Stop sanzioni alla Russia, Confartigianato: “Era ora, export -30% in un anno”

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VENEZIA – La risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale veneto per chiedere al Governo la fine delle sanzioni alla Russia “ha di certo un carattere di auspicio più che l’intenzione di incidere concretamente su una posizione europea”. La pensa così Luigi Curto, presidente di Confartigianato veneto, convinto però dell’importanza politica di questa iniziativa maturata in Regione, che “fa da apripista per riportare al centro del dibattito politico italiano ed europeo il tema delle sanzioni che stanno penalizzando pesantemente le imprese venete”. Più passerà il tempo, sostiene poi Curto, e più sarà difficile recuperare le quote di mercato perso, perché si radicheranno soluzioni alternative come “la produzione interna” o “la ricerca di altri partner commeciali” che “apre inevitabilmente le porte a nuove collaborazioni e produzioni in tutti i settori dalle meccanica al legno, dalla moda ai servizi”.

putinSecondo un’elaborazione del centro studi di Confartigianato veneto, la Regione ha visto diminuire l’export verso la Russia del 30,2% nell’ultimo anno e se “a patire di più è tutta l’industria agroalimentare, che sta subendo ingenti perdite economiche a causa delle controsanzioni decise dal Cremlino”, soffre molto anche la moda, calata del 43,2%“. Ben venga quindi che la Regione “abbia avuto il coraggio di far sentire la propria voce per protestare contro l’isolamento di Mosca”, conclude Curto; “sarebbe straordinario e davvero sorprendente- aggiunge- se qualcuno avesse finalmente capito l’urgenza di far scendere la tensione con un gesto distensivo e un po’ fuori dagli schemi”.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

19 Maggio 2016
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