Maturita’. Tu quanto ne sai? Storia e curiosita’ di esame piu’ temuto

ROMA – È l’esame più temuto dagli italiani, il più atteso, il più raccontato, il più sentito. Per tutti ormai è la ‘maturità‘, per qualcuno è il mai andato di moda ‘esame di Stato’, per gli studenti che il 20 giugno torneranno tra i banchi dizionario alla mano è il primo pensiero della mattina dalla fine della scuola, checchè ne dica l’ #nopanic ministeriale. Qualcuno lo sogna ancora a distanza di anni, ma alla fine, quanto ne sappiamo? Poco o niente, ognuno ricorda il suo, o magari prova a dimenticarlo. Proviamo allora a conoscerlo un po’ meglio, tra storia e curiosità.

NEI PRIMI ANNI DEL NOVECENTO SI SOSTENEVA DOPO LA IV ELEMENTARE

Per il dizionario Treccani per ‘maturità’ si intende ‘la condizione di ciò che è maturo’, per il Garzanti è ‘la parte della vita umana compresa tra la giovinezza e la vecchiaia, la pienezza delle capacità intellettuali e morali’, per Wikipedia è ‘la proprietà di un organismo o di un evento dell’aver raggiunto nel tempo giusto il compimento del proprio essere’. Dagli storici colossi della ricerca culturale italiana all’avanguardia del sapere libero nell’era del web, un concetto è chiaro: l’esame di maturità segna già nel nome un passaggio all’età adulta, che nel tempo si è però spostato in avanti. Nei primi anni del Novecento, infatti, l’esame di maturità lo sosteneva chi intendeva proseguire gli studi dopo la quarta elementare, in base ai cosiddetti provvedimenti Orlando con cui il governo Giolitti introdusse in Italia la scuola ‘popolare’ obbligatoria fino a 12 anni. Ma chi lo ha trasformato per come lo conosciamo adesso? Sappiate che il ‘colpevole’ dell’ansia di generazioni di diciottenni ha un nome e un cognome: Giovanni Gentile. Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Mussolini, stimato intellettuale italiano e, assieme a Benedetto Croce, esponente del neoidealismo filosofico, nel 1923 Gentile introdusse l’esame di maturità al termine degli studi liceali, obbligatori per l’iscrizione all’università. Non esisteva punteggio unico, ma tanti voti quante erano le materie ed era prevista una sessione di esami di riparazione. Negli anni la maturità è stata riformata più volte. Nel ’43, a causa della guerra, fu sostituita con uno scrutinio finale, mentre nel ’69, all’ombra delle contestazioni studentesche, il ministro Fiorentino Sullo abolì gli esami di riparazione e liberalizzò gli accessi all’università.

1976: MATURITÀ RIMANDATA PER UNO SCHERZO TELEFONICO

Negli anni di piombo, in piena austerity, tra la nube tossica di Seveso, il 34,4% del Pci alle politiche e l’apertura dei giochi olimpici di Montreal, i maturandi di tutta Italia riescono anche loro a fare la storia. Un fantomatico provveditore agli studi, alla vigilia della prima prova, riuscì con una telefonata ad avere le tracce ministeriali grazie all’imprudenza di una suora, preside di un istituto della zona di Pavia, che si fidò dello sconosciuto dall’altra parte del filo. Una clamorosa fuga di notizie che costò ai maturandi la sospensione della prova d’italiano, che venne rimandata, e il conseguente slittamento della seconda.

1997: LA MATURITÀ DIVENTA ESAME DI STATO

Dal 1997 in poi bando alla ‘maturità’. La locuzione cade in disgrazia per legge e con la riforma Berlinguer si trasforma in ‘esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore’. Per gli amici, ‘esame di Stato’, anche se per tutti resta la ‘maturità’. Come in tanti Paesi europei, dalla Polonia (‘egzamin maturalny’, comunemente detta ‘matura’) alla Slovacchia (‘Maturitná skuska’ o semplicemente ‘maturita’) all’Albania (‘Matura Shteterore’).

2008: ANCHE I MINISTRI SBAGLIANO

Dieci anni fa fu bufera sul ministero Gelmini, alla vigilia dell’autunno caldo dell’Onda anomala che portò migliaia di studenti in piazza contro la legge 133 e la politica su scuola e università del governo Berlusconi. Diversi gli errori – per non dire strafalcioni – contenuti nelle tracce ministeriali. Il più clamoroso fu quello nell’intestazione della traccia della prima prova sul testo di Eugenio Montale ‘Ripenso il tuo sorriso’. I versi, dedicati dal poeta ermetico al danzatore russo Boris Kniaseff, furono erroneamente presentati come se fossero rivolti a una donna. Anche nella versione di greco, i maturandi furono messi in difficoltà per la mancanza di una parola fondamentale per comprendere il brano tratto dal ‘Codice etico dello storico’ di Luciano di Samosata della seconda prova dei licei classici, mentre errori grammaticali e coniugazioni sbagliate dei verbi affollavano il testo in inglese degli studenti del turistico.

2017: CAPRONI STRACCIA ECO

Giorgio Caproni, l’inaspettato outsider della maturità 2017 sconosciuto a molti, conquista i maturandi 2017, che scelgono l’analisi del testo molto più dei loro colleghi dell’anno prima. Caproni batte Eco, uscito nel 2016, e lo doppia. A sceglierlo saranno il 12% degli esaminandi, contro il 6% del più celebre e ‘prevedibile’ – perché scomparso nel febbraio dello stesso anno – semiologo e scrittore de ‘Il nome della rosa’.

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19 giugno 2018
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