spiegano ancora. E la vita per le ong e’ particolarmente difficile. Il governo non vuole gli aiuti internazionali e chi tenta di portare qualcosa dall’estero rischia grosso. Mesi fa – ricordano ancora- Lilian Tintori, moglie del leader dell’opposizione Leopoldo Lopez (attualmente in carcere) ha raccolto un ingente carico di medicinali dagli Stati Uniti e li ha distribuiti in diversi ospedali del Paese. Dopo qualche tempo uno di questi e’ stato assaltato da uomini incappucciati, che hanno portato via tutto.

“Hanno persino aperto le borsette delle mamme dei piccoli pazienti. Si tratta infatti di un centro pediatrico”. In un altro di Caracas e’ arrivata la polizia: ha arrestato alcuni medici e sequestrato tutte le forniture. “Noi sospettiamo azioni dimostrative da parte del governo, per scoraggiare qualsiasi aiuto. E’ gente senza scrupoli. E noi- concludono i volontari- non ci capacitiamo del fatto che la stampa internazionale non stia raccontando tutto questo”.

di Alessandra Fabbretti

19 dicembre 2016
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