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Martina: “Il caporalato va combattuto come la mafia”

caporalato“Il caporalato in agricoltura è un fenomeno da combattere come la mafia, e per batterlo occorre la massima mobilitazione di tutti: istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali. Chi conosce situazioni irregolari deve denunciarle senza esitazione”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina a proposito del caporalato, problema che, garantisce Martina, il ministero di cui è titolare si è occupato di concerto con quello del Lavoro, “sia per intensificare i controlli che per consolidare nuove pratiche utili al contrasto permanente del fenomeno”. Per questo è stata ideata la ‘Rete del lavoro agricolo di qualità‘, un presidio utile alle imprese, a cui già dal primo settembre potranno iscriversi tramite il portale online dell’Inps.  “Per la prima volta in Italia si istituisce un sistema pubblico di certificazione etica del lavoro che riguarderà proprio le imprese agricole”, spiega Martina. Il ‘certificato di qualità‘ “non sarà un semplice bollino di natura burocratica- aggiunge- ma attesterà il percorso delle verifiche puntuali e preventive effettuate individuando e valorizzando le aziende virtuose”.

A questa rete andranno in futuro ad aggiungersi attraverso delle convenzioni anche gli sportelli unici per l’immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l’impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura. Questo rafforzerà ulteriormente il coordinamento tra istituzioni e parti sociali. “E’ solo un primo passo- conclude il ministro- ma può fare davvero la differenza se utilizzato con continuità e attenzione da parte di tutti. La nostra deve essere una battaglia senza sosta e senza quartiere alla piaga del caporalato e del lavoro nero in agricoltura”.

Anche per Dario Ginefra, deputato pugliese Pd, e per il senatore Sel Dario Stefano, la chiave per risolvere la questione consiste nell’intensificare i controlli: ma mentre Ginefra propone “la militarizzazione delle nostre campagne e il presidio delle strade che conducono ai campi” il senatore vuole puntare il focus sul trasporto dei lavoratori. Per questo nei giorni scorsi ha proposto al Senato l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare dedicata al fenomeno del caporalato “anche attraverso un maggiore coinvolgimento dei sindaci dei comuni pugliesi, affinché segnalino notizie a loro conoscenza, come i luoghi di ritrovo, i mezzi usati o altre informazioni che possano rivelarsi utili” ha spiegato Stefano, che poi aggiunge di aver interpellato proprio oggi il prefetto di Bari Carmela Pagano, proprio per sollecitare “un’azione più organica e capace di rendere più fitta la maglia dei controlli sulle strade e sui mezzi di trasporto”.

Di Redazione

19 agosto 2015

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