Tg Sanità, edizione del 19 novembre 2018

Si parla di: Il sistema sanitario compie 40 anni, Fnomceo lo festeggia; Povertà e farmaci, oltre 500.000 persone senza cure

IL SISTEMA SANITARIO COMPIE 40 ANNI, FNOMCEO LO FESTEGGIA

La Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) ha celebrato a Roma i 40 anni del Sistema sanitario nazionale in una due giorni che ha riunito autorità, esperti e professionisti per fare il punto sul futuro del comparto. Era la fine del 1978 quando il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, promulgò la legge 833 che lo istituì. “La professione medica ha sempre garantito in questi quarant’anni il diritto alla salute dei cittadini. Urge una modifica dei criteri di ripartizione del fondo sanitario nazionale”, ha dichiarato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, durante il convegno, riferendosi al divario esistente tra le Regioni. Storia di eccellenza quindi, capacità di recuperare le diseguaglianze, ma anche nuove sfide, come quelle indicate da monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, intervistato dalla Dire durante la due giorni di Roma.

ITALIA SU BOMBA MICROBIOLOGICA, ALLARME ISTITUTO SUPERIORE SANITÀ

Le decine di migliaia di giovani italiani che oggi hanno 18 anni sono i figli del 1999, ovvero della fine dell’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola. E’ anche questa la causa del rischio sanitario di malattie infettive che corre l’Italia. L’allarme arriva dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, intervistato a margine della presentazione della tecnologia BlockChain contro la contraffazione dei farmaci. Il morbillo che altrove, come negli Stati Uniti, è stato sconfitto, da noi è fuori controllo. Il bimbo neonato che versa in condizioni molto gravi a Bari ne e’ solo l’ultima conferma e gli immunodepressi che non possono essere vaccinati in Italia sono ben 10mila. Se si abbassa la guardia il prossimo rischio e’ per malattie come poliomelite e difterite. “Allentare l’obbligo vaccinale- ha sottolineato il presidente Ricciardi- non e’ un buon segnale. Sara’ da rivalutare solo quando saremo in sicurezza, e ora non lo siamo”.

POVERTÀ E FARMACI, OLTRE 500MILA PERSONE SENZA CURE

Sono 539mila le persone povere che nel 2018 non si sono potute permettere cure o farmaci. Altre 3 milioni hanno limitato visite e accertamenti. E’ la fotografia del rapporto sulla poverta’ sanitaria, presentato nella sede dell’Aifa e realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci e dal Banco farmaceutico. Tra il 2013 e il 2018 la spesa per i medicinali e’ aumentata del 22% ed e’ boom di farmaci per il sistema nervoso, ma le famiglie povere hanno destinato alla salute solo il 2,54% del proprio budget. “Come farmacisti con la giornata della raccolta cerchiamo di fare la nostra parte”- ha dichiarato alla Dire Andrea Mandelli, presidente della Federazione farmacisti italiani, che ha anche parlato della crescente attenzione del sistema sanitario nazionale verso i farmaci innovativi.

MORBO DI CHRON, A MILANO CONGRESSO SUL FUTURO DELLE CURE

In Lombardia aumentano i pazienti affetti da colite ulcerosa o da Chron. Sono 40 mila contro i precedenti 26mila. Se ne è parlato all’Università di Milano in occasione del congresso sulle malattie infiammatorie intestinali. Gli specialisti si sono confrontati su farmaci biologici, stem cell, piano di azione regionale lombardo sullo screening del carcinoma colon-rettale, ma anche sul peso delle patologie gastrointestinali nella sanità europea. La priorità del futuro è gestire i pazienti in team multidisciplinari. “Il 25% dei ricoveri ospedalieri- ha spiegato Maurizio Vecchi, Direttore di Unità Operativa Complessa al Policlinico di Milano- è dovuto a malattie grastroenterologiche, seconde solo a quelle cardiovascolari. Molte sono croniche e recidivanti”. Un impatto economico piuttosto pesante, ma anche una speranza che viene dalle ottime risposte dei pazienti a cure sempre più innovative.

ICTUS, IN ITALIA 1 MILIONE DI PERSONE CON DISABILITÀ

Sono 150.000 le persone colpite ogni anno in Italia da ictus e quasi un milione quelle che ormai vivono con disabilità conseguenti alla patologia. Di ritorno alla normalità e reinserimento professionale si è parlato in un convegno organizzato a Roma dalla Fondazione Santa Lucia e Inail. Disabilità cognitive, difetti d’attenzione e afasia, ma spesso anche depressione rappresentano i danni piu’ estesi e i maggiori impedimenti per tornare a lavorare. Più colpite le professioni manuali rispetto a quelle intellettuali. Spesso però è proprio nel mondo del lavoro che si annida un fattore di rischio per l’ictus. Il nemico è lo stress e “le persone più esposte- ha spiegato il neurologo Carlo Serrati- sono quelle soggette a moltissime sollecitazioni senza la possibilita’ di decidere e selezionare quello che si può e non si può fare”.

DISABILITÀ ONCOLOGICA E DIRITTI: ORA C’E’ ‘FILOS’

“Ho un tumore, come posso ottenere l’invalidità?”. Oppure: “Come posso fare per assentarmi dal lavoro quando devo accompagnare mio padre a fare la chemio?”. Arriva Filos, il primo assistente virtuale che informerà gratuitamente i pazienti e i loro caregiver sui diritti collegati alla cosiddetta disabilità oncologica. Presentato al Senato nei giorni scorsi, è un progetto nato da Aimac (Associazione italiana malati di cancro) e Fondazione IBM. Bastera’ andare sul sito www.aimac.it e Filos rispondera’ h24. “In Italia- ha ricordato l’avvocato Elisabetta Iannelli, vice presidente Aimac, durante la conferenza di presentazione- un malato di cancro su 3 è un lavoratore, sono ben 4 milioni i caregiver oncologici e vogliono sapere come difendere i propri diritti anche sul lavoro”.

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19 Nov 2018
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