A Bologna è boom di b&b, non ci sono più case per gli studenti

BOLOGNA – Rischi minori e guadagni maggiori. E così il mercato degli affitti turistici rischia di mangiarsi una fetta consistente degli appartamenti un tempo destinati agli studenti fuori sede. Accade a Bologna, dove i ragazzi che hanno scelto di iscriversi all’Alma Mater da altre città e da altre regioni fanno sempre più fatica a trovare casa: per loro spesso rimangono gli alloggi peggiori a prezzi sempre più elevati.

“Si fa sempre più fatica a rispondere alle esigenze degli universitari”, certifica Stefano Minghetti, area manager di Tecnocasa per l’Emilia-Romagna, che ieri mattina ha presentato i dati del primo semestre dell’anno, che restituiscono la fotografia di un mercato piuttosto dinamico, con una crescita dei prezzi delle case (+1,6%) superiore a quella registrata nelle altre grandi città italiane.

“SPESSO NON ABBIAMO PIU’ ALLOGGI DA PROPORRE AGLI STUDENTI”

“I mesi di settembre, ottobre sono stati sempre caotici, ma ora lo sono molto di più e spesso non abbiamo più alloggi da proporre ai ragazzi“, ammette l’agente immobiliare. D’altra parte, sul fronte degli affitti turistici e dei B&B si registra “una crescita esponenziale”. Non solo, c’è chi acquista appartamenti e case per investire contando sui nuovi guadagni garantiti dal turismo.

IN BOLOGNINA SI COMPRA PER AFFITTARE AI TURISTI

Un fenomeno di cui stanno beneficiando anche quartieri considerati meno attraenti, come la Bolognina, associata negli ultimi anni a fenomeni di degrado e criminalità: ecco, in Bolognina si compra (a poco) per affittare ai turisti, contando sulla vicinanza della stazione dell’Alta velocità, sulla prossimità al centro storico e sulle numerose linee di trasporto pubblico. Allo stesso modo gli addetti ai lavori si aspettano che l’apertura di Fico impatti positivamente sul mercato delle case in San Donato. L’espansione della Philip Morris ha avuto questo effetto in zona Saffi.

EATALY FARA’ BENE ALLA ZONA SAN DONATO-SAN VITALE

All’avvento di Eatalyworld viene attribuita la recuperata dinamicità dell’area di San Donato, dove gli agenti prevedono che prenderanno casa molti dei futuri dipendenti del Parco: nella macroarea San Donato-San Vitale i prezzi degli immobili nel primo semestre del 2017 sono cresciuti del 2%. Solo il centro storico fa meglio con un rialzo delle quotazioni del 5,3%. Bene anche la zona Saffi e quartieri limitrofi: i prezzi salgono dell’1,9% e anche gli affitti vanno bene. Secondo gli agenti di Tecnocasa è su questo spicchio di città che si vede meglio l’impatto degli investimenti fatti a Crespellano da Philip Morris e delle nuove assunzioni effettuate dal colosso del tabacco.

BOLOGNA PRIMA A USCIRE DAL TUNNEL

In generale il mercato delle locazioni va a gonfie vele: per i bilocali i prezzi sono aumentati del 4,6% (510 euro il canone medio) e per i trilocali del 3,4% (620 euro di affitto). “Bologna, che negli anni della crisi ha accusato flessioni pesanti, è però la prima delle grandi città (dove prevale ancora il segno meno) ad uscire dal tunnel e a registrare un rialzo dei prezzi degli immobili: da luglio 2016 a luglio 2017 l’incremento è stato del 2,6%, dal 2015 dell’2,1%.

CHI COMPRA CASA CERCA AL 54% UN TRILOCALE

La tipologia di immobile più richiesta è il trilocale (così per il 54% di chi cerca), con un budget medio che oscilla per il 32% degli acquirenti tra i 120.000 e i 170.000 euro. Al rialzo dei prezzi corrisponde, però, una leggerissima frenata delle compravendite in città, diminuite dello 0,5% (in provincia c’è, invece, un aumento del 3,5%). Gli acquisti (2.787 nel primo semestre), sono sostenuti da tassi d’interesse bancari bassi. Più incerto il futuro, soprattutto nella manovra del governo gli incentivi per ristrutturazioni ed efficientamento energetico verranno ridotti. “Ci sarà un impatto negativo, difficile dire quanto”, conclude Nicola Stefanelli, consulente Tecnocasa.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

19 Ottobre 2017
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