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DIRE dire...tta

DIRE…tta dalla giungla metropolitana

Il Lunedì nero di IBERIA – Lettera aperta alla dolce IBI.

aeroporto_bologna3BOLOGNA- Ore 4.30, mio figlio di quattro anni pensa bene di trasferirsi nel mio letto e di cominciare a sognare, credo un misto tra combattimenti marziali e corsa ad ostacoli. Questo, se non avessi terminato di preparare il mio campionario tre ore prima potrebbe anche sembrare divertente.

Ho detto il mio campionario perché mentre le persone serene viaggiano con la valigia, quelli come me viaggiano con tutti i campioni del prodotto che possono portare. Possiedo infatti una piccola impresa che produce maschere sportive, visiere ed occhiali ed altri beni di consumo. A Madrid c’é una persona che mi vuole vedere per questo motivo, è un cliente che opera in tanti settori, tra cui quello aerospaziale. Come tutti i clienti per me è molto importante, ma forse è anche di quelli speciali perché avevamo deciso solo ieri che dovevamo assolutamente incontrarci e, siccome abbiamo fissato una riunione alle nove e mezzo, decido di prendere l’aereo alle sette.

Inutile dire che la sveglia delle 5.30 mi trova già bellamente sotto la doccia; tra gli improperi generali e le grida dei bambini, esco insaponato e tale mi vesto, avendo bada bene l’accortezza di prendere con me una camicia ed un paio di calzini in piu’, che insieme al mio kit da espatrio costituiranno le mie sole dotazione di tipo personale (in vista di una trasferta di poche ore maschere, occhiali, visiere e caschi affollano anche il bagaglio a mano e la ventiquattrore, sob).

I più, cioè quelli che non pianificano i viaggi con poche ore di anticipo come accade a me, si staranno chiedendo non senza una certa perplessità cos’è un “kit per espatrio”.

Si tratta un sacchetto da freezer (pronto ispezione) con spazzolino, deodorante, rasoio, tagliaunghie, pinzette, specchietto, cerotti (!), bentelan, moment, dissenten, formistin, aulin, imodium, oki, voltaren, collirio e tanti altri medicinali, credo per lo più scaduti…. non me ne vogliano i farmaceuti per l’ordine improprio in cui enumero prodotti e principi attivi, ma rispecchia bene il guazzabuglio di compresse semi-fuoriuscite dai loro blisters così come appaiono al mio occhio arrossato. Ora, io non sono un fanatico dei farmaci ma una indolente forma di scaramanzia mi impone di lasciarli li aumentandone casomai il numero, nella speranza che non servano affatto.

aeroporto_bologna2Dunque ho un volo alle 7.00 del mattino ed uno per rientrare alle 8.40 di sera, o de la tarde, come dicono a destino. Per prudenza ho pagato la differenza per un volo aperto, in modo da effettuare cambi di prenotazione e spostamenti se sovviene qualche imprevisto. Ho anche maniacalmente salvato pagine, pdf, QR codes e quant’altro nel telefono, rigorosamente carico e lo ho posto in mezzo alla mia carta di identità per esibirli con rapidità ai controlli.

Con una complessa manovra logistica raggiungo la piazzola dei taxi di Pontelungo a Bologna (dopo il ponte sul Reno della via Emilia Ponente) in furgone con una enorme valigia da 22,5 chili, un trolley e una ventiquattrore per quasi 40 chili di peso. Le ruote aiutano, ma non chiederei  troppo alla mia schiena quindi mi faccio aiutare dal tassista nel trasbordo e via, verso il Check-in.

Prima amara sorpresa: una coda di indiavolati passeggeri, per lo più pubblicitari diretti ad una convention a Madrid, mi informa che il volo è in ritardo. Poi, mentre a turno sorvegliamo le valigie per lavarci, mangiare o fumare la notizia che mi lascerà il croissant nell’esofago per 2 giorni: cancellato, CANCELLATO... Che cribbio vuol dire CANCELLATO? Si, la pista era inagibile per lavori e l’aereo non è neanche partito da Madrid ieri sera.

Parlo con te Iberia: hai voluto il mio numero di telefono e per darmelo mi hai fatto barrare tante caselline di privacy e diritto al telmarketing, ma lo sai che te lo ho dato per un solo motivo: hai scritto vicino al mio numero che serviva per avvisarmi in caso di problemi, così avrei potuto far valere il mio costosissimo biglietto cambiando orario di partenza e/o di arrivo e avvisare il mio pregiatissimo cliente…

Ora va bene tesoro, nel parapiglia generale ti sei dimenticata il messaggino per me :-( , ma ora, perché alle operatrici dell’handling i tuoi voli risultano tutti pieni e nei nostri smartphones no?

Cosa c’è che non so? Tra urli, pugni battuti sul bancone e ricostruzione di coincidenze, i passeggeri più battaglieri se ne vanno con UNA COLAZIONE OMAGGIO e rotte improbabili (No Madrid, esta bien? nonono, vale eh) per le loro ultime mete. Va bene, eri in difficoltà e ti sei fatta aiutare dalle tue amiche “altre compagnie”, ma i tuoi voli erano davvero pieni? E noi passeggeri diretti a Madrid, noi che dobbiamo lavorare e rientrare in giornata, che dobbiamo fare? Siamo rimasti solo noi … Tu hai un volo che parte da Bologna alle 12.40, ma non ci vuoi: ti stai vendendo gli ultimi biglietti online ma né con il software dell’handling né con Zulu (si una receptionist ha detto “ora proviamo a forzare tutto con Zulu” nel tripudio generale “E daie, daie con Zulu, vaaaaai!!!!” per poi abbassare lo sguardo spento sulla tastiera chiedendo se conoscevamo qualcuno in una Agenzia di viaggi, EHHHHHH? In una cosa?, mah… meglio non sapere…)

Il delirio fase 2: IBI, me lo ricordo come fosse stamattina: la tua prima proposta è una navetta che ci porta a Venezia, che romantica che sei, dove un tuo volo in partenza intorno alle undici ci avrebbe depositato a Madrid prima della una e mezza. Avviso il mio cliente.

Purtroppo la navetta non giunge mai, verso le 10.30 cominciano i primi dubbi sulla reale fattibilità dell’operazione. Le handlers (credo si chiamino così) annuiscono simultaneamente: è stata autorizzata una navetta. Questo fa piacere a noi tutti, ma dov’è? Riavviso il mio cliente, che fra l’altro cara IBI, ti posso chiamare così?, è l’amministratore delegato di un tuo fornitore. Forse lui ti conosce meglio di me perché comincia a ridere e mi dice che si trasferisce nel suo ufficio vicino all’aeroporto, “Amigo, Llámame cuando llegues, ahahaha”. Affatto rassicurante. Dopo 4 ore in piedi di fronte al nastro bagagli i primi desistono ed accettano LA COLAZIONE OMAGGIO ed un volo serale o il giorno successivo. Io no, non posso, non voglio, sto già facendo una pessima figura per colpa tua. La seconda soluzione ha del tragicomico: un volo da Milano, dove però devo andare in treno per poi chiederti il rimborso. NON HAI UNA SCUSA PIU’ CREDIBILE PER MANDARMI VIA? Bene, il nostro idillio è finito, sbotto anch’io …

I miei neuroni si connettono e capisco quante minchiate hai fatto: chiamo mia moglie che mi ricorda di essere una giornalista (già), ma aspetta eh, non c’è ancora la notizia, si, no, non ho ancora accoppato nessuno, peccato, click. Poi il mio avvocato (agguerrita amazzone, ora anche neo mamma) a cui subito chiedo se secondo lei posso prendere un Piaggio C180 o un altro volo privato e poi addebitartelo, beh, si, in teoria se ti aspetta un cliente che stasera parte e ti sfuma un affare, ma hai un contratto?

Dunque sotto la Minaccia legale, appesantita da ipotesi di Sputtanamento Mediatico ed Embargo Industriale si libera magicamente un posto sul volo delle 12.40. La handler mi riemette tutti, bada bene, TUTTI I BIGLIETTI e forse qualcuno in più. Ci baciamo ed abbracciamo a lungo tra la commozione generale… Sembra ufficiale e gentiluomo, solo che lei ha venti anni più di me ed ho già una famiglia, peccato, potevamo partire insieme con tanti biglietti e non tornare più. Mi congeda con una COLAZIONE OMAGGIO che servono solo nel bar dall’altra parte dell’aeroporto. E’ mio diritto e vado a fruirne, ma dopo le varie colazioni fatte chiedo di barattare il tutto con un panino.

Autostrade per l’Italia in persona magnanimamente acconsente.

Avverto il mio cliente che in 2 ore sono li’.

Ci crederesti mai se ti dico che il volo è in ritardo? Arrivo ad oltre le 16.  Inutile dire che la riunione, davanti ad un jamon de bellota e uno spumante che attendono dalle 9.30 del mattino  diventa una corsa ad ostacoli che termina, solo per la proverbiale ospitalità e temo anche la compassione suscitata dal mio aspetto furibondo, a suon di “cagne” (birra) in una prosciutteria de luxe fatta aprire per l’occasione.

Il duegno (mi manca la tilde) in persona mi porta con un’auto di grossa cilindrata a velocità supersonica al volo di rientro con oltre un’ora di anticipo al MALLETTA DROPPER, lì succede l’imprevedibile:

aeroporto_valigiaLEI HA TROPPI BIGLIETTI, nooooooooo, non è vero, e’ uno scherzo dai, NO: deve mettersi in coda alla biglietteria così capiamo con quale può partire. Passo da un faceto “2 ticket is better than none” ad un elenco dei pochi improperi che conosco in spagnolo, mentre inesorabile il tabellone, scandisce l’inizio dell’imbarco del volo per BOLONIA, si per te IBI io ho sempre abitato a BOLONIA. A questo punto scopro di non potere più imbarcare il bagaglio macigno e chiedo se posso lasciarlo da qualche parte per farlo recuperare al mio ospite. NO SE PUEDE, oppure se puede ma devo uscire dall’aeroporto :-O . Ad un certo punto d’accordo con la Guardia Civil chiedo che venga brillata. Mi spiegano ridendo che non dovevo farmi vedere se no devono arrestarmi :-( …

Ok, cara IBI, mi dici tu ammiccante nella persona della receptionist: vai all’imbarco così e prova a salire, in fondo hai 2 biglietti, no? Ti apriamo il passaggio destinato al personale, figo no? NO: Perché passa di qui? Ehm perché ho fretta… Chi la ha fatta passare? Quella signori… Ok, che facciamo? Sono talmente esacerbato che dopo avere rovistato e rivoltato tutti i bagagli mi fanno i tamponi per sapere se mi drogo etc… Mi lasciano andare con tante scuse invitandomi a fare una bella corsa che mi fa bene…

Una bella corsa? SI’ CORRO, CORRO, con 40 chili di ROBA ADDOSSO, CORRO, CORRO (la serie di gates K e’ a 15 minuti segnalati da li’, CORRO ed arrivo in 10 minuti, col cuore in gola ed i polmoni dolenti, con una crisi di asma ed incapace di parlare, in fondo ho dormito tre ore un paio di giorni fa, forza, non crollare proprio adesso… Ehm abbiamo proprio appena chiuso il gate ;-P se arrivava trenta secondi prima… HO DUE BIGLIETTI, DUE ,  DOS BIGLIEETTOOOS, DOS TICKETS, TWOOOOOO!!!!

L’ufficio reclami mi regala UN TRASFERIMENTO IN NAVETTA (che tarderà un’ora ad arrivare), UNA CENA, UN PERNOTTAMENTO e udite udite UNA COLAZIONE GRATIS.

Il giorno dopo satollo e ripulito (mi sono anche cambiato camicia e calzini) CORRO alla navetta per scoprire che è partita con 5 minuti di anticipo per un overbooking di suore africane :-O . Prendo ormai immune un taxi e arrivo con due ore di anticipo all’aeroporto, dove in 25 minuti esatti sono al terminal e sbadiglio guardando serie in uno streaming traballante. Non mi sono ancora ripreso. Il mio avvocato attende tutta la documentazione del… …caso.

di Francesco Rambaldi, viaggiatore ‘dell’incubo’ (e marito di una giornalista)

19 settembre 2016

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