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Gaza, Israele spegne la luce: corrente solo per 2-3 ore al giorno

Opera di Banksy a Gaza

ROMA – È iniziata stamani la riduzione del quantitativo giornaliero di corrente elettrica nella Striscia di Gaza, disposta da Israele in seguito alla decisione dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) di non pagare più le “bollette”. E’ stata la stessa compagnia elettrica locale, la Gaza Electricity Distribution Corporation, a darne notizia stamani in un comunicato in cui spiega anche che la fornitura è passata da 120 a 112 Megawatt.

A causa della decurtazione – che ha sollevato numerosi appelli da parte della comunità internazionale, preoccupata di ricadute negative sulla situazione umanitaria di un’area già in sofferenza per diverse ragioni – ora gli abitanti usufruiranno della corrente solo per circa due o tre ore al giorno. Prima la situazione non era comunque migliore, come ricorda l’agenzia di stampa palestinese ‘Maan’: i residenti potevano “accendere la luce” solo per otto ore al giorno.

Da tempo il governo locale di Hamas lamenta infrastrutture inadeguate e decadenti, che non vengono manutenute: dito puntato contro l’Autorità palestinese – che guida invece la Cisgiordania – di non fare abbastanza per alleviare i disagi della popolazione della Striscia. Il contenzioso riguarda anche la gestione dei pagamenti pubblici per la corrente elettrica, da cui la decisione dell’Anp di non pagare più.

19 giugno 2017

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