Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

GENOVA: SINDACATI, ITALIAN SEAWAYS A RISCHIO IL REDDITO DI 25 FAMIGLIE – “In questi giorni i rappresentanti sindacali della Italian Seaways srl, stanno tentando in ogni modo di impedire che 25 dipendenti dell’azienda restino senza occupazione e senza stipendio. Da diverso tempo Filt Cgil Cisl Reti e Uil trasporti stanno curando la vertenza: a tutela dell’occupazione si sono fatti da tramite per chiedere prima i contratti di solidarietà, poi la cassa integrazione in deroga. Nonostante questi tentativi l’azienda del settore degli spedizionieri del Porto di Genova ha chiesto il concordato preventivo prevedendo al contempo la cessione di ramo d’azienda, operazione quest’ultima che ha permesso di curare i rapporti con i clienti, consentire all’azienda la continuazione dell’attività e quindi la salvaguardia dell’occupazione”. E’ quanto riportato in un comunicato stampa unitario dei sindacati trasporti. “Il Tribunale di Genova però ha negato la validità dell’affitto di ramo d’azienda- continua la nota-, atto che potrebbe portare anche alla messa in liquidazione della società, cosa che pregiudicherebbe la possibilità di lavorare per i 20 lavoratori diretti e per i 5 che operano in una cooperativa per conto della Seaways e che pregiudicherebbe per sempre l’attività dell’azienda”. “La protesta per questa decisione è iniziata mercoledì 17 giugno con un volantinaggio davanti al Tribunale e ieri con il tentativo di incontrare la curatrice fallimentare che però si è negata alla delegazione sindacale. Per la prossima settimana sono state organizzate altre due iniziative: la prima in Regione dove dovrebbe essere presente il neo governatore Giovanni Toti e la seconda martedì presso il Consiglio Comunale di Genova. Il settore in cui opera l’azienda non tollera nemmeno un giorno di interruzione del servizio e la decisione del Tribunale porterà inevitabilmente l’azienda alla chiusura: per questi motivi la richiesta delle Organizzazioni sindacali è di tornare sulla vicenda per trovare una soluzione anche provvisoria che consenta ai lavoratori di non perdere il lavoro”.

 

CAMPOMORONE (GE): FIOM, IN 25 RISCHIANO IL POSTO ALLA EX PRECETTI – “Questa mattina i lavoratori della ex Precetti sono scesi in sciopero per salvare i loro posti di lavoro si legge in una nota sindacale della Fiom Cgil di Genova. La Precetti con sede a Campomorone è in affitto di ramo d’azienda dalla Giugiaro Architettura & Structures, azienda del settore navale e dei serramenti industriali. La notizia di oggi è che la Giugiaro intende farsi carico di soli 12 dipendenti sui 37 occupati dalla Precetti”. “Tutto questo smentendo quanto affermato sino a pochi giorni fa- continua la nota- ossia che non ci sarebbero stati problemi occupazionali. Per i dipendenti esclusi si aprirebbe un periodo di mobilità e poi, vista la diffusa carenza di lavoro, un periodo di totale incertezza. Ancora una volta le aziende scaricano i problemi sull’anello debole del ciclo produttivo, privilegiando i bilanci e dimenticandosi della loro funzione sociale. Per questi motivi oggi i lavoratori sono scesi in sciopero e chiedono all’azienda un confronto leale e costruttivo per risolvere la vertenza”.

 

CGIL SARDEGNA: AMMORTIZZATORI, I RITARDI DI INPS E GOVERNO – A più di un mese dalla firma del decreto ministeriale, che ha assegnato alla Sardegna 55 milioni per gli ammortizzatori sociali 2014, si registra un forte ritardo dell’Inps nel pagamento degli assegni: la denuncia arriva da Cgil, Cisl e Uil regionali, che hanno chiesto un incontro al direttore dell’istituto per capire le ragioni della lentezza e definire come ottimizzare il lavoro degli uffici, per saldare nel più breve tempo quanto dovuto. “È paradossale – denunciano i confederali – che, a fronte dei ritardi già accumulati e dell’esiguità delle risorse trasferite dal governo Renzi, l’Inps non riesca a erogare i pagamenti”. Il 12 maggio scorso, il giorno della firma del decreto, le tre sigle avevano sollecitato l’Istituto regionale affinché velocizzasse e gestisse i pagamenti, evitando disparità per i 27.000 lavoratori che aspettano da ormai un anno e mezzo. I sindacati ribadiscono anche “il grave ritardo e l’inaccettabile insufficienza dei fondi nazionali: il governo Renzi scarica sulle regioni l’onere dell’emergenza, inchiodandole alla responsabilità di farsi carico del dramma di migliaia di lavoratori: rivendichiamo gli oltre 90 milioni che mancano per saldare il 2014 e l’immediato trasferimento delle risorse per il 2015”, hanno detto i segretari Cgil, Cisl e Uil, chiedendo al governo Pigliaru di fare le dovute pressioni per ottenere quanto dovuto dalla Sardegna.

INALCA (MO): FLAI, MINISTERO VIGILA SU CAMBIO DI APPALTO – “La Flai/Cgil di Modena apprende con soddisfazione che il ministero del Lavoro terrà monitorato uno dei più veloci cambi di appalto mai accaduti nel settore dell’industria alimentare. Il fatto era stato prontamente denunciato dalla Flai/Cgil con una lettera indirizzata direttamente al ministro Poletti e ai Parlamentari eletti in Emilia-Romagna” si legge in un comunicato stampa della Flai Cgil di Modena. “Condividiamo l’affermazione dell’Ufficio Legislativo del ministero del Lavoro, qui allegata, in risposta a un’interrogazione in Commissione Lavoro dell’On. Baruffi, nella quale si afferma quanto segue: “…l’eventuale mancanza di motivazioni del recesso, da parte di Inalca Spa del contratto di appalto in precedenza stipulato col Consorzio Euro 2000, unitamente ad altri elementi, quali, ad esempio, l’utilizzo di somministrazione dei lavoratori del Consorzio medesimo, l’affidamento dell’appalto ad altro soggetto, magari collegato a Euro 2000, la riassunzione degli stessi lavoratori, potrebbero costituire indice sintomatico di un comportamento complessivamente preordinato ad aggirare il dispositivo del comma 118 dell’art. 1 della legge n. 190/2014 e, godere, così, indebitamente, dell’esonero contributivo in esso previsto”. “Questo episodio, ma tanti altri che ci vengono segnalati in questi giorni, di casi simili nel territorio regionale, ma con meno dipendenti coinvolti, dimostrano che quella Legge è stata fatta male e consente, ai “furbetti delle cooperative”, come ai “furbetti del Jobs Act”, di godere impunemente di contributi pubblici e creare un competizione sleale con le imprese che rispettano le leggi e i contratti di lavoro. La Flai/Cgil, nel caso dell’Inalca Spa, lavorerà e si adopererà per richiedere l’assunzione diretta di questi dipendenti in quanto adibiti a fasi del processo produttivo che il contratto dell’industria alimentare vieta espressamente di appaltare”.

RIFORMA CAMERE DI COMMERCIO, A RISCHIO 2500 POSTI – “Rilanciare il sistema camerale, coinvolgendo in questo processo sindacato e lavoratori, contro un’operazione di riorganizzazione portata avanti dal governo che in realtà nasconde l’ennesima misura di centralizzazione e che si riduce in un’operazione di tagli alle risorse, con effetti inevitabili sui servizi e sui lavoratori, mettendo così a rischio oltre 2.500 posti di lavoro”. Lo ha affermato il segretario generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, nel corso del suo intervento all’iniziativa promossa dalla categoria del lavoro pubblico della Cgil ‘Camere di Commercio. Al servizio del Paese’ oggi a Milano alla presenza, tra gli altri, del presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, e del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Contro un’operazione “inaccettabile” messa in campo dal governo sul sistema camerale, nonostante i passi in avanti fatti in questi mesi, nel provvedimento sulla Pa che porta la firma del ministro Marianna Madia, “la Fp Cgil promuove un sostanziale rilancio di istituzioni, come lo sono le Camere di commercio, che per loro natura sono fortemente collegate al territorio di riferimento. Vogliamo – ha spiegato Dettori – ribaltare il ragionamento che muove il governo nella sua riforma e ripartire dalla ridefinizione del ruolo delle Camere di commercio sul territorio con l’attribuzione di funzioni esclusive e, oppure, per delega che consentirebbe di realizzare e massimizzare concretamente la semplificazione della burocrazia e l’eliminazione delle duplicazioni di funzioni e competenze”. Da qui, la numero uno della Fp Cgil ha avanzato una serie di proposte specifiche di riforma del sistema camerale che rafforzi le funzioni di sostegno al sistema imprenditoriale, garantisca la qualità dei servizi offerti e valorizzi le professionalità dei lavoratori del settore.

SISAL: CGIL ROMA E LAZIO, GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LAVORATORI – “Esprimiamo profonda preoccupazione per il destino delle lavoratrici e dei lavoratori Sisal di Roma. Nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali la società Sisal Spa, che opera in Italia con regime concessorio da parte dei Monopoli di Stato sui giochi, ha preannunciato la necessità di attivare una procedura di licenziamento collettivo in funzione della prevista delocalizzazione del servizio di call center. Tale procedura rischia di coinvolgere circa 100 persone”. Così, in una nota, la Filcams Cgil di Roma e del Lazio. “Ci preoccupa inoltre- continua la nota- la procedura di cessione di ramo d’azienda che coinvolge 12 agenzie (fino a oggi gestite direttamente, nelle quali operano circa 140 lavoratrici e lavoratori) rispetto alla quale la società Sisal non ha fornito, a oggi, alcuna garanzia sul mantenimento delle condizioni contrattuali e dei livelli occupazionali. Consideriamo inoltre grave la volontà, ufficializzata da Sisal, di dare disdetta all’accordo integrativo aziendale, frutto di una contrattazione ventennale, per abbassare il costo del personale (incidente per il 10% dei costi totali). Tutte le misure indicate, nel contesto di dismissioni e annunciati esuberi, risultano non condivisibili anche in considerazione del fatto che la Sisal si starebbe disponendo all’acquisizione, mediante asta giudiziale, delle concessioni dei punti Snsi-Sis, con l’assorbimento di 200 dipendenti e 300 collaboratori per allargare la rete commerciale, sfruttando il Jobs act e facendo crescere il grave indebitamento in cui l’azienda versa da qualche anno. Le ragioni di tali processi, secondo quanto dichiarato dell’azienda, sarebbero da individuarsi nella Legge di stabilità del 2015, che prevede un’imposta aggiuntiva di 48 milioni di euro sulle slot. In questo modo, tuttavia, l’azienda scarica l’aggravio fiscale tutto sui suoi dipendenti”.

19 giugno 2015
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