Sanità

Aifi Lombardia a confronto con le istituzioni: cambiare gestione terapie pazienti cronici


MILANO – L’aumento dell’aspettativa di vita in Italia sta mettendo in luce, oltre al progressivo invecchiamento della popolazione, anche l’esplosione di una serie di patologie proprie dell’eta’ avanzata, spesso croniche e soprattutto estremamente limitanti per quanto riguarda la qualita’ della vita. In questo contesto, il fisioterapista puo’ essere in grado di cogliere molti degli aspetti propri di questa condizione, impegnato com’e’ a mettere la propria professionalita’ al servizio del paziente, con lo scopo di ricreare, per quanto possibile, le condizioni per una qualita’ di vita consona e degna.

E’ questa l’indicazione di uno studio dello scorso anno condotto su 168 pazienti con ginocchio artrosico divisi in due gruppi, uno trattato con artroscopia e l’altro con approccio fisioterapico: non sono emerse differenze significative sulla funzionalita’ e sul dolore del ginocchio artrosico, migliorando la qualita’ di vita. Con meno medicine e costi più bassi per tutto il Sistema. La ricerca, dal titolo ‘Cost-effectiveness analysis of arthroscopic surgery compared with non-operative management for osteoarthritis of the knee’, e’ pubblicata sul National Center for Biotechnology Information della U.S. National Library of Medicine.

A sinistra Gianluca Rossi Presidente Aifi Lombardia. A destra Carlo Borghetti Capogruppo PD in Commissione Sanità Regione Lombardia.

Si e’ parlato anche di questo al Royal Garden Hotel di Assago, alle porte di Milano, dove l’Aifi Lombardia in collaborazione con Arir, Gis Fisioterapia Geriatrica, Gis Neuroscienze, Gis TFTR e Sicoa ha organizzato un convegno proprio per discutere della fragilita’, della cronicita’, e delle nuove prospettive che investono un mondo, quello della fisioterapia, ancora alla ricerca di una valorizzazione delle proprie competenze e dei propri strumenti.

In Lombardia in particolar modo si stima che il 30% della popolazione sia affetta da patologie invalidanti e croniche proprie dell’anzianita’ che pero’ ha bisogno del 70% delle risorse.


LE RICHIESTE DEI FISIOTERAPISTI

Se si aggiunge il fatto che la Regione Lombardia da due anni ha messo in campo una riforma sanitaria volta alla gestione territoriale del malato cronico ma ancora manca l’attuazione pratica del progetto, ecco ora spiegato il motivo per cui i fisioterapisti, “che non hanno un albo ma hanno dietro Aifi”, come ricorda il tesoriere Aifi nazionale Patrizia Galantini, si sono riuniti coinvolgendo le istituzioni regionali e chiedendo a gran voce che si valorizzi la professione.

“Chiediamo che Regione Lombardia ci ascolti per arrivare a dire che i fisioterapisti sono in grado di portare evidenze scientifiche dimostrando che riusciamo a fare qualita’ uguale con costi inferiori”, dice il presidente lombardo Aifi Gianluca Rossi, che ha fatto gli onori di casa ospitando vari rappresentati di ogni gruppo fisioterapico, da quello cardiologico a quello geriatrico. Tutti uniti nel mostrare l’evidenza che un fisioterapista spesso puo’ intervenire meglio di una terapia medica.

Se Regione Lombardia dice che deve essere efficace e al contempo risparmiare, come si puo’ fare?” si chiede Rossi. In fondo “non ha fatto ancora una vera scelta- prosegue il presidente lombardo Aifi- che sarebbe quella di cambiare i processi terapeutici”.



PAGANETTI: RENDERE AGEVOLE LUOGO DOVE IL PAZIENTE VIVE

“Per tutti quei pazienti che hanno bisogno di avere la tecnologia assistiva a portata di mano è imprescindibile che prima ci sia una valutazione delle loro possibilità e anche di quello che sta attorno a loro. Non a caso nelle tecnologie assistive si coniugano l’ausilio, l’ambiente, l’abbattimento delle barriere, tutte quelle possibilità che abbiamo per rendere agevole il luogo dove la persona vive”. Sono le parole di Pia Paganetti, fisioterapista nelle tecnologie assistive, intervistata a margine del congresso organizzato da Aifi Lombardia in merito al ruolo del settore nella gestione di cronicità e fragilità.

A detta di Paganetti nella presa in cura del malato cronico ci sono due aspetti, “da una parte gestire l’emergenza con medici, macchinari e diagnostica”, mentre dall’altra “inserire le possibilità tecniche a quelle tecnologiche che assistano il paziente“.

Ad esempio permettere “a un paziente cognitivamente non competente” di ricevere “continua assistenza sulla rilevazione delle proprie posizioni, per far sì che non siano pericolose“, conclude Paganetti.



MAGLIO: FISIOTERAPIA CARDIOLOGICA SI ADATTI AD ANZIANI

“La fisioterapia cardiologica che per anni ha puntato sull’allenamento aerobico adesso deve cambiare target perché il paziente è diventato anziano e fragile, e di conseguenza la malattia cardiaca è sempre cronicizzante“. Sono le parole del fisioterapista cardiologico Gabriele Maglio, Sicoa, intervenuto a margine del congresso organizzato da Aifi Lombardia per discutere della presa in carico e della cronicità di molte patologie che sta accompagnando il progressivo invecchiamento della popolazione.

Secondo Maglio, infatti, “occorrono dei processi riabilitativi che riguardino queste nuove sfide”, e la fisioterapia cardiologica si sta ampliando in questo senso. “Il problema del cardiopatico è quello di essere un malato che non sa di avere bisogno di attività fisica come ad esempio lo è chi si rompe una gamba o chi ha un ictus”, fa sapere Maglio, quando invece “l’attività fisica di fatto riduce del 50% il rischio recidive. Questa è una cosa che poco si sa come cultura generale ma le evidenze scientifiche di più alto livello lo dimostrano”.


LE RISPOSTE DELLE ISTITUZIONI

Alle domande dei fisioterapisti, arrivano alcune risposte dalle tavole rotonde a cui hanno partecipato rappresentanti politici. Se da parte del capogruppo dem in commissione Sanita’ regionale Carlo Borghetti viene lanciato un appello alla maggioranza affinche’ si eviti che “l’ente gestore rischi di essere una ulteriore ospedalizzazione del cronico mentre noi dobbiamo fare il contrario”, da parte della consigliera leghista Silvia Piani c’e’ la promessa di calendarizzare al piu’ presto un incontro in commissione Sanita’, perche’ “come tutte le rivoluzioni anche questa riforma presenta delle criticita’ risolvibili”, e “noi in commissione siamo aperti a recepire qualsiasi tipo di proposta”.



BORGHETTI (PD): DARE PREVENZIONE DIFFUSA AI MALATI CRONICI

“L’idea iniziale della riforma sanitaria era quella di creare strutture sul territorio che fossero presidi territoriali sociosanitari e ospedalieri. Io credo che la Regione Lombardia dovrebbe mettere in atto questa buona previsione perché l’ente gestore rischia di essere un’ulteriore ospedalizzazione del cronico mentre noi dobbiamo fare il contrario, portare il cronico sul territorio e dargli servizi di riabilitazione e prevenzione diffusa“. Lo dice il capogruppo Pd in commissione Sanità a Palazzo Pirelli, Carlo Borghetti.

Il consigliere dem, ospite del congresso organizzato da Aifi Lombardia per parlare della gestione fisioterapica dei malati cronici e di quelli più fragili, interviene sollecitando la giunta regionale a dare nuova linfa a un settore, quello della fisioterapia riabilitativa, che rischia di finire nel dimenticatoio.

I fisioterapisti sono importanti in fase di riabilitazione ma anche in fase di prevenzione– chiude Borghetti- e il nuovo modello della Regione Lombardia rischia di non valorizzare a sufficienza il loro ruolo”.



PIANI (LEGA) INVITA AIFI LOMBARDIA IN COMMISSIONE REGIONE

“Credo che i fisioterapisti abbiano un ruolo cardine perché hanno il compito di rendere migliore la qualità della vita dei cronici e dei fragili. Io mi sono presa l’impegno di far venire Aifi in commissione regionale Sanità e politiche sociali, e credo sia quello il luogo giusto per parlare delle criticità ma anche per fare ed accogliere proposte. Ho chiesto che l’incontro con Aifi in commissione venga calendarizzato a breve e mi impegno nel portare a termine questa promessa”.

Sono le parole della consigliera regionale il Lombardia Silvia Piani, del gruppo Lega Nord. Piani è intervenuta a margine del congresso organizzato da Aifi Lombardia per discutere della presa in carico dei pazienti cronici e del ruolo ancora incompleto incarnato dai fisioterapisti nella riforma sanitaria promossa in Regione Lombardia, di cui Piani è oggi rappresentante.

La riforma è stata doversosa per rispondere all’invecchiamento progressivo della popolazione”, dice la consigliera leghista, anche perché “abbiamo dovuto fare i conti con il relativo aumento delle patologie croniche, e parliamo di oltre 3 milioni di cittadini”.

A detta di Piani appare chiaro che “come in tutti i percorsi innovativi, ci siano delle criticità che vanno risolte”, e che soprattutto “si possono risolvere”.

19 novembre 2017
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