Politica

Pensioni, Furlan (Cisl): “Camusso sbaglia, abbiamo ottenuto di più”

ROMA – “Susanna Camusso sbaglia. Sui lavori gravosi abbiamo ottenuto persino più di quel che chiedemmo poco più di un anno fa tutti insieme: noi, Cgil e Uil”. E’ quanto sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in una intervista a “La Stampa” confermando la posizione della Cisl favorevole ad una intesa con il Governo.

“Il mio mestiere è quello di fare sindacato. E un sindacato ha il dovere di portare a casa risultati. Quando i risultati sono a portata di mano, li si coglie”, aggiunge la leader della Cisl. “Ci sono alcuni punti da precisare, ad esempio sulla platea di lavoratori del settore siderurgico da far rientrare nell’ambito delle esenzioni. Ma siamo in un momento particolare del Paese, a breve il Presidente della Repubblica scioglierà le Camere ed ogni giorno perso è uno in meno per introdurre questo pacchetto nella Finanziaria per il 2018. A condizioni date abbiamo portato a casa risultati importanti. Nel Paese delle meraviglie di Alice forse sarebbe andata diversamente”.

Per la Furlan “di riforma in riforma si è creato un meccanismo che non dà alcuna certezza alle persone che aspirano al riposo. La modifica del meccanismo sull’aumento dell’aspettativa di vita per tutti i lavoratori e lavoratrici è una risposta in questo senso. Ai giovani pensa la Finanziaria con misure come la decontribuzione e lo sgravio fiscale per le aziende che fanno formazione. Al di là del problema demografico, la vera risposta a favore dei più giovani è quella di migliorare l’offerta di lavoro. Per questo ci vuole una riforma dei centri per l’impiego?e delle politiche attive”.

Rispondendo ad una domanda sulla situazione dei salari, la leader del sindacato di via Po ha replicato che “per far salire i salari occorre legarli di più alla produttività. Gli sgravi fiscali per chi firma gli accordi aziendali sono importanti, ma occorre anche un modello contrattuale diverso. Su questo abbiamo firmato accordi con Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato. Manca solo Confindustria”.

19 novembre 2017
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