Manovra, Cna: “Delusi sul fisco, si poteva fare di piu'”

MILANO – “Sul fisco bisogna fare di più, ci dispiace molto che l’Iri sia stata cancellata, ci aspettiamo che l’Ires possa essere utilizzata anche dalle imprese non di capitale, ma di persone”. Lo dichiara Sergio Silvestrini, segretario generale della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna) intervistato oggi pomeriggio dalla ‘Dire’ a margine dell’ottava edizione della “Cna Next 2018” a Milano.

“Lavoreremo nel corso di questi mesi perché la manovra assuma contorni sempre più netti, tesi verso un aumento degli investimenti e dei consumi e la diminuzione del cuneo fiscale”, annuncia Silvestrini, che avverte: “Ci vuole una grande, grandissima attenzione ai mercati finanziari: uno spread che vola verso i 400 punti, potrebbe significare che ci mangeremo tutto il prodotto fatto con la manovra finanziaria”. Da qui, il segretario nazionale della Cna chiede al governo “dialogo con l’Europa, che deve rimanere nel nostro orizzonte strategico”, anche se “si può discutere, si deve affermare un’idea nostra, ma sempre in una logica di responsabilità e di realtà, fuori da questa logica rischieremmo molto, e noi non possiamo rischiare”.

CNA: “BENE MISURE ESPANSIVE, OLTRE IL RIGORE”

Della manovra economica italiana “condividiamo il tono espansivo, il tentativo di superare il rigore fine a se stesso”, prosegue Sergio Silvestrini, segretario generale della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna). Silvestrini evidenzia che proprio il rigore eccessivo “negli ultimi anni non ha fatto espandere l’economia, non ha fatto innalzare il prodotto interno lordo, e ha fatto aumentare il debito”.

Certo, continua, “la manovra sottende una scommessa, che si giocherà sul fatto che dovremo trovare tutte le parti a disposizione per aumentare i consumi e gli investimenti, e ridurre il peso fiscale sulle imprese“.  Per la Cna “qualche tentativo c’è: lo vediamo con la sterilizzazione dell’Iva, con il reddito di cittadinanza, non solo teso alla coesione sociale, ma anche all’innalzamento dei livelli di consumo della domanda interna”.

Da parte della Cna giudizio positivo anche “nella riconferma, salvo smentite, degli eco-bonus, degli incentivi sulla ristrutturazione, che per noi sono elementi fondamentali”, precisa Silvestrini, secondo il quale, tuttavia, “di più va fatto sulla diminuzione della pressione fiscale sulle micro imprese, anche se apprezziamo la flat tax su tutte le micro imprese che fatturano fino a 65.000 euro, ma si poteva fare di più”, seppur si tratta di “un buon tentativo”.

Ma è sulla burocrazia, di cui si attende il decreto, “che ci giocheremo la partita”, osserva ancora Silvestrini che cita una ricerca della “Cna, diffusa qualche giorno fa e molto apprezzata, che dimostra come sia possibile abbassare i livelli burocratici delle piccole e medie imprese e per le imprese artigiane di questo Paese”.

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19 ottobre 2018
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